Insegnare a pronunciare e leggere l’inglese: impara a farlo in modo inclusivo ed efficace

Insegnare la pronuncia e lettura in inglese: ecco il decalogo per inserire all’interno del miglior metodo per insegnare inglese anche una componente di fonologia e lettoscrittura:

  • Sii multisensoriale: insegnare i suoni parte dalla sensibilizzazione della bocca ed è una parte dell’insegnamento linguistico estremamente giocosa! Evita l’approccio accademico alla fonetica (con la tabella IPA, per intenderci), abbraccia un approccio divertente e fisico, tattile e cinestetico!
  • Sii strutturato: è importante pernsare ad un percorso che abbia una chiara direzione, partendo dai suoni per arrivare alle lettere e seguendo le tappe successive dell’approccio Orton-Gillingham. Evita di inserire attività occasionali, pescando da internet. E’ importante avere un percorso successivo.
  • Sii inclusivo: la didattica della fonetica e lettoscrittura è utile a tutti, ma soprattutto è utile agli alunni con dislessia. Per questo, devi insegnarla tenedo a mente gli accorgimenti fondamentali della didattica inclusiva della lingua inglese, quindi evita materiali troppo difficili (creati per discenti madrelingua, come Jolly Phonics) o un approccio disordinato.
  • Sii consistente: la fonetica e la lettoscrittura sono trasversali ad ogni livello ed argomento dell’inglese, quindi affondi sulla fonetica e lettoscrittura possono essere inseriti spesso nelle lezioni, ma ciò funziona se proponiamo un approccio unitario e consistente (non attività a random, con tempistiche a random).
  • Sii attivo: nessuna competenza linguistica si impara ascoltando e basta. E’ necessario che gli alunni possano praticare, giocare e manipolare la lingua. Prevedi sempre il tempo necessario di esercizio.

Questo corso spiega l’approccio multisensoriale ed inclusivo alla fonetica e lettoscrittura della lingua inglese

Insegnare la pronuncia e la lettura dell’inglese: iniziare dall’articolazione dei suoni

La prima cosa da insegnare in modo esplicito è la pronuncia dei suoni dell’inglese che non esistono nel nostro sistema fonologico. E’ necessario insegnarlo perchè , se non lo facciamo, i bambini tenderanno a sostituire o confondere i fonemi dell’inglese con fonemi simili del sistema italiano.

Ad esempio, la pronuncia di three può essere resa con tree o free, perchè /t/ e /f/ vengono confusi con il suono :

/θ/

Per focalizzare la pronuncia corretta è necessario insegnare agli alunni dove mettere la lingua e questo può essere fatto e rinforzato in modo divertente e multisensoriale, creando una serie di attività fisiche e di gesti TPR per simboleggiare il fonema.

Insegnare la pronuncia e la lettura dell’inglese: l’importanza dell’approccio Orton-Gillingham

“Insegnare a pronunciare e leggere l’inglese ” è il tipo di formazione che ognuno dei docenti dovrebbe fare, perchè va a colmare un vuoto formativo. Nelle università e nei corsi di aggiornamento per docenti italiani, manca la metodologia con cui insegnare la fonetica e la lettoscrittura della lingua inglese.

Il metodo Orton-Gillingam, elaborato quasi 100 anni fa da una maestra elementare e uno psicologo, non solo insegna come si legge l’inglese (regole  di decifrazione), ma prescrive anche delle modalità multisensoriali e inclusive del training. 

Quasi nessuno in Italia conosce l’approccio Orton-Gillingham e comunque ad oggi non ci sono diffuse risorse per adattare alle esigenze degli alunni italofoni i materiali Orton-Gillingham, che sono in uso nei paesi anglofoni e che ovviamente non sono state creati per stranieri ma per madrelingua.

In questo webinar trovi i dettagli fondamentali del metodo Orton-Gillingham

Italiano e inglese: due lingue diverse, con due logiche diverse…ma con molto in comune

Mentre la lingua italiana ha regole di decifrazione molto semplici e molto affidabili, l’inglese presenta tantissime lettere e combinazioni di lettere che possono trascrivere suoni diversi a seconda della sillaba nella quale sono inserite.

Cionondimeno, l’inglese e l’italiano hanno molto in comune, ed è proprio da qui che dobbiamo partire per insegnare:

  • entrambe le lingue sono alfabetiche, ovvero le lettere sono simboli che rappresentano suoni: è necessario lavorare in modo strutturato sulla corrispondenza grafema-fonema, includendo ovviamente i digrammi (sh, ph, ck, ch, ar, er, ir, or,ow) e trigrammi (tch, ure, ore). Moltissime sono le corrispondenze grafema-fonema univoche: queste sono facili da insegnare ed imparare
  • ci sono delle regole (3 sono quelle fondamentali) per sapere come dsi leggono le vocali: possiamo spiegare in modo affidabile perchè la pronuncia della “i” (ad esempio) varia nelle parole HI, HIT, HIDE.

Spiegare questi concetti è molto accessibile per gli alunni italiani, perchè ricalca una logica molto simile a quella della nstra lingua. Da qui è necessario partire e insegnare la fonetica e lettoscrittura con questo metodo strutturato e inclusivo fa la differenza!

Quando si sceglie un libro di testo di inglese, è necessario fare attenzione a questi aspetti!

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  • Formazione riconosciuta MIM
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  • Strategie e materiali didattici per applicare l’approccio Orton-Gillingham in modo semplificato e adattato per italofoni
  • Prezzo: 180 euro
  • Pagabile con carta docente

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Oggi non stiamo davvero insegnando ai bambini a leggere e pronunciare l’inglese!!

L’ideazione di questo corso parte dalla consapevolezza che le metodologie in uso in Italia per istruire i bambini e ragazzi alla fonetica e lettoscrittura della lingua inglese sono molto approssimative e inefficaci.

Normalmente, si dà per scontato che la pronuncia venga “da se’” e pure per le regole di decifrazione dello scritto si riserva lo stesso approccio poco strutturato.

Eppure, dobbiamo prendere coscienza di due fatti incontrovertibili

  • quando impariamo la pronuncia di un’altra lingua tendiamo a sostituire i fonemi estranei con quelli della nostra lingua madre, per via delle abitudini articolatorie. Se non introduciamo un training fonetico esplicito, non saremo in grado di migliorare la pronuncia nè nostra nè dei nostri alunni.
  • il metodo globale, usato nei nostri libri di testo, è screditato dalla scienza e dalla pratica. Insegnare a leggere sulla base della memoria e dell’analogia , senza strutturazione, è un nonsenso didattico: non offre a nessun bambino la consapevolezza fonologica, ma meno ancora permette ai bambini dislessici di migliorare!

La logica conseguenza di queste consapevolezza è:

  • la necessità di cambiare radicalmente il modo di insegnare l’inglese, dando grande peso alla fonetica e ritagliando il tempo necessario per un reale training di lettoscrittura
  • la comprensione delle modalità migliori per farlo, basate su multisensorialità, strutturazione e attivazione

Se sei un insegnante di inglese, probabilmente ti interessa leggere la nostra guida ai libri di testo adozionali per la scuola primaria che applichino un coerente training di lettoscrittura secondo l’approccio Orton-Gillingham.

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Adattamento del metodo Orton Gillingham alle necessità degli italofoni

Esistono in commercio svariati materiali didattici, che sono del tutto comuni nel mondo anglosassone (dove questo metodo è fortemente raccomandato, se non obbligatorio!), ma il problema nel loro utilizzo nelle nostre classi sta nel fatto che non sono pensati per alunni non madrelingua inglese.

Queste le difficoltà maggiori:

  • le storie sono complesse – non sono comprensibili al livello comunicativo che va da principiante a A1
  • le parole sono difficili – non rientrano nelle parole ad alta frequenza per un bambino non madrelingua
  • la pronuncia dei fonemi è data per scontata – non sono pensati per bambini non madrelingua
  • l’estensione del programma è pensata per molte ore settimanali – non è adatta al nostro tempo scuola

Per un buon risultato didattico, è necessario usare materiale creato per italofoni. Nel corso partiremo proprio da questa analisi, proponendo un percorso sintetico e mirato che vada a d affrontare gli aspetti che portano a errori e confusioni, illustrandoli in modo divertente e multisensoriale. 

Programma del corso “Insegnare a pronunciare e leggere la lingua inglese agli italofoni”

Il corso è strutturato nelle seguenti sezioni:

  • Fonologia italiana e inglese a confronto: qui vengono illustrate le differenze nella pronuncia dell’italiano e dell’inglese, identificando i “fonemi-problemi” , ovvero i suoni che esistono nel sistema inglese ma che creano problemi agli italiani, in quanto vengono statisticamente confusi o sostituiti.
  • Fonemi della lingua inglese: si lavora sulla percezione articolatoria dei fonemi della lingua inglese e si propone una loro rappresentazione tramite TPR. Questo sistema di gesti univoci (quindi: simboli stabili, segni) rappresenta uno strumento assimilabile all’IPA, nel quale ogni suono ha il suo simbolo univoco, ma è più facile da usare con bambini e alunni dislessici
  • Le 6 regole Orton-Gillingham per la lettura delle vocali inglesi: per leggere correttamente le vocali inglesi è necessario conoscere le 6 regole che determinano la qualità del suono vocalico. Si fa quindi il training di decifrazione su parole monosillabiche e bisillabiche.
  • Lettere silenti e sillabe silenti: viene fornita una spiegazione sia dei fenomeni più comune di lettera silente (di tipo etimologico) sia dei fenomeni di sillaba silente (di tipo ritmico)
  • Digrammi, trigrammi, regole ortografiche, omofoni e omografi: carrellata di regole che ci permettono di orientarci nel panorama delle occorrenze -8scoprendo che c’è sempre un motivo per tutto)
  • Le vere irregolarità: alla fine sono solo il 10-15% delle parole, vediamo quali sono le più’ comuni e come trattarle
  • Didattica della pronuncia e della lettura dell’inglese: come impostare un percorso strutturato (con materiali didattici allegati)