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Inglese e Dislessia: nuovi materiali presentati in un convegno Erikson

Il 27 Aprile 2018, nell'ambito di un convegno a Jesi, saranno presentati nuovi materiali didattici pensati per l'insegnamento dell'inglese ai dislessici: ne parliamo con l'autrice.

Noi siamo sempre stati interessati ad approfondire metodiche per l'insegnamento dell'inglese agli studenti dislessici: siamo consapevoli delle difficoltà della lingua inglese (fonetica irregolare e non trasparente, sintassi assai diversa dall'italiano...), ma anche delle risorse che possono essere messe in campo.

Nell'ambito delle nostre ricerche, ci siamo imbattuti nella notizia di un convegno, che si terrà a Jesi il 27 Aprile 2018 e abbiamo contattato la Dott.ssa Isabella Bellagamba, autrice del metodo che verrà presentato nell'ambito del convegno.

La Dott.ssa Bellagamba è psicologa psicoterapeuta dell'età evolutiva, di approccio cognitivista. Dopo la laurea, ha conseguito la
specializzazione in "psicologia del ciclo di vita" presso l'università degli studi di Padova con il prof. Cornoldi, con cui collabora per
lavori di ricerca scientifica.

Ecco di seguito le risposte della dott.ssa Bellagamba alle nostre domande!

Il titolo del convegno è  "Dislessia e lingua Inglese: un apprendimento possibile?": saranno presentate  le nuove ricerche sul tema e le strategie didattiche che possono essere messe in campo per aiutare i bambini e ragazzi con dislessia a studiare e imparare l'inglese in modo efficace.

Ma cominciamo a descrivere le difficoltà : quali sono gli ostacoli piu' comuni ?

Se per competenza nell’apprendimento della lingua straniera intendiamo la capacità di comprendere, esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta in una gamma appropriata di contesti sociali e culturali, i ragazzi con Disturbo Specifico di Apprendimento manifestano difficoltà nell’accesso sia ai canali orali, cioè la lettura e la pronuncia, dove è richiesta una esplicita e consolidata competenza fonologica, sia al canale comunicativo scritto, in cui le difficoltà specifiche del disturbo in associazione alle complessità ortografiche di una lingua opaca in cui sono presenti molte irregolarità ne ostacolano l’acquisizione, che ne preclude anche l’accesso ai significati.

In questa situazione, l’apprendimento della lingua inglese perde di significatività per questi ragazzi, che non riescono ad acquisire le adeguate competenze comunicative che renderebbero motivante l’accesso ad un idioma nuovo.

Il primo intervento che terrà in occasione del convengno si intitola, in  modo assai interessante: "Processi cognitivi e metagognitivi" coinvolti nell'apprendimento dell'inglese.

In che modo la metacognizione influisce sull'efficacia dell'apprendimento? Come possiamo stimolare i processi metacognitivi? Si può insegnare la metacognizione?

Per metacognizione intendiamo includere “tutti i processi che guidano e orientano la cognizione e che per questo sono al di sopra del processo stesso”, secondo la definizione del prof. Cornoldi.

All’interno della metacognizione, troviamo sia le conoscenze metacognitive (idee e convinzioni sulla propria capacità di apprendere, stili di attribuzione e motivazione) sia i processi più operativi di controllo metacognitivo che interagiscono ed influenzano il processo di apprendimento, di memorizzazione ed elaborazione delle informazioni (operazioni di pianificazione, ragionamento, monitoraggio e verifica del progresso rispetto all’obiettivo prefissato).

L’approccio metacognitivo non è un percorso di insegnamento di un contenuto, ma si propone di far riflettere lo studente sugli obiettivi e strategie da mettere in campo in base al compito dato, promuovendo in lui la consapevolezza dei propri processi cognitivi anche e soprattutto laddove incontri difficoltà di apprendimento, e degli aspetti motivazionali attivati nello studio.

Dall’intenso lavoro di ricerca con l’Università di Padova e di Pavia, è stato costruito un questionario (English Metacognitive Questionnaire) che permette di valutare anche questi aspetti: per chiarire ulteriormente il profilo di funzionamento dello studente nell’apprendimento della lingua straniera, non si possono infatti escludere le suddette variabili personali che hanno un importante ruolo nel promuovere o al contrario ostacolare il processo di apprendimento.

Il lavoro di sperimentazione si è concentrato anche sulla messa a punto di attività specfiche per sollecitare un approccio metacognitivo all’apprendimento, in cui si dà spazio sia al ruolo della motivazione ed alle percezioni personali di auto-efficacia, sia alla scelta di metodi di apprendimento strategicamente orientati sulla base delle caratteristiche del compito e delle specifiche difficoltà dei ragazzi con DSA.

Che cosa è "English is Fun"? Ci spiega?

english is fun“English is fun!” rappresenta l’esito del lungo lavoro sperimentale svolto con l’Università di Padova e di Pavia che ha avuto il primario obiettivo di far luce sui profili di difficoltà nell’apprendimento della lingua inglese da parte di ragazzi con diagnosi di Dislessia.

Allo stesso tempo rappresenta la possibilità per i docenti, gli esperti o chiunque sia interessato alla tematica, di attingere a metodi e strategie innovative con il fine di implementare una didattica davvero inclusiva, in cui la metodologia proposta può essere intesa sia in un’ottica di recupero delle difficoltà sia in un’ottica di approccio all’inglese e di insegnamento per l’intera classe.

Il volume 1 del manuale presenta nella prima sezione i materiali di valutazione del profilo di funzionamento di studenti dal I al III anno di scuola secondaria di I grado nell’apprendimento dell’inglese (prova di lettura di parole e non parole inglesi, prova di spelling, prova di consocenza grammaticale e questionario metacognitivo), che indagano l’acquisizione in diversi domini della lingua e le variabili emotive e motivazionali collegate.

La seconda sezione presenta invece alcune proposte di intervento metacognitivo sull’acqusiizione di competenze comunicative sia nel codice orale (attività sulla pronuncia) sia nel codice scritto (attività di riflessione sulle regolarità ortografiche, sulle strategie per memorizzare porzioni di parole scritte che possano guidare anche la generalizzazione della regola, ampliamento lessicale…).

 

 

 

In un mondo orientato verso il bilinguismo, quali saranno a suo avviso le stretegie didattiche che dovranno essere introdotte nella scuola in generale ed in particolare nell'insegnamento della lingua? Quali sono i consigli che si sente di dare ai docenti di inglese che hanno in classe bambini e ragazzi con DSA?

Le caratteristiche del processo di apprendimento della lingua inglese come L2 è influenzato da molteplici variabili, tra cui le caratteristiche della lingua madre e la sua vicinanza a livello di trasparenza o opacità alla L2, il contesto di apprendimento, che diversifica l'esposizione alla L2 in un contesto scolastico e quindi non naturale da un apprendimento in cui la lingua da apprendere è la lingua madre di quel contesto (il caso dei bambini stranieri che apprendono l'italiano in Italia).

È quindi molto difficile fare generalizzazioni; ciononostante è bene precisare che per attivare strategie funzionali è importante costruirsi una chiara rappresentazione dei punti di forza e di debolezza di ogni specifico bambino nell'apprendere la lingua inglese. Possiamo supporre che una didattica metacognitica che stimoli gli studenti a compiere riflessioni e "scoperte" personali circa le caratteristiche della lingua e quindi sulle strategie più idonee per memorizzarle, sia la strada più efficace.

Nel caso dei DSA restano ovviamente valide le indicazioni in merito all'utilizzo di strumenti compensativi che possano sollevare lo studente dal carico della strumentalita (competenza ortografica e fonologica nella letto scrittura) incentivando al massimo i suoi punti di forza (da un recente studio è emerso che la conoscenza grammaticale dell'inglese in un gruppo di studenti italiani con diagnosi di dislessia è maggiormente preservata rispetto alle competenze di letto scrittura) per garantire un piu agevole accesso ai significati.

Ringraziamo la Dott.ssa Bellagamba per le sue risposte.

Il connvegno è gratuito, con prenotazione obbligatoria.

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