Glottodidattica inclusiva: 5 idee chiare su cos’è e come farla bene

Glottodidattica inclusiva ed accessibile: si tratta di un concetto importante per chiunque insegni inglese in tutte le scuole ed in ogni contesto, ma è soprattutto un obiettivo che dovrebbe essere condiviso tra tutti coloro che si occupano a vario titolo di lingue, linguistica, insegnamento e mediazione.

Ci sono molti concetti specifici implicati dalle parole “Glottodidattica inclusiva”, per questo faremo un focus specifico su cosa si intenda e cosa c’è dietro ad ognuno dei termini coinvolti. Se vuoi invece approfondire come insegnare inglese in modo inclusivo vai a questo articolo.

Glottodidattica: una didattica specifica per le lingue

Glottodidattica vuole dire “insegnamento delle lingue”: utilizzare questo termine significa riconoscere  che la trasmissione delle lingue ed il lavoro per il loro sviluppo abbiano delle caratteristiche operative specifiche.

In altre parole, non si possono insegnare le lingue come si insegnano materie discorsive come la storia o la geografia, o tantomeno materie incentrate sul pensiero visuo-spaziale come la matematica.

Per valutare le questioni glottodidattiche con consapevolezza è necessario avere focalizzato:

  • l’ambito cognitivo dell’apprendimento e dell’acquisizione linguistica (i tipi di memoria, i processi percettivi, rielaborativi e produttivi, le questioni funzionali legati all’articolazione….)
  • l‘ambito socio-culturale connesso ai contesti degli apprendenti e dell’apprendimento (le origini linguistiche, il livello socio-economico, le condizioni famigliari e psicologiche, l’ambiente di trasmissione e le sue dinamiche…)
  • le risorse presenti e necessarie (metodologiche, materiali, formative)

Lavorare con consapevolezza sulla glottodidattica ci permette di discriminare quali attività, materiali ed approcci siano specificatamente utili per insegnare le lingue (prima, seconda o straniera), valutando le opportunità e modulando le opzioni nei diversi casi e contesti.

Vale anche la pena di sottolineare che la lingua è non solo oggetto di studio, ma anche strumento (veicolo) di studio, quindi avere imparato efficacemente la lingua cambia in modo drammatico le opportunità di progredire efficacemente nelle materie che sono esposte in quella lingua sui libri di testo.

La riflessione glottodidattica non può limitarsi al solo ambito di chi insegna inglese e al CLIL, ma impatta anche la visuale sull’italiano L2 per gli alunni non madrelingua che sono iscritti nelle nostre scuole.

E’ necessario interrogarsi se tutte le abilità linguistiche dei nostri alunni con background straniero siano sufficientemente o ottimalmente sviluppate non solo ai fini della comunicazione, ma anche per esprimersi e comunicare (in forma orale e scritta) negli ambito formale e accademico.

Se sei un docente di inglese alla primaria, sei probabilmente interessato alla guida per scegliere un libro di testo inclusivo per insegnare inglese alle primarie.

La glottodidattica inclusiva si occupa anche di questo problema.

5 buone pratiche per l'inglese inclusivo

Accessibilità glottodidattica

Alleghiamo un breve documento che illustra alcuni dei piu' importanti presidi di accessibilità glottodidattica, ovvero buone pratiche da implementare subito nell'insegnamento della lingua straniera.

La prima sezione del documento riguarda l'impaginazione dei testi, al fine di renderli fruibili bene da tutti gli alunni. Questo riguarda ogni testo, redatto in qualsiasi lingua e inerente qualsiasi materia. Uno degli ostacoli piu' inutili che possiamo porre tra i nostri alunni e l'apprendimento è una pagina disordinata, con font illeggibili o male allineati, senza paragrafazione, con disegni "carini" che nulla spiegano (perdendo la grande valenza illustrativa delle immagini, che possono fare molto per rendere comprensibile l'idea di un testo).

La seconda sezione riguarda invece la didattica dell'inglese, ed indica tre "regole" di buon insegnamento:

  1. Non usare il metodo globale

  2. Non usare la traduzione come strumento glottodidattico

  3. Non insegnare la grammatica avulsa dal contesto, sperando che prepari la futura competenza grammaticale o (peggio) comunicativa.


Questi tre errori sono molto diffusi, quindi su questi punti torneremo, ma già in questo piccolo sunto ci sono delle indicazioni operative alternative.
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Inclusivo: un approccio che ha un esplicito obiettivo socio-affettivo

Inclusivo è un approccio che mira a garantire che ogni alunno possa partecipare e imparare, senza che le differenze individuali diventino un filtro da trattare con la differenziazione delle attività.

Le attività glottodidattiche inclusive sono quindi molto flessibili, permettendo diversi livelli di entrata e garantendo a ciascuno studente di sviluppare le competenze linguistiche secondo le proprie caratteristiche di funzionamento e culturali.

Gli studenti con maggiore potenziale o difficoltà potranno avere ritmi e obiettivi propri e diversi all’interno dello spettro flessibile della didattica inclusiva, ma l’attività condotta sarà unica e unificante.

Questo implica una programmazione molto consapevole, ed un atteggiamento in classe che lasci spazio alla partecipazione ed elaborazione da parte degli alunni, prevedendo tempistiche adeguate.

Vuol dire che, parallelamente alle competenze linguistiche, il lavoro di classe reca sempre con sé anche obiettivi quali:

  • prestare ascolto
  • sviluppare tolleranza ed empatia
  • valorizzare ruoli diversi
  • promuovere la comunicazione

e lavorare costantemente in e per un ambiente di apprendimento solidale e collaborativo.

A questo link potete trovare molte e differenziate risorse sulla glottodidattica inclusiva.

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Glottodidattica multisensoriale: non differenziare, bensì integrare

La multisensorialità è uno dei punti fondamentali della didattica inclusiva, e particolarmente nell’insegnamento delle lingue.

Poiché gli studenti hanno diversi stili cognitivi e possono mostrare preferenze nei canali di accesso alle informazioni, l’insegnante inclusivo lavora attivamente per proporre lezioni nelle quali siano stimolati i vari canali sensoriali:

  • visivo: schemi, mappe, colori;
  • uditivo: lezione frontale, canzone, poesia, chant;
  • cinestesico: attività motoria, prompt gestuale, mimo, segno, imparare facendo

Anche in questo caso non si tratta di “differenziare” le attività a seconda delle caratteristiche del singolo alunno, bensì di “variare” l’input ed offrire una certa ridondanza, in quanto la medesima informazione può essere rinforzata da stimoli che si rivolgono a diversi sensi.

Questa stratificazione e ridondanza è molto utile agli alunni che non hanno ancora maturato un adeguato metodo di studio e memorizzazione, e che possono così beneficiare della ripetizione delle informazioni all’interno della lezione e del curriculo a spirale. Ma il vantaggio è trasversale: la ridondanza di stimoli permette a ciascun allievo di sperimentare diversi approcci, esplorando strategie alternative a quelle già acquisite.

Una glottodidattica inclusiva è una glottodidattica orientata allo sviluppo cognitivo di tutta la classe

A chi pensa che “glottodidattica inclusiva” sia sinonimo di “glottodidattica facile” o “facilitata” (e quindi inutile per gli alunni bravi) è necessario ribadire che, al contrario, una glottodidattica inclusiva propriamente detta ha come obiettivo lo sviluppo di ogni discente a livello di processi cognitivi.

L’insegnante programma partendo dalla consapevolezza del funzionamento dei propri alunni (sia il gruppo, che i singoli con caratteristiche speciali), e monitora con attenzione il consolidamento e l’evoluzione dei processi di attenzione, elaborazione, memorizzazione e valutazione che sono sottese alle attività proposte.

In un ottica di glottodidattica cognitiva, non stiamo contando sulla mera memorizzazione, ma sull‘innesco di processi di comprensione dei meccanismi linguistici: questo va a costruire competenze ampie, che includono la cultura “sulla lingua” (consapevolezza metalinguistica).

Quale che sia il livello dell’alunno(basso, medio o alto), dovrà trovare una dimensione di sfida cognitiva, che sia focalizzata sullo sviluppo delle conoscenze linguistiche, oppure sugli aspetti psicologici e comunicativi implicati dalle attività cooperative e dalle attività di comunicazione in lingua.

L’obiettivo unificante della glottodidattica inclusiva permette inoltre di ridurre le differenze qualitative nella preparazione degli alunni all’interno della stessa classe e quindi consente al docente di svolgere con ognuno dei bambini un programma maggiormente aderente agli obiettivi linguistici ministeriali.

Glottodidattica inclusiva e metacognizione

Le attività previste nell’ambito di una glottodidattica inclusiva sono largamente orientate alla metacognizione. I bambini sono partecipi e vengono interpellati in merito a:

  • che senso/i stai usando
  • come memorizzi meglio? (ascolto la canzone; ascolto la canzone mentre faccio i gesti; ascolto la canzone mentre guardo le flashcards; guardo le flashcards e le ripasso facendo i gesti…)
  • quali parole ricordi più facilmente? (quelle che ripeto tra me e me, quelle che poi uso per giocare, quelle che ritrovo nella canzone….)

Le domande metacognitiva, mano a mano che gli alunni crescono, possono essere rivolte anche ai processi di interazione e collaborazione, nonché alla formazione del gruppo e all’autoefficacia nei vari ruoli previsti nelle attività cooperative.

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Beat and Build è una piattaforma che contiene materiali e strategie di insegnamento inclusive

A Novembre 2025, assieme con l’Insegnante Giovanna Astolfo abbiamo partecipato in qualità di finalisti al Contest “La Qualità”, nell’ambito del Convegno Erickson dedicato all’Inclusività.

Potete trovare a questo link la presentazione che abbiamo portato per esporre la qualità inclusiva della piattaforma Beat and Build 1.

Abbiamo discusso questa bellissima esperienza assieme a Giovanna in questa diretta del 4 dicembre, che potete trovare nel video qui allegato

Nei prossimi mesi, usciranno gli atti del congresso, che includono anche un articolo di Giovanna e mio, nel quale dettagliamo ulteriormente gli aspetti metodologici e quelli pratici, ovvero la implementazione concreta in classe.Questo testo sarà reso disponibile gratuitamente sul sito Erickson (scaricabile in pdf), ma sarà anche possibile acquistarne una copia cartacea (anche tramite questo sito, con carta docente)

Iscrivetevi alla newsletter per essere aggiornati in merito all’uscita degli Atti del Convegno.

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