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Motivare i ragazzi a scrivere in inglese

 
Motivare i ragazzi a scrivere in inglese

Idee (adatte anche alla flipped classroom) per insegnare ai bambini a scrivere

In questo articolo parliamo di come motivare i ragazzi dele scuole secondarie a scrivere in inglese con piacere: questo articolo è stato realizzato da una studentessa dottoranda di glottodidattica della Università Ca' Foscari di Venezia.

E se vi dicessi che i tanto accusati Social Network potrebbero essere un mezzo educativo?

L’idea per questo articolo nasce dall’analisi dell’evoluzione del linguaggio – lo slang, forme sintattiche grammaticalmente scorrette e abbreviazioni nella forma scritta sono sempre più ricorrenti tra i giovani che passano la maggior parte del loro tempo a scambiarsi short messages attraverso i più svariati Social – Whatsapp, Instagram, Facebook – spesso imputati di essere la ragione per la quale la lingua comunemente e quotidianamente parlata, stia prendendo il sopravvento sia nella sua forma orale che scritta.

 

Colleghe insegnanti di lingua – italiana in particolar modo – lamentano l’incapacità degli studenti di produrre un testo scritto: alle volte capita che qualcuno di loro usi le abbreviazioni anche nelle produzioni scritte svolte in classe.

Ad ogni modo, è necessario ricordare che la lingua è vitale, si evolve e cambia nel tempo sviluppandosi con lo svilupparsi della società stessa: perché non sfruttare questo flusso, questo processo continuo che sembra non avere fine? Perché non usare questi mezzi di comunicazione – spesso accusati – come un vero e proprio mezzo di insegnamento?

L’inglese è, tra tutte, la lingua più frequentemente richiesta e utilizzata in ambito lavorativo: le cinque attività che questo articolo propone sono dunque pensate per rafforzare negli studenti l’abilità di scrivere brevi messaggi attraverso l’utilizzo dei loro best friends – Whatsapp e Instagram.

Inoltre, lo scopo è quello di insegnar loro come comunicare – in una lingua seconda – usando come punto di partenza ciò che a loro è più vicino, in altre parole, il mezzo di comunicazione ad oggi più potente: la tecnologia.

Utilizziamo i Social Media per far capire loro come la scelta delle parole, dello stile e di diverse espressioni può effettivamente creare svariati significati. Quanto affermato si basa sulle teorie del linguista britannico David Crystal, il quale sostiene che l’attuale condannata tecnologia sia in realtà una fonte primaria di creatività per la lingua – in effetti, a pensarci bene, quante nuove espressioni e quanti modi di dire appaiono giornalmente sul Network – molte delle quali ancora dal significato ignoto. Questa, per una lingua, è sinonimo di vita.

Le cinque attività interconnesse qui di seguito proposte sono pensate per studenti delle secondarie di secondo grado con un livello di inglese B1-B2 allo scopo di migliorare la loro literacy, la loro abilità comunicativa e capacità di produrre short messages in una lingua straniera L2, in questo caso l’inglese. Competenze attualmente richieste in ambito lavorativo – ma più importante di ciò, la speranza è quella di aumentare in loro il desiderio di approfondire la conoscenza linguistica acquisita in tutte le sue sfaccettature, soprattutto negli aspetti a loro più vicini. Attività 1.

The teacher marks out an area of concern and allows for a variety of approaches to it, and he does this through open-ended questions which elicit from his pupils the ideas and experiences upon which to work. (Bullock)

Lo scopo di questa prima attività è quella di mettere insieme – in una sorta di brainstorming – tutte le conoscenze background che gli studenti hanno a proposito della comunicazione linguistica e le sue sfaccettature in ambito tecnologico – la capacità di trasmettere particolari messaggi dal significato specifico.

Materiale richiesto:

  • Cellulari
  • Lavagna
  • Word-list

Svolgimento: L’insegnante consegna agli studenti uno schema come il seguente fac-simile: Lo scopo è quello di introdurre loro a queste abbreviazioni, contrazioni, simboli: in altre parole, il linguaggio del web. Btw…avete notato quante volte appaiono tra i Tweet del Presidente Trump e le News BBC su Facebook?

È bene che al termine di questa prima attività, gli studenti abbiano acquisito una conoscenza appropriata e una competenza nell’utilizzo di queste forme tipiche della comunicazione tecnologica. How? Previa spiegazione, l’insegnante ammetterà l’utilizzo dei cellulari: such a good news!

Messi in modalità silenziosa, verrà chiesto loro di leggere attentamente una chat recente avuta con un amico o un’amica– noteranno quante espressioni e modi di dire peculiari utilizzano anche nella loro lingua madre.

A questa breve analisi segue dunque un breve brainstorming – sotto forma di dibattito in lingua inglese, al fine di esercitare anche l’espressione orale, si scambieranno idee sulla valenza delle diverse espressioni più comunemente usate – dovranno rendersi conto che loro stessi, in prima persona e probabilmente inconsapevolmente, stanno dando vita a quella che Crystal definisce una new language.

Attività 2. The development of language ability is rooted in the biological, emotional, intellectual and social life of the child. (GISCEL) Diamo loro una voce. Facciamo sì che emergano le loro personalità. Instagram sarà il cuore di questa attività.

Materiale richiesto:

  • Laptops, tablets o cellulari
  • Username e Password di un account Instagram di classe appositamente creato dall’insegnante.

Sovlgimento: Condividi te stesso. Sappiamo che Instagram ammette di postare fino a dieci immagini in un singolo post: per questo motivo, agli studenti verrà chiesto di postare quante più immagini desiderano (max.10) che trovano rappresentative. Successivamente, dovranno pensare ad una didascalia (max. 2200 caratteri) che descriva ogni immagine – breve ma creativa.

Questo è lo scopo: che il linguaggio sia breve ma ricco di fantasia – che rispecchi la loro personalità. Lo step successivo sarà dunque quello di commentare i post dei compagni di classe, soprattutto quelli con i quali condividono specifici interessi o che trovano più interessanti.

Si suggerisce che l’attività sia svolta in classe sotto il controllo dell’insegnante. Un’arma a doppio taglio: you improve the language and you connect them with each other. Chissà – il post di un vecchio giocattolo usato da bambini potrebbe rivelare interessi comuni, scoprire che un compagno ha la stessa passione potrebbe creare nuove amicizie: è importante tener presente, nel processo educativo, che l’ambiente classe gioca un ruolo primario.

Diamo loro una voce. Stimoliamo il linguaggio creativo – in English! Attività 3. Chatta! The more you text, the better your literacy scores are. [...] Texting is good for education, not bad. (Crystal David) Chattando non solo trasmettiamo un significato – lo creiamo. Siamo noi i primi creatori della lingua – questo è quello che l’attività si propone di consolidare negli studenti.

Materiale necessario:

  • Cellulari con Whatsapp
  • Diario di bordo Questa attività verrà svolta in autonomia, come compito a casa, per la durata di una settimana – se possibile da lunedì a venerdì.
  • I ragazzi praticheranno quanto imparato sino ad ora a proposito dello short English. Verrà chiesto loro di chattare con cinque dei propri compagni di classe, utilizzando l’inglese – dovranno annotare ogni giorno quanto scritto, riportando quanto più riescono a osservare dal punto di vista linguistico e del significato dei messaggi scambiati. Questa attività si lega, dunque, all’attività 4 – a fictional business environment. Most of the text messages in the world are not written by children, but by adults and institutions. (Crystal David).

È bene che ogni compito o attività abbia un riscontro pratico – l’alunno si ritrova ad essere più coinvolto quando l’applicabilità di quanto appreso risulta a suo modo tangibile. L’80% dei messaggi inviati al mondo è, in realtà, inviato da adulti – nel contesto lavorativo risulta essere sempre più usuale l’utilizzo di semplici SMS che sostituiscono le email – anch’esse scritte con un linguaggio sempre più breve e riassuntivo, tante volte lontano dall’essere formale.

Per questo, creare un ambiente lavorativo fittizio, è la base per lo svolgimento di questa attività.

Materiale necessario:

  • Quattro tavoli da conferenza – unendo i banchi di scuola
  • Paper sui quali lavorare come il seguente fac-simile: Durante l’attività è necessario che gli studenti lavorino in gruppi di cinque persone – variabile a seconda degli alunni per classe.

Ogni gruppo avrà un ruolo specifico – tra i gruppi avremo - Il Marketing Director Group - Il Client Service Manager Group - Il Research and Development Manager Group - Il Project Manager Group

Ad ogni gruppo verrà chiesto di elaborare brevi messaggi – in linea con il ruolo del gruppo – a seconda di quanto richiesto nel foglio consegnato (vedi sopra). Il messaggio dovrà dunque rispettare due caratteristiche fondamentali: la formalità e sintesi: è necessario che producano short messages come quelli inviati, informalmente, tra compagni in chat. L’attività permetterà loro di unire due mondi che probabilmente non pensavano poter essere compatibili: il mondo del lavoro e i Social Network, sinonimo di mondo dei giovani. Inoltre, è un ottimo spunto per praticare le abilità orali e cooperative tra compagni che si mettono in gioco in un exploratory talk with others.

Attività 5. Analyse it! Quest’ultima attività consiste in un’analisi linguistica vera e propria che verrà valutata dall’insegnante – per dare un senso a tutto il percorso svolto. Materiale necessario: - Chat dell’attività 2 stampate - Schemi delle attività 1 e 4 - Lavagna L’esercizio è da svolgersi in classe – insieme all’insegnante, gli studenti analizzeranno le diverse tipologie di linguaggio utilizzate nelle quattro attività precedenti. Successivamente verrà richiesta la stesura di un report – un vero e proprio testo scritto che riporti quanto svolto accompagnato da una riflessione personale sulla forza del linguaggio – il mezzo più potente al mondo. Avranno imparato, certo, ma si saranno divertiti poiché coinvolti dall’utilizzo di mezzi di comunicazione di cui fanno esperienza quotidianamente – senza rendersi conto, “are writing more than Jane Austen could ever have done” (Crystal David).

Nota sulla autrice: Ilaria Venagli

Mi sono laureata nel 2017 in Scienze della Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università degli Studi di Milano.

Questo percorso di laurea triennale mi ha formata nelle due lingue da me scelte, inglese e tedesco, e specializzata nella linguistica, in tutte le sue forme – è in questi tre anni che ho iniziato a scoprire una passione per la comunicazione, la linguistica e la psicolinguistica. Ho avuto delle brevi esperienze in ambito giornalistico, che mi hanno confermato quanto la scrittura sia un’attività che desidero approfondire – per questo ho scelto di intraprendere questa collaborazione Open Minds.

Tutta la mia carriera scolastica si è centrata su due fondamentali: le lingue, appunto, e il trasmettere. Ho realizzato che questo “trasmettere” – in senso lato – è quello che voglio dal mio futuro: per questo ho scelto Ca’ Foscari.

Lo ammetto, la scelta è stata parzialmente condizionata dalla possibilità di vivere a Venezia, la città più bella e romantica del mondo, il posto che mi ha cambiato la vita in solo 12 mesi, ma non mi dilungherò a spiegarne i motivi. Sto frequentando il corso di laurea magistrale in Scienze del Linguaggio – curriculum in glottodidattica. Di cosa si tratta? Me lo chiedono tutti. Questa specializzazione prevede lo studio approfondito di una lingua L2 – nel mio caso l’inglese – della letteratura di riferimento, fondamentale perché lingua e cultura sono interconnesse, sempre, e di materie legate in parte alla psicologia e alla pedagogia – teorie per l’educazione linguistica, psicologia cognitiva e dello sviluppo, aspetti psicologici dell’educazione – e in parte alla linguistica nella sua forma più pura, in alcuni casi volta allo studio di disturbi specifici del linguaggio (DSL) e della sordità.

Ho elencato queste materie perché questo, per ora, è quello che sono: una studentessa appassionata, con tanta voglia di mettersi in gioco e imparare – sicuramente, prima o poi vorrò insegnare.

Non so chi sarò, ma so chi sono e cosa voglio: trasmettere.

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