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Lo storytelling nell'insegnamento inclusivo dell'inglese

Strumenti inclusivi per la didattica dell'inglese: lo storytelling

Lo storytelling è una attività fondamentale: è risaputo che l’esposizione al racconto orale è una delle irrinunciabili azioni per preparare le abilità richieste dalla letto scrittura.

Per questo i bambini dovrebbero essere abituati ad ascoltare storie sin dalla piu tenera età.

In particolare, l’ascolto di storie risulta favorevole a:

  • Allungamento dei tempi di attenzione
  • Stimolo della fantasia
  • Arricchimento del vocabolario e del repertorio di frasi
  • Miglioramento della consapevolezza sintattica e grammaticale, tramite l’apprendimento di frasi modello corrette
  • Positive ricadute sulle abilità di riconoscimento di suoni e fonemi.

Questo è vero tanto nella lingua madre quanto nella lingua seconda o straniera. Alcuni pensano che il bambino piccolo, principiante di inglese, non avrebbe alcun vantaggio dallo storytelling, perché non in grado di capire una storia.

E’ evidentemente necessario scegliere un testo adatto al bambino e strutturare l’esposizione in modo che abbia a disposizione una serie di indizi ed informazioni che vadano a completare ciò che non può capire verbalmente (disegni, un video, attività multisensoriali di supporto alla comprensione e rinforzo di quanto appreso), tuttavia lo storytelling è una maniera di insegnare l’inglese consigliabile anche ai piccolini, ai principianti e agli alunni in difficoltà con l’inglese.


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Perché?

  • Perché la cornice della storia crea delle condizioni favorevoli per la comprensione, dal momento che il bambino può prendere informazioni dal contesto e fare inferenze
  • Perché la storia è motivante e crea una atmosfera “altra”, capace di stimolare la fantasia dei bambini e abbassare i filtri affettivi
  • Perché la storia dà all’insegnante una cornice nella quale inserire in modo strutturato le attività, facilitando l’input controllato di terminologia e la verifica della comprensione da parte dei bambini

E’ assolutamente evidente che perché lo storytelling sia efficace in tutti questi sensi sono necessarie delle condizioni:

  • La storia deve essere narrata in modo convincente e interessante, con ampio ricorso alla gestualità. L’espressività dell’insegnante deve essere adatta alle caratteristiche del pubblico (molto esagerata con i piccoli, meno accentuata ma più significativa e sottile con i grandi…)
  • La storia deve venire con un apparato iconografico (o un video) adatto per rappresentare le azioni, in modo che i bambini possano avere anche delle ancore di tipo visivo per la loro comprensione
  • La storia deve essere completata da attività di tipo ludico ed espressivo, che permettano l’esercizio non solo ricettivo ma anche rielaborativo e produttivo dei contenuti

Come fare Storytelling inclusivo?

 

Con determinate strategie inclusive lo storytelling può essere una ottima maniera di insegnare l’inglese anche ai bambini con DSA.

Capita abbastanza spesso che i bambini con DSA abbiano problematiche nella processazione degli stimoli uditivi, il che può portare a problematiche nella comprensione orale dei singoli enunciati e del complessivo significato.

Tuttavia, ciò non significa che lo storytelling non sia una attività adatta a loro: al contrario, è una attività tanto piu’ utile perché va ad allenare abilità che devono essere potenziate.

Sono tutti concordi nel fatto che per un buon esordio e sviluppo delle abilità legate alla scrittura, la competenza all’ascolto sia un primo step fondamentale, a cui non bisogna rinunciare.

Si tratta infatti non di evitare l’ostacolo, ma di aiutare i bambini in difficoltà a diventare padroni delle strategie necessarie per imparare

Per uno storytelling che possa essere seguito con successo da tutti, si raccomanda di:

  • Seguire la dimensione multisensoriale: la storia può essere prima fatta vedere in video, poi raccontata con l’ausilio delle immagini e dei gesti, e poi ancora fatta veder in video. Questo dovrebbe portare tyutti i bambini a seguire le azioni nella loro globalità. 
  • Individuare delle k-words, che possano dare ai bambini delle ancore nel seguire e comprendere la storia
  • Non puntare la propria attenzione sull’apprendimento/memorizzazione della singola parola, bensì sulla comprensione (anche implicita) delle sequenze
  • Enfatizzare l’aspetto del gioco, ponendo il momento dello storytelling al di fuori della cornice della lezione ordinaria. Potrebbe essere la ultima parte della lezione o una particolare lezione alla settimana.
  • Non interrogare i bambini per verificare la comprensione dei passaggi: verificare la comprensione con modalità piu soft, come ad esempio coinvolgendoli in scenette o lavori di gruppo di rappresentazione delle sequenze.

Con questi accorgimenti, lo storytelling è una attività utile e può diventare una sorta di costante per l’introduzione di argomenti grammaticali, di CLIL o topics lessicali/comunicativi. Perché contribuisce a dare senso al tutto, contrastando l’arbitrarietà della lezione e coinvolgendo i bambini con maggiore efficacia.

Storytelling come strumento didattico: i prerequisiti dell'apprendimento in inglese

In collaborazione con l'Associazione VTHT abbiamo creato un metodo multisensoriale che combina l'educazione alla visione (importante presidio preventivo dei disturbi di apprendimento, in quanto implementa  modalità corrette di postura, impugnatura, visione ed attenzione e sensibilizza i docenti nel rilevare precocemente disturbi nella visione e attenzione) con l'insegnamento dell'inglese.

Il metodo didattico Otto l'Aquilotto è stato tradotto in inglese, e completato con strumenti quali:

  • storytelling : una storia che inquadri il personaggio Otto e la sua storia di apprendimento
  • attività ludiche e motorie: attività che permettono ai bambini di rinforzare il lessico e le frasi che incontrano nella storia tramite giochi precettivi e di movimento
  • action songs: che permettono di ripetere e rinforzare quanto appreso

In una ottica multisensoriale, il metodo porta cosi avanti diversi obiettivi:

  • educazione alla visione, postura e impugnatura corretta, in modo da permettere ai bambini di evitare cattive abitudini e approcciarsi correttamente all'impegno visivo e posturale legato alla scolarizzazione
  • consolidamento dei prerequisiti di apprendimento (schema corporeo, orientamento nello spazio, categorie logiche fondamentali)​
  • apprendimento del lessico inglese di base (colori, numeri 1-5, parti del corpo, orientamento nello spazio)

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Formazione: inglese inclusivo e multisensoriale

In collaborazione con Giuseppina Porrino e l'Associazione Italiana di psicocinetiva Jean Le Boulch, abbiamo attivato una formazione per docenti della scuola della infanzia e primaria, dedicata all'insegnamento multisensoriale e alla applicazione dell'inglese ad essa con una modalità CLIL.

La formazione è riconosciuta dal MIUR. Le scuole paritarie possono attivare gratuitamente la formazione con FONDER.

Otto l'Aquilotto corso

La formazione è suddivisa in 3 moduli:

  • 25 e 26 giugno 2018: Metodo Didattico Otto l'Aquilotto - cosa sono vista e visione e quali sono le abilità di base connesse con la scolarizzazione (visione, postura, imugnatura, attenzione). Come il metodo Otto l'Aquilotto può aiutare i bambini nella scolarizzazione e nell'esordio della letto-scrittura. Come i docenti possono precocemente  rendersi conto di problematiche a livello visivo. Come sviluppare le prassie legate alla scrittura (impugnatura, movimento). Consolidamento dei prerequisiti dell'apprendimento: lavoro globale e motorio sullo schema motorio e orientamento nello spazio.
  • 27 e 28 giugno 2018:Insegnamento dell'inglese (lessico di base: colori, numeri, parti del corpo, orientamento nello spazio) con Otto l'Aquilotto. Applicazione delle metodologie CLIL e storytelling al programma didattico di educazione alla visione. Focus sulla glottodidattica multisensoriale (consapevolezza fonologica). Misure inclusive e multisensoriali applicate all'insegnamento dell'inglese.
  • 29 giugno 2018: insegnamento multisensoriale con  esercizi percettivi e motori. Formazione a cura della Associazione Italiana di psicocinetica Jean le Boulch.

Scarica qui la locandina del corso

Playlist: Multisensory English

Approfondimento:


 

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