Corsi CLIL

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 I Corsi CLIL proposti da Open Minds presentano alle scuole primarie e secondarie la possibilità di creare progetti con l’affiancamento di insegnanti madrelingua inglese.

I nostri docenti hanno una formazione mirata per la realizzazione dei corsi CLIL e portano in aula la didattica comunicativa e task-orientend che la metodologia CLIL richiede.

Possiamo affiancare il docente della disciplina non linguistica, dando vita a esperienze didattiche innovative e stimolanti.

L'affiancamento del docente madrelingua inglese porta a un reale valore aggiunto nei corsi CLIL perché:dà uno spessore linguistico all'esperienza in classe permette di creare facilmente materiali corretti didatticamente e di ampio respiro dà uno spessore interculturale all'esperienza

Cosa significa CLIL?

CLIL è un termine coniato nel 1994 che definisce l’insegnamento disciplinare in una lingua non materna per gli studenti.

Si tratta di un acronimo che sta per Content and Language Integrated Learning (Apprendimento Integrato di Lingua e Contenuto); parliamo quindi di una forma di insegnamento delle varie materie direttamente nella lingua straniera da apprendere (in questo caso specifico l’inglese).

Insegnare una materia in una seconda lingua è un’esperienza diffusa tradizionalmente nei paesi e nelle regioni bilingui (es: Quebec, Catalogna, Alto Adige) e ha il grande vantaggio di dare valore culturale alla seconda lingua.
Rispetto al mero insegnamento linguistico, infatti, i corsi CLIL offrono agli studenti la possibilità di dare una dimensione culturale e pratica all'utilizzo della lingua straniera.

CLIL e didattica

I corsi CLIL prestano una grande attenzione alle modalità di insegnamento, incoraggiando una didattica impostata su progetti interattivi, multimediali e pratici. I corsi CLIL vogliono avvicinarsi il più possibile all'approccio research-based tipico della scuola anglosassone, applicando cioè una didattica:

  • basata sul concetto che il fulcro dell'azione didattica non è ripetere e imparare contenuti, ma scoprire metodi di ricerca, selezione e validazione di informazioni
  • progettuale, basata su presentazioni e progetti, con materiali che vengono creati ed adattati a seconda delle esigenze della classe, più che incentrata su manuali di testo.
  • dinamica: nella quale il gruppo classe può cambiare posizione e attività da una lezione con l'altra, sperimentando una quantità diversa di approcci in modo da venire incontro a studenti con stili di apprendimento diversi.
  • fattiva: ideata per insistere sulle competenze di base e sul "learning by doing".

I corsi CLIL a scuola presentano questo grande vantaggio: aprire le porte a lezioni non frontali, con apporto attivo da parte degli studenti e ampio utilizzo di slide e ricerche multidisciplinari.  I maggiori vantaggi di questa metodica, relativamente all'apprendimento dell’inglese, sono:

1.    accentuata semplicità di apprendimento rispetto ai metodi tradizionali: i ragazzi possono imparare l’inglese più rapidamente e con meno fatica rispetto all'insegnamento linguistico portato avanti con metodiche tradizionali;
2.    maggiore motivazione, grazie alla piacevolezza dell’approccio e alla possibilità di utilizzare immediatamente la lingua per scopi pratici.
3.    Possibilità di creare progetti interdisciplinari di ampio respiro.

corsi clil 3In un corso CLIL gli studenti non sono coinvolti in una semplice lezione frontale, bensì in un processo di creazione che comporta l’organizzazione del lavoro in autonomia, la progettazione e la presentazione di soluzioni originali a problemi pratici.

Il vero punto forte del CLIL, è proprio la rivoluzione copernicana della prospettiva in classe: chi conduce il gioco non è l’insegnante, ma lo studente. La lingua è così  costantemente esercitata e stimolata nel corso di attività concrete (comunicazione, redazione di testi, ricerca di info).

L'approccio del CLIL è una radicalmente diverso rispetto alla lezione frontale. Definiamo la didattica proposta del CLIL come task-oriented, ovvero orientata verso il "compito" che i ragazzi ricevono, e che hanno la possibilità di eseguire con ampi margini di creatività.

I ragazzi non si limitano a ricevere informazioni dall'insegnante o dal manuale e a riportare queste informazioni nel modo più fedele ed accurato possibile come termine di verifica. Gli studenti sono tenuti soprattutto a elaborare le informazioni ricevute, a ricercare nuove informazioni e a proporre all'insegnante un "prodotto culturale" dotato di originalità e coerenza. La verifica terrà conto non solo della qualità del prodotto finale, ma anche delle modalità con cui questo è stato ottenuto (collaborazione, responsabilità, inventiva).

CLIL e livello linguistico

Naturalmente a seconda della competenza linguistica e dell’età degli studenti, i corsi CLIL vengono modulati in modo da conferire reali possibilità espressive ai bambini.

I due step del CLIL sono i seguenti:

•    Translanguaging: gli studenti vengono sottoposti a stimoli in lingua inglese, ma elaborano e presentano i materiali in italiano. Si tratta di un passo preliminare, ma ai livelli iniziali di competenza si rende necessario operare così. I bambini imparano a raccogliere informazioni nella lingua veicolare, e in particolare ad allargare il proprio bagaglio passivo, a considerarsi competenti in un compito in lingua nonostante la giovane età, ecc.

•    CLIL: la lingua veicolare viene usata anche per esporre e non solo per raccogliere le informazioni preliminari.Il metodo CLIL, infine, è anche un ottimo alleato della tecnologia intelligente a scuola. Ai nostri bambini e ragazzi, infatti, viene insegnato a utilizzare le risorse internet per svolgere una ricerca, il programma power point per creare presentazioni, a sfruttare le potenzialità multimediali offerte dalla LIM, ecc.

E' bene puntualizzare che l'obiettivo fondamentale dei moduli clil NON è la lingua, bensì il contenuto. Un modulo CLIl impeccabilmente condotto in inglese, ma senza che gli studenti siano in grado di capire e fare proprio il contenuto, ha fallito i suoi obiettivi.

Il primo obiettivo del CLIL è la trasmissione di contenuti, e la lingua veicolare è uno degli strumenti (accanto ai supporti iconici, multimediali, tattili, pragmatici) con cui questi contenuti devono passare all'utenza.

L'obiettivo di un modulo CLIl può essere verificato in molti modi, ma il punto focale della valutazione del CLIl deve esser la verifica dell'avvenuta comprensione e assimilazione dei contenuti disciplinari, non il miglioramento delle competenze linguistiche.

Ovviamente la padronanza linguistica e il migliramento nel maneggiare la lingua veicolare concorre alla valutazione degli alunni, e ne fa parte integrante, ma il fulcro del CLIL è il "content", e gli insegnanti devono attrezzarsi per valutare che la trasmissione dei contenuti sia avvenuta efficacemente, grazie all'uso sapiente delle metodologie comunicative usate per veicolare i concetti in lingua straniera.

CLIL : quali materie?

Virtualmente, il CLIL può essere adottato per l'insegnamento di ogni singola disciplina.

E' ovvio che a seconda del livello linguistico può essere una buona idea scegliere le materie che permettono lo sviluppo di progetti adeguati dal punto di vista linguistico e concettuale.

Una delle domande che vengono fatte più spesso è: quali materie sono più adatte al CLIL nelle prime classi della scuola primaria? E' possibile fare CLIL con bambini principianti?

Sì, è possibile, ma naturalmente bisogna scegliere delle discipline e delle tecniche che limtino la comunicazione verbale ad una componente non unica e non essenziale della comunicazione in generale. Se assumiamo che nei progetti CLIL il contenuto sia il vero fulcro, dobbiamo fare in modo che il contenuto passi anche a bambini che non conoscono la lingua quasi per niente!

Quindi , si possono organizzare moduli con un ampio ricorso al Total Physical Response e a supporti multimediali ed iconici. Si prestano a questo materie come matematica, e geografia (prerequisiti di quantità, concetti spaziali e  topologici, forme e grandezze in prima elementare), educazione fisica (schema corporeo), arte (colori), scienze (caratteristiche degli oggetti).

Mano a mano che i bambini crescono ed i loro bagagli lessicali, linguistici ed esperienziali crescono, è possibile prosentare progetti più complessi, dove alla dimmensione descrittiva si associ la dimensione costruttiva.

CLIL e Research-Based Learning (RBL)

con questo termine, intendiamo tutto quell'insieme di approcchi didattici che vedono l'insegnamento/apprendimento non come una trasmissione di saperi preconfezionati, bensì l'esito del "process of enquiry" (Hutchings, 2007), ovvero del processo di ricerca nel suo più ampio spettro di possibilità (che nella pratica didattica include il problem solving, il project-work, la ricerca di approfondimento...).

In Italia, è assolutamente normale servirsi di manuali per studiare, ma se chiedessimo a studenti o docenti inglesi o di altre nazionalità, non troverebbero affatto che studiare su manuali sia la normalità. Il manuale ci offre una conoscenza già organizzata secondo le categorie e le priorità dell'autore del manuale, che a sua volta segue i dettami del programma nazionale ma anche le proprie idee storiche e culturali.

Il metodo "research based" invece si basa sull'assunto per cui la vera conoscenza si ricava indagando le fonti e costruendosi passo passo un approccio personale e critico. Ovviamente, applicando le categorie dell'educazione primaria, è ovvio che si tratta soprattutto di educare i bambini alla possibilità di cercare e organizzare informazioni confrontando tra di loro fonti diverse, già preparate (adattate linguisticamente e non solo ) dal docente.

Tuttavia, sul lungo periodo, questo approccio è finalizzato al creare pensatori più liberi e critici.

Noi utilizziamo, soprattutto con gli studenti degli ultimi anni della primaria e nella scuola secondaria, questo approccio "research -based", in cui chiediamo agli alunni di ricercare, tra fonti date in lingua inglese, le informazioni rilevanti per completare il proprio task , escludendo quelle irrilevanti, e successivamente organizzarle in modo interessante e comprensibile per altri utenti

Punti di forza e punti di debolezza

Punti di forza di questo metodo:

  • maggiore originalità
  • miglire motivazione
  • approccio di studio più libero e corretto

Punti di debolezza di questo metodo

  • andamento del programa più lento
  • necessità di educare i bambini all'autonomia
 

CLIL e inclusione

Uno degli aspetti più problematici del CLIl è l'inclusione. In un profilo di scuola in cui sempre più prepotentemente entra la necessità di comunicare, insegnare e verifiocare le conoscenze in lingua, che spazio resta per gli alunni con un disturbo o una difficoltà di apprendimento?

Noi crediamo fermamente che l'inglese sia per tutti, soprattutto per gli alunni con DSA e altre problematiche perché un ampliamento dell'esposizione linguistica , per quanto sia fonte di fatica, possa risultare in un accrescimento delle strategie a disposizione dello studente.

In particolare, un modulo CLIL correttamente impostato può dare allo studente con DSA la concreta possibilità di misurarsi con un approccio multisensoriale, iconico. iper-strutturato, ovvero adatto alla maniera ideale di apprendere.

Lavorare in lingua può alle volte azzerare i vantaggi e gli svantaggi che si sono cristallizzati in classe, dando modo ad alcuni studenti di emergere. Una modalità inclusiva di fare CLIl non solo è possibile, ma è auspicabile perchè può mettere in modo strumenti virtuosi di didattica, inclusione e promozione/auto-promozione.

Lo studente in difficoltà deve potere cogliere in questo stravolgimento della didattica non un ulteriore ostacolo, ma una porta aperta ad una maniera diversa di fare scuola, che può aiutarlo meglio della didattica tradizionale

 


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