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Acquisizione linguistica e apprendimento linguistico

Come funziona il meccanismo per cui i bambini imparano le lingue?

Il 1 marzo terrò una Conferenza sul bilinguismo a Cesano Maderno, e in vista di questo appuntamento mi fa piacere segnalare qui alcuni dei temi di cui parlerò.

acquisizione linguistica

Uno dei più importanti ed affascinanti è sicuramente l'Acquisizione linguistica. Sono sempre stata colpita dalla straordinarietà delle capacità linguistiche dei bambini: la loro comprensione del mondo circostante, considerando la scarsezza degli strumenti a disposizione, è assolutamente stupefacente.

Un neonato, pochi istanti dopo essere venuto alla luce, fissa la madre. Sa cercare istintivamente i suoi occhi: questo ogni madre lo sa. Il primo sguardo dopo avere partorito è una delle cose più pazzesche che credo di avere vissuto.

Ciò che invece ho letto nei libri, è che i bimbi non solo fissano lo sguardo sugli occhi ma osservano anche la bocca della mamma. Sono stati condotti degli esperimenti in materia: i bambini appena nati hanno ancora una vista imperfetta, ma sono attratti esattamente dalle forme dei visi, ed in particolare gli occhi e la bocca.

Pochi giorni fa, anche sul Corriere avevano dato spazio alla canzone che "scientificamente" fa ridere i bambini: voce femminile, tono alto, ritmo veloce. Tutti i bimbi del mondo, sono attratti da queste cose: non è un caso, tutte queste evidenze mostrano ciò che Noam Chomsky chiamava LAD, ovvero Language Acquisition Device.

I bambini sono programmati per cercare, guardare, ascoltare ciò che permette loro di imparare il linguaggio, e la nostra storia evolutiva ha selezionato come maggiormente efficiente: 

  • l'attenzione per la voce femminile (ed in primo grado materna),
  • la ricerca dei volti
  • l'attenzione per i movimenti labiali, la memorizzazione delle sequenze ritmate.

I bambini sono programmati per imparare le lingue

Come possiamo spiegare il LAD? Io direi, come una specie di software. Un software molto potente installato nel cervello del bimbo, e destinato a fare apprendere il linguaggio. Chomsky ha insistito sulla componente "innatista", come se il semplice possesso innato di questo software bastasse a garantire l'efficace apprendimento della lingua.

Gli studi più recenti, invece dimostrano l'asslita necessità dell'interazione con l'ambiente perchè questi meccanismo funzionino. Tutti nasciamo con questa innata capacità di imparare le lingue, ma solo se il bimbo viene adeguatamente stimolato allora la potenza si tramuta in realtà.

L'efficienza del LAD non è determinata principalmente dalla genetica, bensì dallo scambio con l'ambiente circostante. Di tutte le nostre abilità, forse il linguaggio è quella che più deve all'influsso delle persone e situazioni con cui il bambino interagisce.

Tutti i bimbi del mondo potenzialmente possono imparare qualsiasi lingua. La loro attenzione è rivolta ad ogni suono verbale. In realtà, già alla nascita i bambini riconoscono la voce materna e sono orientati verso di essa (l'udito si sviluppa precocemente in gravidanza).

Dalla nascita, ed in particolare dagli 8 mesi di vita in poi, il bambino però comincia a specializzarsi, ovvero a discriminare i suoni distintivi dell'idioma materno ed ignorare quelli che invece non sono "suoni linguistici" pertinenti.

E' la prima attenzione selettiva: i "rumori" o comunque suoni non adatti alla comunicazione vengono esclusi dal contesto, per dare la massima attenzione a quelli invece significativi.

Mano a mano che il bambino accresce la sua competenza comunicativa nella lingua materna, perde la capacità di ascoltare (e quindi discriminare e riprodurre) i suoni dele altre lingue. Non vi sfugga che ciò accade in concomtanza con il plasmarsi del cervello, che si specializza, perdendo delle cellule e rafforzando invece le "vie" utili. Questo è un meccanismo indispensabile per apprendere.

Entro i 12 mesi maturano le "aree persilvane", deputate alla identificazione dei fonemi e alla combinazione verbo - motoria: in altre parole entro l'anno di vita maturano le arre celebrali che permettono di riconoscere i suoni linguistici e riprodurli.

Questo NON significa che i bambin parlino, oviamente: è una fase silente, ovvero si stanno preparando le strutture cerebrali che permetteranno l'esordio del linguaggio, ma per moltissimo tempo il bambino immagazzinerà molto più di ciò che è in grado di dire.

Entro i 24 mesi maturano le aree marginali posteriori ed anteriori, overo il bambino comincia a porre le basi "formali" del linguaggio: il codice semantico e l'intelligenza simbolica.

Il suo parlottare non è solo imitativo ma un vero e proprio repertorio "consapevole" va formandosi (le parole non sono che simboli per le cose attorno a lui!). Inoltre nuove e ben più articolate competenze per le attività verbali maturano, sia a livello di schemi motori che di acquisizione di suoni.

Il cervello bilingue

Questa è la fase in cui, se un bambino viene esposto contemporaneamente a due lingue, il suo cervello sarà "un cervello bilingue", ovvero diverso per "forma" rispetto a quello dei coetanei monilingui. Considerate che i bambini hanno ovviamente un solo sistema di lavoro , quindi "caricare" contemporaneamente due lingue è molto impegnativo.

Per questo, il bambino bilingue (bilinguismo contemporaneo) utilizza aree del cervello più ampie per immagazzinare i due distinti sistemi.

Le capacità del cervello bilingue (il cosiddetto "vantaggio bilingue") sono note. Tuttavia, non devono perdersi delle consapolezze al riguardo:

  • il lavoro di imparare due lingue è faticoso e deve essere aiutato: se è vero che ognuno di noi ha una innata capacità di insegnare ai bambini (siamo programmati geneticamente per questo, come i piccoli sono programmati per imparare) è anche vero che biosgna mettere il massimo dell'attenzione quando si introducono i bambini al bilinguismo. Bisogna sapere che stiamo sottoponendo il loro cervello ad uno sforzo, e garantire quindi stimoli di alta qualità, sufficientemente costanti e consistenti.
  • Bisogna dare loro un modo efficace per distinguere le due lingue (è vero che molti bimbi "distinguono" da soli le due lingue, ma questo è un ulteriore lavoro di cui si carica il loro cervello: prende anni e molti errori). E' vero che , specie all'interno delle comunità bilingui, è normale che i bambini siano esposti a lingue "miste", tuttavia io consiglio di organizzarsi in modo tale che le due lingue siano nettamente distinte (ovvero una persona deputata parla sempre in una lingua al bambino, senza mischiare, o si parla in una data lingua solo in un dato contesto) fino a quando il bambino non ha acquisito chiaramente la distinzione tra le due lingue.
  • Bisogna comunicare con i bambini ed essere attenti ai loro bisogni  a prescindere dall'obiettivo del bilinguismo. Benessere complessivo e in particolare comunicativo: questa è la prima chiave per chi si pone in contatto con il bimbo. Ciò significa rispettare le forme, le tappe, le capacità del piccolo, senza forzare. Bisogna avere pazienza.

L'acquisizione linguistica è un meccanismo largamente incoscio: i risultati sono duraturi, ma i tempi dilatati. Il bambino bilingue comincia mediamente a parlare più tardi rispetto ai coetanei, e potrebbe iniziare a parlare in una sola delle due lingue. A quel punto il genitore potrebbe pensare che "non è servito a nulla". Non è così: si deve avere pazienza e insistere con rispetto e dolcezza.

Apprendimento linguistico vs acquisizione

Ho visto fare cose che a mio avviso sono sbagliate, come iniziare precocemente dei programmi basati non sull'acquisizione spontanea, bensì sull'apprendimento.

L'apprendimento, a differenza dell'acquisizione, si basa sull'insegnamento esplicito. L'apprendimento è quando "mi metto ad insegnare" qualcosa al bambino, strutturando l mio intervento e la mia interazione con lui in m​odo da insegnare alcune parole (ad esempio).

Se l'intervento è fatto bene ed il bambino è disposto, indubbiamente l'apprendimento è assai più veloce dell'acquisizione e porta alla verbalizzazione molto prima.

Io non demonizzo l'apprendimento, tutt'altro: ci sono dei protocolli negli asili bilingui (ad esempio, la ripetizione di routines in inglese, che permettono di ripetre ogni giorno stringhe di "linguaggio prefabbricato" , come abbiamo descritto nell'articolo inerente al Circle time) che sono creati per questo e sono assolutamente positivi.

Dico che i genitori dei bambini devono essere consapevoli che nell'apprendimento delle lingue ci sono due modalità:

  • l'acquisizione: lenta, inconscia, profonda, determinata da tantissimo input in entrata e tempi di maturazione lunghi
  • l'apprendimento: consapevole, più veloce, meno profondo, determinato da un intervento mirato e consapevole

Quando impariamo le lingue (incluso la lingua madre) usiamo entrambi. Ma ciò che ci porta a sentire nostra una lingua è il processo di acquisizione​.

Se questi temi vi appassionano, vi aspetto il 1 marzo alla Conferenza.

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