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Cosa sono le 4C del CLIL e cosa indicano?

 
Le 4C del CLIL: indicazioni metodologiche

Metodologia CLIL e didattica per competenze

Con l'articolo di oggi apriamo un breve ciclo di approfondimento verso la metodologia CLIL.

Segnaliamo che noi offriamo ai docenti di scuola primaria un corso di formazione nel quale approfondiamo la metodologia CLIL e, tramite esempi guidati dalla formatrice, accompagniamo alla messa in pratica dei principi metodologici fondamentali .

La didattica CLIL è la naturale applicazione della didattica "per competenze": l'approccio operativo del CLIL è basato sul "learning by doing" e "sapere fare", perché la barriera linguistica obbliga il docente a trovare un modo di esprimersi e coinvolgere la classe che sia eminentemente "pratico", in modo da capirsi e comunicare anche al di là delle ovvie difficoltà a livello verbale.

L'apprendimento nel CLIL è per definizione pratico, esperienziale, basato sul compito molto di più' che sulla teoria. Usando una lingua "straniera"come veicolo, infatti, non possiamo basarci sulle spiegazioni, bensì necessitiamo di "esempi". La unica (o almeno, più' efficace, maniera per stabilire se gli alunni hanno capito è affidare loro un "task" , ovvero un compito.

La didattica in Italia è tradizionalmente frontale: in questo senso il CLIL, con la sua enfasi sul lavoro pratico e laboratoriale, preferibilmente in piccolo gruppo, dove la comunicazione in lingua non è mediata dalla traduzione bensi dalla dimostrazione, è dirompentemente rivoluzionaria.

 

CLIL e "competenze"

Le competenze chiamate in causa dal CLIL sono

  • linguistiche: per produrre e comprendere in lingua straniera, il discente deve possedere (anche in forma implicita , una serie di competenze grammaticali, sintattiche, lessicali, fonetiche.
  • micro-linguistiche: il CLIl si riferisce alle competenze disciplinari (la materia affrontata: storia, scienze etc), della quale lo studente deve possedere il lessico specifico
  • disciplinari: è necessario che lo studente sia in grado di comprendere i contenuti e ciò presuppone una serie di conoscenze e competenze inerenti alla materia

Le difficoltà inerenti all'insegnamento in lingua presuppongono lo sviluppo di competenze operative, sociali e metacognitive, necessarie per lavorare in gruppo, affrontare la barriera linguistica, superare lo stress associato alla esperienza della mancata comprensione verbale, etc.

La lezione CLIL presuppone una strutturazione assai logica ed una alta Intelligibilità, perché mancando gli usuali appigli verbali lo studente (e il docente) deve fare riferimento ad un ventaglio ampio di strumenti e strategie. I passaggi logici di una lezione CLIL devono essere necessariamente bene strutturati e la pianificazione della lezione deve basarsi su una conoscenza sicura delle competenze e conoscenze pregresse, sia a livello individuale che di classe.

La progettazione dei percorsi CLIL

La progettazione di un percorso CLIL parte da queste premesse

  • definizione degli obiettivi disciplinari e linguistici, ove gli obiettivi disciplinari sono "primari" ,, mentre quelli linguistici sono "secondari" ovvero ancillari rispetto ai primi. Il vero obiettivo di un modulo CLIL non è mai l'apprendimento di una certa struttura grammaticale o sintattica o di vocabolario, bensi sempre l'apprendimento del contenuto. La Lingua è uno strumento, non la finalità, del CLIL
  • attenta pianificazione della lezione e strutturazione dei contenuti sulla base delle competenze, prestando massima cura ai tempi e modi di apprendimento degli alunni, per la facilitazione della esposizione e dell'assorbimento dei materiali curriculari.

L'esperienza di apprendimento è la vera protagonista del CLIL: la difficoltà dell'insegnamento in lingua si risolve solo tramite una rinnovata e profonda attenzione ai processi intellettuali, sociali e metacognitivi.

Non c'e' cittadinanza per insegnamenti obsoleti, poco rispettosi del funzionamento dei meccanismi di attenzione, apprendimento e memorizzazione nel CLIL, perché l'insegnamento in lingua straniera veicolare e' oggettivamente  un processo più' difficile dell'insegnamento in lingua madre: se si vuole che sia UTILE E EFFICACE, bisogna adattare le modalità di insegnamento, rendendo la fruizione dei contenuti strutturata, razionale, motivante. Il CLIL necessita di un approccio multimediale e multisensoriale, anche grazie alla tecnologia, necessita di uno "scaffolding" accurato e di un approccio incoraggiante.

La valutazione dei risultati dovrà essere diversificata, che presti attenzione non solo al risultato ma anche alla qualità dei processi innescati (a livello di capacità di lavorare in gruppo, metacognizione etc)

Le 4 C del CLIL

  • CONTENUTO: contenuto del CLIL non è la lingua, bensì conoscenze inerenti alle discipline non linguistiche e competenze cross-curriculari  e globali, legate al "saper fare" e "saper imparare".
  • COMUNICAZIONE: il CLIL presuppone un momento di "presentazione" e quindi di produzione (orale o scritta ) in lingua. Ma la comunicazione non è solo quella alunni-insegnante, bensì anche quella tra pari. IL CLIL ha un focus sul lavoro in team, quindi biosgna dedicare tempo e risorse anche alla valorizzazione alla lingua di comunicazione nella coppia o piccolo gruppo di studenti. La comunicazione deve essere valutata, non solo per la sua qualità  (accuracy linguistica), ma anche per la sua efficacia (fluency, ma anche nella sua efficacia pragmatica)
  • COGNIZIONE: la cognizione, ovvero l'atto di pensare-imparare-riflettere è il vero protagonista del CLIL. Lo scopo ultimo di un modello CLIL è quello di innescare modelli produttivi di pensiero.“Good CLIL practice is driven by cognition” (Mehisto et al., 2008)
  • CULTURA: Il CLIL è per definizione transculturale e ha tra i suoi espliciti obiettivi tra valorizzazione di un modello mentale multiculturale, aperto e tollerante.

Se sei interessato alla metodologia CLIL , puoi leggere:

Per info sul corso di formazione online per docenti "Introduzione al CLIL", contatta: [email protected]

 

 

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