Metodologia per insegnare inglese alla scuola primaria

Qual è la metodologia corretta per insegnare inglese bene alla scuola primaria? Ogni anno riceviamo telefonate e lettere che ci fanno questa domanda: tra gli insegnanti elementari c’è un forte disorientamento sulle metodologie e sui materiali veramente indicati per l’insegnamento della lingua inglese.

La metodologia in questa fascia di età è particolarmente importante e delicata, perché spesso è proprio alle elementari che i bambini hanno il loro primo contatto strutturato con la lingua inglese.

Nel nostro paese, non abbiamo una solida tradizione editoriale che offra buoni modelli glottodidattici per bambini.. I manuali adozionali per le scuole elementari non sembrano avere ancora integrato in modo soddisfacente le evidenze che l’ultimo scorcio dello scorso secolo ci ha regalato in tema di innovazione metodologica (in primo luogo, le 6 ipotesi di Krashen, formulate negli anni 70!) , e tanto meno troviamo riflesse nelle pagine dei materiali le acquisizioni delle neuroscienze.

Di fatto, il modello educativo che viene proposto sembra oscillare tra il metodo grammaticale-traduttivo (con cui le insegnanti di oggi sono state educate alla lingua, trenta o quaranta anni fa) e una insicura riproposizione del metodo comunicativo, che però è stato soprattutto studiato sugli immigrati adulti negli stati uniti e che quindi non è altrettanto efficace nei corsi rivolti a bambini, che fanno inglese una volta alla settimana. In altre parole: tabelle grammaticali e dialoghi.

Questa metodologia è disfunzionale, come ci dimostrano gli indicatori di performance e come i docenti stessi comprendono, tanto è vero che se c’è un segmento dei social attivo è quello in cui gli insegnanti cercano e si scambiano risorse aggiuntive per insegnare inglese, poiché i (pur corposi) testi adozionali non soddisfano le necessità didattiche della classe. È arrivato il momento di provare una glottodidattica nuova, che accolga quanto ormai sappiamo del funzionamento del cervello e dell’acquisizione delle lingue.

E, last but not least, abbiamo bisogno di un insegnamento più inclusivo della lingua, adatto anche agli alunni con DSA e BES, ma non solo: un insegnamento che non usa l’italiano come lingua ponte coinvolge più facilmente anche i tanti bambini non di madrelingua italiana.

Lettura corale di libri in inglese

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Le basi di una buona metodologia per insegnare inglese ai bambini

In questo corso si affrontano le basi metodologiche per una efficace trasmissione didattica della lingua inglese a bambini di età compresa tra 6 e 11 anni.

In modo sintetico ed efficace, con numerosi esempi e spunti pratici nonché esercitazioni in diretta, vengono affrontati i seguenti punti:

  • input comprensibile: la lingua deve essere trasmessa senza essere tradotta, ma fornendo in modo puntuale i supporti visivi che permettano ai bambini di associare le parole con i concetti.  Il  docente deve avere, nella sua “cassetta degli attrezzi”, una ampia gamma di strategie che permettano di mediare tanto la sua maniera di esprimersi (modulando la velocità e la complessità del testo), quanto i significati (illustrando le parole tramite immagini, mimi, gesti, riferimenti). Il docente in grado di rendersi comprensibile permette ai suoi alunni di unire nelle loro menti i concetti con le parole, in modo autonomo: è proprio questa operazione cognitiva quella che permette alla lingua di fissarsi nella memoria!
  • utilizzo attivo della lingua: il buon insegnante sa che le parole isolate non esistono in natura. Anche nella lezione di inglese, le parole sono sempre  proposte all’interno di frasi. Questo accorgimento prepara il terreno al passo successivo: portare i bambini a comporre frasi a loro volta. Il nostro fine di docenti, infatti, non è la memorizzazione  del vocabolo singolo, ma portare i bambini a usare le parole per comunicare, formando di volta in volta semplici enunciati adeguati al contesto.Vengono insegnate una serie di tecniche multisensoriali e attive per portare i bambini  a comprendere, comporre e trasformare frasi. 
  • Fonetica e metafonologia: Parlare è un movimento, anzi: una serie complessa di sottili movimenti. Lavorare sull’articolazione in modo giocoso permette di coinvolgere tutti i bambini, inclusi quelli in difficoltà. Ma non sono: focalizzare i suoni che in inglese sono diversi dall’italiano ha un immediato e notevole impatto sulla listening comprehension
  • Lettoscrittura – le basi del metodo Orton Gillingham: esiste un modo per prevedere con certezza la lettura diversa della medesima vocale nelle parole inglesi (ad esempio hi vs hit, cut vs cute, mat vs mate). Nel corso, vengono spiegate le regole del metodo Orton-Gillingham, che permettono di imparare a leggere gradualmente ma efficacemente.

In questo video Claudia Adamo introduce un modo coinvolgente e multisensoriale per insegnare i bambini a pronunciare e diventare consapevoli dei suoni, adatto alla scuola primaria

Imparare a insegnare le 4 abilità linguistiche efficacemente e in modo inclusivo

Questo corso affronta dei contenuti che non vengono comunemente esposti nei corsi metodologici del ministero, ma che sono indispensabili per condurre un buon insegnamento linguistico.

Questo corso è unico nel suo genere in Italia, per questi argomenti:

  • sintassi naturale e multisensoriale con il metodo Handy English ®
  • metodologia Orton Gillingham semplificata per italofoni
  • comprensibilità con l’ausilio delle strategie CAA e segni

Questa formazione è adatta non solo a chi si appresta a insegnare inglese per la prima volta, ma anche a docenti già esperte ma che non hanno ricevuto una formazione nel campo della linguistica e della glottodidattica, e che percepiscono il bisogno di approdare a un modo più inclusivo di insegnare.

Le chiavi dell’insegnamento sono infatti concrete e fisiche: facendo vocabolario, comprensione, produzione e rielaborazione della lingua usiamo gesti e azioni che coinvolgono tutto il corpo.

In questo webinar tutte queste strategie vengono illustrate come fondamentali nell’approccio ai bambini di I elementare, nella quale è particolarmente importante iniziare correttamente perché, oltre a trasmettere la lingua, vengono qui iniziati i corretti processi di acquisizione e informata l’attitudine dei bambini rispetto alle lingue. La multisensorialità e la strutturazione sono la stella polare che ci orienta nella definizione degli obiettivi e delle modalità dei percorsi glottodidattici in questa età.

La formatrice Claudia Adamo

Fondatrice di Open Minds e direttore didattico della scuola dal 2004, si è sempre occupata di progettazione e formazione docenti.

Ha sviluppato un interesse particolare nei confronti dell’inclusività, approfondendo l’uso della CAA e dei TPR come prompt visivi nella trasmissione didattica delle lingue e nella facilitazione dell’espressione.

È autrice del metodo Handy English® e Beat and Build, che è stato oggetto di una ricerca congiunta con l’Università Bicocca di Milano.

È finalista nell’ambito del concorso “La qualità” , dedicato dalla casa editrice Erickson alle buone pratiche inclusive.

Lettura corale di libri in inglese
  • Formazione riconosciuta MIM
  • Corso in diretta
  • Strategie e materiali didattici per applicare il metodo Handy English
  • Prezzo: 200 euro
  • Pagabile con carta docente

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