Fonetica inglese multisensoriale…suono molto strano a chiunque (come me) abbia incontrato la fonetica per la prima volta all’università, chiusa in una tabela piena di simboli astrusi. Era ovviamente la tabella delll’alfabeto fonetico internazionale (IPA), che racchiude tutti i simboli che rappresentano i fonemi distintivi di una data lingua e li classifica per modo e luogo di articolazione.
Non so voi, ma io non ho avuto un incontro felice con la fonetica e questa tabella era tutto tranne multisensoriale (era solo visiva ma molto criptica), nonostante …la fonetica per sua natura sia multisensoriale! Infatti, che cosa è la fonetica?
E’ lo studio dei suoni (canale uditivo) che fondamentali di una lingua. Questi suoni sono tipicamente rappresenatti con simboli (canali visivo), che ci istruiscono a come dobbiamo muovere la bocca per produrli (canale cinestesico).
La fonetica è per sua natura multisensoriale ma è una disciplina che viene affrontata soprattutto a livello accademico e universitario e questo spiega la grande formalizzazione con cui viene presentata. Questa formalizzazione però non è inerente alla materia (la fonetica) ma solo al suo studio. Per rendere la fonetica utile a scuola dobbiamo recuperare ciò che la fonetica è.
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Fonetica inglese multisensoriale: una chiave per insegnare la lingua straniera
I fonemi sono i suoni distintivi della lingua, i “mattoni” con cui ogni lingua sceglie di costruire le proprie parole. Dei molti suoni che la bocca umana può articolare, ogni idioma ne sceglie solo poche decine, che ricorrono per costruire i vocaboli di quella lingua.
Appena nato, il bambino può riconoscere ogni suono fonetico, ma nei primi mesi ognuno di noi si specializza nei suoni della propria lingua madre, che impara a cogliere ed articolare. Per questo, può essere difficile imparare le lingue straniere: perchè è faticoso percepire i suoni che sono estranei al nostro sistema.
Tuttavia, insegnare la fonetica della lingua straniera è molto strategico, proprio perchè se portiamo gli alunni a riconoscere con facilità quei suoni, essi saranno maggiormente in grado di riconoscere le parole e pronunciarle (quindi miglioreremo sia la listening comprehension sia l’acquisizione di nuove parole sia la comunicazione).
Se abbiamo a che fare con bambini, è corretto chiedersi quale sia il modo migliore per insegnare la fonetica. Siamo portati ad acquisire naturalmente i suoni della lingua madre da piccoli, sia per la particolare plasticità del nostro cervello nella tenerissima età, sia per il fatto che siamo immersi nella lingua per molte ore al giorno, tutti i giorni.
Se lavoriamo a scuola, però, abbiamo a disposizione poche ore e lavoriamo con bambini piu’ grandi. Possiamo cercare quindi di insegnare i suoni utilizzando queste condizioni:
- bambini piu’ grandi : possono imparare tramite il gioco con grande efficacia
- tempo scuola: i bambini possono imitarsi tra loro, oltre che seguire la maestra
Impostiamo quindi delle attività che permetano a bambini dai 3 anni in su di acquisire i suoni, seguendo queste regole tipiche dei buoni ambienti di apprendimento:
- strutturazione: impariamo un suono per volta, procedendo dal piu’ semplice e frequente al piu’ complesso e difficile
- usiamo gli strumenti che la scuola ci offre: lo spazio per muoverci, la LIM, la possibilità di lavorare in coppia o picolo gruppo
Fonetica inglese multisensoriale: 5 passi imprescindibili per insegnarla
- Aiutare i bambini a capire come si articola: insegnate la differenza tra vocali e consonanti….mettetevi la mano davanti alla gola: vibra o non vibra? La bocca si chiude con un tocco o una frizione, c’è apertura? Aiutate i bambini a visualizzare la bocca che parla
- Aiutate i bambini a memorizzare i suoni con delle associazioni grafiche: cercate insieme un simbolo per i suoni più comuni. Non si dice di imparare l’alfabeto fonetico, che è molto astratto, ma possono inventarsi loro dei simboli che riflettano il movimento della bocca mentre parla. Ad esempio la A può essere rappresentata come una finestra aperta (perché è la vocale più aperta), mentre la I può essere rappresentata come una finestra socchiusa, da cui passa solo un soffio d’aria….
- Abituare i bambini a pronunciare davanti allo specchio e fate giochi di imitazione “muta” del linguaggio, o giochi dove cercando di indovinare la parola dal labiale
- Abituate i bambini a segmentare le parole nella frase, facendo attenzione a dove iniziano e finiscono le parole. Potete usare le mani che battono per segmentare le parole e le emissioni di aria/sillabe (per esempio, si possono usare le conte)
- Fate tanta consapevolezza metafonologica: rappresentate i suoni , confrontate le parole simili tra loro (per esempio le famiglie di parole MAT, PAT, BAT…)
Fonetica inglese multisensoriale: esercizi che funzionano
Come abbiamo detto, la fonetica multisensoriale funziona perchè articolare è un movimento e percepire il suono integra il lavoro di orecchie e occhi. Il processo di parlare e capire è intimamente multisensoriale.
Quando ci parlano, noi integriamo le informazioni che vediamo (la bocca che si muove) con le informazioni che ascoltiamo (il suono che sentiamo). Questo ci ispira per fare eservcizi di percezione fine dei fonemi basati sull’ascolto-visione:
- lip reading con parole e frasi
- coppie minime sorda-sonora (con e senza la vibrazione delle corde vocali, ad esempio pat vs bat)
- coppie minime con suoni simili (ad esempio /θ/ vs /f/ vs /s/ in thin vs fin vs sin)
- coppie minime con articolazione in luoghi diversi della bocca (ad esempio /p/ /t/ /k/ in pin vs tin vs kin.
- coppie minime sillabiche con cambio di vocale (ad esempio /ti:/ vs /tu:/ in teen vs toon.
A cosa serve la fonetica multisensoriale: Insegnare a leggere ai dislessici
Una persona dislessica può trovare molto difficile imparare a leggere in inglese. Si tratta infatti di una lingua la cui scrittura è opaca, e quindi richiede uno sforzo mnemonico importante.
Il fatto che per gli alunni con dislessia leggere sia difficile non deve farci arretrare rispetto all’obiettivo di sviluppare in loro una buona abilità di lettura e buona reading comprehension: imparare a leggere in inglese è fondamentale per acquisire la lingua.
Se ci si espone alla lingua scritta , si ha la possibilità di imparare a costruire le frasi correttamente, ampliare il vocabolario, e passare da una livello di competenza “user” ad uno piu’ colto e maturo.
Per quanto sia difficile, biosgna incoraggiare quindi tutti gli studenti, inclusi gli studenti con dislessia, a leggere in inglese.
In questo articolo, cercheremo di dare dei suggerimenti concreti per incoraggiare i nostri alunni con dislessia nell’esercizio della lettura in inglese. Vi ricordiamo alcuni articoli metodologici che abbiamo scritto e che possono darvi informazioni utili:
- glottodidattica inclusiva
- come insegnare inglese in modo inclusivo
- insegnare inglese ai dislessici (10 passi definitivi)
Dalla fonetica multisensoriale alla lettura multisensoriale: usare gli audio-libri
Gli audiolibri in inglese sono strumenti assai importanti per imparare la lingua inglese: sia scritta che pronunciata. Leggere mentre si ascolta offre la possibilità di:
- facilitare la decifrazione grazie al supporto della lettura ad alta voce: sentire e vedere assieme permette di attivare contemporaneamente piu’ meccanismi, e gli alunni si troveranno a decifrare con maggiore facilità il testo scritto (le informazioni visive si integrano con l’aiuto sonoro)
- comprendere con maggiore facilità il senso del testo: la lettura a voce alta, specie se umana ed espressiva, consente di recuperare tutti quei tratti soprasegmentali necessari alla comprensione (pause, enfasi, domande), che possono essere difficili da decifrare dalla punteggiatura
- connettere la forma scritta e parlata, memorizzando schemi di spelling grazie alla memoria visiva (associazione multisensoriale voce-testo)
Consigliamo sempre di suggerire agli alunni con dislessia di leggere testi che abbiano la versione audio (non la sintesi vocale, che è povera di espressività, ma una lettura umana eseguita da un attore o lettore professionista)

Metodologia per insegnare inglese alla scuola primaria
- Formazione riconosciuta MIM
- Corso in diretta
- Strategie e materiali didattici per applicare il metodo Handy English
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- Pagabile con carta docente
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Dalla fonetica multisensoriale alla lettura per acquisire la lingua: usare testi graduati e fare “free voluntary reading”
Il grande linguista Stephen Krashen lavora ormai da decenni sull’idea di sviluppare l’acquisizione linguistica tramite la lettura (free voluntary reading). Il suo punto è che è possibile innescare i meccanismi virtuosi dell’acquisizione linguistica non solo ascoltando la lingua, ma anche solo leggendola.
La chiave, a detta di Stephen Krashen, è la lettura massiva di testi ad un livello “facile”.
E qual è il livello facile? Quello che insiste sullo sviluppo prossimale dell’alunno, che legge così senza incontrare intoppi e difficoltà eccessive che lo dissuadono, scoprendo nella lettura nuove parole e nuove forme sintattiche, il cui significato viene desunto dal contesto.
Qual è il modo migliore di offrire agli allievi questa esperienza di lettura adeguata al livello? Usare i “graded readers” o i libri graduati. Si tratta di adattamenti o testo redatti specificatamente per le persone che stanno imparando l’inglese come lingua straniera, nei quali è possibile verificare:
- il livello linguistico di riferimento rispetto al frameworrk europeo (livelli linguistici da A1 a C2)
- il vocabolario (lista dele parole che il lettore incontrerà)
- le strutture sintattiche
Ascolta questa lezione di Krashen sulla lettura come strumento di acquisizione
Insegnare a leggere in inglese: approccio globale o approccio fonetico?
Gli studi sono concordi: per chi ha DSA meglio uno studio strutturato dei fonemi rispetto all’approccio globale! In realtà, la letteratura scientifica ha dimostrato che imparare a leggere con un metodo fonetico è di gran lunga piu’ efficace per tutti, ma straordinariamente meglio per i dislessici e per chiunque dimostri dificoltà con la lingua.
E’ vero che, nel caso della lingua inglese (che è immensamente piu’ stratuficata e complessa dell’italiano), insegnare a leggere l’inglese con il metodo fonetico è lungo e complicato, mentre con il metodo globale si può partire subito e leggere le prime parole e frasi (che vengono imparate a memoria), ma la differenza la si vede sulla media e lunga distanza.
I bambini che imparano a leggere con il metodo fonetico (synthetic phonics) imparano davvero a leggere: apprendono che esistono dei suoni distintivi nella lingua inglese e che questi suoni sono rappresentati da lettere o combinazioni di lettere (è vero sia in italiano che in inglese! Tutte le lingue alfabetiche funzionano così! La differenza dell’inglese rispetto all’italiano non sta nella logica alfabetica, ma nella maggiore complessità), e acquisiscono le corrispondenze grafema-fonema che permetteranno loro di leggere qualsiasi parola.
Al contrario, i bambini che imparano a leggere con il metodo globale, memorizzando la parola intera e la associano ad un suono. Due sono le operazioni mnemoniche coinvolte: la memorizzazione dello spelling e la memorizzazione del suono! Capite bene che per gli alunni con DSA questo è un doppio problema!
Quindi se avete in classe degli alunni con DSA, il consiglio è di lavorare sui fonemi e sulla lettura fonetica. Avrete bisogno di tempo e di studiare un metodo efficace (il piu’ efficace che esiste è l’approccio Orton-Gillingham), ma avrete risolto veramente il problema della lettura e aiuterete i vostri alunni ad acquisire la lingua tramite la lettura.
Potete per questo:
- segui il webinar gratuito sull’insegnamento della lettoscrittura con il metodo Orton Gillingham
- sfoglia il corso Insegnare inglese ai dislessici
- sfoglia il corso su come insegnare a leggere ai dislessici
Fonetica multisensoriale e inglese: approccio strutturato per chi ha problematiche di linguaggio e apprendimento
Insegnare in modo esplicito e strutturato la fonetica è molto importante proprio per quei bambini che, per deficit del sistema uditivo, fanno più fatica a distinguere i suoni.
Noi sappiamo che una discreta parte di bambini con DSA sono stati bambini con DSL, ovvero bimbi che non sono riusciti nell’infanzia a processare il linguaggio seguendo le tappe evolutive nei tempi standard.
Sono bimbi che spesso, pur sentendoci bene, hanno un deficit nella processazione uditiva, ovvero nel riconoscimento dei suoni, nel loro ordinamento in sequenze, nella discriminazione tra suoni simili (o articolati vicini) e nella discriminazione tra suono verbale e sfondo. Per loro la lingua inglese è ovviamente un incubo!
Questi sono alcuni dei sintomi che presentano i bambini con problematiche di processazione uditiva:
- facile distraibilità: facendo fatica a discriminare i suoni sia tra di loro che rispetto allo sfondo, perdono il filo del discorso, non capiscono e si distraggono. I bambini possono essere agitati fisicamente o calmi, ma non prestano attenzione alle spiegazioni verbali.
- confusione fonetica: sia l’ordine che l’articolazione dei suoni sono confusi, quindi non solo hanno problemi in ricezione e comprensione, ma anche in produzione. I bimbo possono confondere le sillabe e i suoni e risultare poco comprensibili.
- ipersensibilità: spesso questi bimbi hanno una soglia di attivazione molto bassa, ovvero percepiscono molto tutti i suoni. I suoni che a noi non danno fastidio possono essere molto brutti per loro, persino dolorosi, creando situazione di malessere nella scuola (ambiente molto rumoroso)
Insegnare quindi in modo multisensoriale viene loro incontro perché li aiuta a cogliere e memorizzare l’informazione fonetica usando la compensazione di altri sensi!
Metodi che usano la fonetica multisensoriale per insegnare a leggere in inglese
In Italia purtroppo l’insegnamento della lettoscrittura in lingua inglese non è affatto aggiornato, e di fatto i manuali dela scuola primaria propongono ancora il metodo globale. Questo è molto sbagliato perchè tutti gli studi lo indicano come una metodologia obsoleta e controproducente.
Uno dei problemi degli insegnanti italiani che vogliono implementare il metodo fonetico per insegnare a leggere l’inglese è che non si trovano facilmente materiali didattici adatti. Ecco qui qualche idea:
- Jolly Phonics: è il materiale piu’ famoso dedicato all’insegnamento della lettoscrittura con il metodo fonetico, ma non è certo il piu’ accurato. Non è pensato per stranieri, quindi va fortemente adattato perchè presenta da subito frasi e parole che per noi sono a bassa frequenza. Inoltre, non fa alcun lavoro serio di preparazione alla fonetica prima di introdurre la scrittura, perchè dà per scontato che i bambini abbiano già interiorizzato oralmente i suoni della lingua. Le lezioni sono molto strutturate, ma anche ripetitive e richiedono un lungo tempo per essere implementate (non abbiamo così tante ore dedicate all’inglese nella scuola primaria italiana). Le canzonicine sono ripetute qundi la stessa canzone può riferirsi a due suoni diversi, creando confusione. I simboli sono arbitrari rispetto all’articolazione.
- Explode the code: metodo americano digitale, pensato per aiutare alunni con DSA e stranieri. E’ iperstrutturato e quindi piu’ acceeeibile, e può essere una buona idea per partire. Tuttavia, è un materiale vecchio e si vede nella confuigurazione del software, inoltre è molto lungo da implementarsi perchè ha in mente i tempi tipici dei BES.
- Songbird: lo menzioniamo tra i tantissimi perchè tra gli autori figura Julia Donaldson, la celebre autrice del Gruffalo. Dal punto di vista metodologico assomiglia molto a Jolly Phonics, anche se ha un impianti piu0 aggiornato, Per noi resta il problema dell’essere creato per madrelingua e quindi non per i nostri bambini, che si trovano davanti a parole difficili e non sono supportati nell’acquisizione preaòfabetica dei suoni.
Beat and Build: piattaforma digitale per insegnare a leggere e pronunciare l’inglese agli italoafoni (usando un metodo multisensoriale)
Beat and Build è il nostro metodo per insegnare inglese alla scuola primaria, che integra le 4 abilità.
Con questi materiali didattici per insegnare inglese in modo inclusivo alla scuola primaria, i bambini impareranno:
- molte parole con buona pronuncia,
- acquisiranno la capacità di usarle attivamente per formare semplici frasi con un sistema multisensoriale e strutturato
- impareranno contemporaneamente la fonetica e la letto-scrittura della lingua inglese secondo i dettami dell’approccio Orton Gillingham!
Questo ad oggi è l’unico materiale per insegnare la fonetica e la letoscrittura della lingua inglese secondo il metodo Orton Gillingham, adattato alle esigenze degli italofoni. Sono attualmente disponibili
- Beat and Build 1 – per la prima elementare : sensibilizzazione ai suoni della lingua in fase pre-alfabetica
- Beat and Build 2 – per la seconda elementare: introduzione alla lettoscrittura dell’inglese con il metodo Orton Gilingham
Beat and Build è stato finalista a Novembre 2025 presso il concorso Erickson La Qualità. Trovate qui le slides della nostra presentazione del metodo presso il convegno.