Blog

Gestire una riunione e presentazione in inglese

08/10/2017

Consigli per creare presentazioni efficaci e gestire un meeting in lingua inglese

In questo articolo vogliamo dare alcuni consigli a coloro che si apprestano ad organizzare oppure a partecipare ad una riunione in inglese.

Può dare molto stress l'idea di dovere convincere altre persone, o anche comunicare contenuti importanti per il lavoro in una lingua che non si maneggia perfettamente.

Negli incontri con altre persone le sfumature sono essenziali: in una lingua che non è la nostra (e magari neanche quella del nostro interlocutore, ma semplicemnete una lingua pinte), le sfumature di significato sono molto difficili da rendere.

Nella consapevolezza di questo, l'essenziale è strutturare la proporia comunicazione in modo da veicolare il senso di ciò che si vuole dire non solo con le parole, ma anche con altre forme di veicolo comunicativo, quali i supportri visivi e auditivi, la gestualità, la voce.

Inoltre,m dal punto di vista linguistico, alcuni accorgimenti per strutturare le frasi (ad esempio, usare le domande chiuse o aperte), possono contribuire a rendere più facilnmente accessibile ed interpretabile il senso di ciò che vogliamo dire, evitando imbarazzi.

La terminologia appropriata

Una delle cose più importanti per evitare fraintendimenti è iniziare preventivamente a fare ricerche sulla terminologia più appropriata. Un errore in cui spesso si incorre è ritenere il lessico tecnico come acquisito e quindi noto a tutti senza particolari difficoltà, concentrandosi solo su elementi stilistici dell'esposizione e dando invece per assodato il lessico settoriale.

La pratica mostra che ciò è un errore, frequentemente. Al di là di alcune parole ed espressioni, in effetti, molto spesso vi sono dei gerghi tecnici che non sono universalmente usati e noti (ad esempio, nomi di alcuni attrezzi e strumenti, o di alcune procedure e pratiche), ma possono variare da Paese a Paese. Se l'inglese non è la vostra madrelingua, accade che vengano usate parole inglesi in un significato effettivamente distorto, che un madrelingua non riconoscerebbe nel significato che gli attribuite voi.

Quindi è buona pratica fare una ricerca sulla terminologia. Ecco una strategia da usare:

  • identificate le key words tecniche, che vorrete inserire nella vostra presentazione
  • consultate vari siti (incluso quelli di traduttori, i vocabolari online, nonchè i siti specifici del settore) per trovare le key words nei vari contesti. Accertatevi che sia usata proprio l'espressione che volete usatre nel contesto che a voi serve. Il controllo del contesto è fondamentale per appurare il reale significato della parola.
  • Quando redigete la frase per la vostra redazione, accertatevi che sia simile alle frasi modello che avete trovato, ovvero che veicoli un significato corretto.

Frasi brevi, semplici e chiare

Una dele più importanti indicazioni se dovete presentare è di restare semplici e chiari. La lingua inglese rispetto a quella italiana ha una struttura che prevede frasi più brevi. Attenetevi ad una sintassi pulita, formando frasi che siano intellegibili semplicemente.

Evitate incisi, parentesi e organizzate frasi con una o due subordinate massimo, poste dopo la frase principale e connesse con coniugazioni che non diano adito a interpretazioni multiple.

Spezzate le preposizioni complesse in frasi semplici, meglio una ripetizione che una frase difficile da pronunciare e comprendere.

Aiutatevi con supporti visuali

Le presentazioni possono beneficiare moltissimo di un supporto visivo: slides, grafici, immagini appropriate, possono facilitare enormemente il vostro compito di oratore eome il compito dei vostri ascoltatori.

A seconda che il vostro scopo sia riportare, informare o convincere, sceglierete le risorse più giuste, ma in tutti i contesti una comunicazione a 360 gradi può essere di grande aiuto.

 VAK

VAK è un acronimo che sta per Visual-Auditive-Kinesthetic, ovvero Visuale-Auditivo-Cinestetico. Un buon oratore è consapevole che non tutti i suoi ascoltatori apprendono per via uditiva. Ci sono persone per cui udire una lezione o presentazione è un mezzo efficace per acquirire informazioni, ma ci sono anche persone visive cui le immagini e i grafici si imprimono meglio nella memoria, e infine persone che invece apprendono con un'esperienza "hands on", ovvero pratica.

In una buona presentazione, specie se la lingua non è la nostra, cerchiamo di includere elementi multisensoriali al fine di comunicare più efficacemente: non solo immagini, ma anche registrazioni e video (adeguati al contesto o a.llo scopo: per esempio, questo tipo dio comunicazione è estremamente più emozionale di un grafico, quindi un video con musica può essere uno straordinario elemento per persuadere, comunicare, creare squadra), nonchè momenti in cui si coinvolge il proprio pubblico in qualche compito attivo .

Curare la pronuncia

Diamo per scontato che le frasi saranno corrette grammaticalmente e sintatticamente, con un vocabolario scelto con cura: ma anche la pronunccia è importante. Da straniero, potresti avere una pronuncia non chiara, che ti consigliamo di affinare. La cosa migliore è farsi affiancare da un esperto madrelingua nella preparazione del discorso, ma se non è possibile puoi affidarti ai vocabolari parlanti che trovi su internet, per ascoltare come le parole difficili devono essere pronunciate. Esercitatevi, in modo che la vostra pronuncia risulti immediatamente comprensibile.

Consigliamo di fare frasi brevi e pronunciarle in modo chiaro, parlando piano ed iperarticolando se necessario.

Ci sono alcuni accorgimenti fondamentali per rendere la pronuncia più comprensibile e simile a quella di un "native speaker":

  • ricordarsi che spesso in inglese gli accenti sono arretrati nelle parole lunghe (non ci sono molte parole lunghe piane). Controllare l'accento tonico. La sillaba accentata è più lunga, quindi ervidenziatela nella pronuncvia, mentre le altre sillabe sono più brevi.
  • La vocale accentata ha un suono lateralizzato (più simile all'italiano), mentre le vocali non accentate hanno un suono breve e pronunciato più uin mezzo aslla bocca rispetto all'italiano.
  • Alcune vocali sono mute e altre cambiano pronuncia. Verificate sempre.
  • Attenti alle h: molti italiani inseriscono una "h" immaginaria a inizio parola (pronunciando Hall, anzichè all!! considerate che l'aspirazione  in inglese è compresa come "h" e può cambiare il significato della parola), oppure non pronuncian l'h a metà parola ("comprehensive"). Fate caso alla pronuncia di lettere che in italiano non esistono, perchè in inglese invece possono fare la differenza.
  • Attenti ai suoni fonetici che in italiano non esistono: th ad esempio è diverso da "t". Confonderli può rendere incomprendibile la vostra pronuncia.

Accorgimenti per la gestione di una conversazione in inglese

Se lavoriamo con persone che hanno un diverso retroterra culturale, oltre che linguistico, è nostro dovere spiegarci con grande chiareza, esprimendo in modo evidente il nostro pensiero:​

  • Esprimere consenso: è fondamentale in una discussione /negoziazione sapere indicare all’interlocutore il proprio consenso ove opportuno. Con i nostri docenti potrai imparare espressioni eleganti per farlo come I agree with that point/‘I support that/I agree that/ I’m wholeheartedly in agreement with that…
  • Esprimere disaccordo: non meno importante, ma talvolta più difficil è esprimere il disaccordo. E’ bene apprendere espressioni che possano aiutare a rendere più educata, ma chiara, la nostra posizione (ad esempio: I can understand your point of view, but don’t you think that we should/ However, I’m worried that it may be a little ahead of its time/ I’m not sure our customers are ready for
  • Guidare il consenso o la decisione è una capacità che necessita di alcuni puntelli linguistici come ad esempio espressioni energiche (So, we’re all in agreement on this/I think we’ve reached a consensus on this issue/Are we all agreed on this?) 
  •  Le domande chiuse sono ideali nel momento in cui si deve comprendere lìopinione delle persone attorno a noi in modo univoco.  Le domande aperte invece sono introdotte da : • “What” • “Why” • “How” e richiedono risposte lunghe, che non sempre si possono articolare e comprendere con chiarezza, e quindi vanno usate solo nei contesti che lo consentono (tempo, qualità della conoscenza linguistica di entrambi gli interlocutori, disponibilità di informazioni)
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti per monitorare la frequentazione del sito web e migliorare l'esperienza dell'utente sul sito.
Per avere ulteriori informazioni, consulta la nostra Cookie Policy. Il proseguimento della navigazione implica un consenso all'utilizzo dei cookie. > leggi Cookie Policy.