Da storytelling a story-building: questo è il resoconto dettagliato di come portare gli alunni di una seconda classe primaria non solo a comprendere una storia (raccontata completamente in lingua inglese, senza traduzione) ma anche a a ri-raccontare in modo autonomo la stessa storia (senza che la abbiano imparata a memoria).
La maestra Stefania Corna ha raccontato la propria esperienza.
Eccone i passi fondamentali:
La dimestichezza con il sentence-building, grazie all’uso di Beat and Build 1
- sin dalla prima elementare, la classe della Maestra Stefania conosceva Beat and Build 1: per questo i bambini avevano dimestichezza con il sentence-building. In altre parole, i bambini sono abituati a manipolare delle flashcards che rappresentano parole per formare frasi di significato compiuto. I bambini in particolare conoscono la strategia del semaforo: se si giustappongono le parole rosse (articolo), gialle (nome) e verdi (verbo) si costruisce una frase. Dopo un anno e mezzo di questo lavoro, sono piuttosto fluidi nella manipolazione e trasformazione di frasi, di cui riescono a identificare facilmente le posizioni/funzioni delle parole, attribuendo loro il colore corretto.
La scelta dell’albo illustrato adeguato al livello linguistico e agli interessi dei bambini
- ha scelto l’albo illustrato giusto: “Santa is sad” di Silvia Onofri presentava le caratteristiche ottimali per una narrazione fruibile e comprensibile. Particolarmente, il testo era costruito con strutture sintattiche ripetitive, che permettono al bambino un facile orientamento nelle frasi, puntando tutta l’attenzione sui termini nuovi (da comprendere).
- la Maestra Stefania ha effettuato una narrazione espressiva, che ha consentito ai bambini di comprendere il significato delle parole nuove. Particolarmente, in Santa is Sad ci sono due macro-temi semantici: i personaggi del Natale e del bosco (Santa, elf, squirrel…) e le emozioni (sad, tired, angry…) Nel primo caso, il mimo e le illustrazioni sono un ottimo supporto alla comprensione, mentre le emozioni possono essere rappresentate dai disegni o mimate. La classe ha compreso agevolmente la storia.
La preparazione dl materiale didattico VAKT (visivo-uditivo-tattile-cinestesico): flashcards con le parole del libro
- la Maestra Stefania aveva preparato diversi set di flashcards con le parole del libro. Tramite una serie di giochi, queste parole sono state attivate, riconosciute, ripetute, fino a diventare bagaglio attivo dei bambini.
- I giochi linguistici servono a fornire occasioni giocose per praticare la parola da tutti i punti di vista. Lavoriamo sul significato, naturalmente, ma non solo: una parola è acquisita in modo efficace quando è stata interiorizzata anche la corretta pronuncia. Se i bambini imparano solo “cosa vuole dire”, non stanno veramente imparando una parola, ma solo un generico aggancio al significato. Al contrario, un lavoro mirato sulla pronuncia, riconoscimento e ascolto del suono della parola ci permetterà di discriminare quella parola quando viene udita (anche in un flusso di fonemi, ovvero in una frase), e ci renderà pronti nell’utilizzarla in una conversazione. Questo allenamento percettivo e muscolare è fondamentale per una reale automatizzazione delle parole e in generale della lingua, perché consente ai bambini di allenare quella parte fisica che è necessariamente implicata nell’azione di comprendere e comunicare.
Da storytelling a storybuilding con le sequenze colorate di Beat and Build
- Infine, le parole sono state “messe in gioco” tramite l’esperienza del sentence-building. Usando i codici colorati di Beat and Build, i bambini sono stati in grado di ricostruire da zero le frasi che avevano incontrato nell’albo illustrato. Sono stati così capaci di raccontare la storia in modo autonomo, ma anche di modificare gli enunciati. Virtualmente, i bambini avrebbero potuto costruire un’altra storia perché ormai avevano in mano i mattoni (le parole) e la tecnica costruttiva (la capacità di usare le sequenze sintattiche e i marcatori morfologici per costruire frasi corrette). La ricerca ci mostra come portare a livello cinestesico i processi cognitivi sia di grande aiuto per l’apprendimento, la memorizzazione e la comprensione.
La Maestra Stefania ci racconta nel dettaglio come è andata, in questo video:
Sentence building: come aiutare i bambini a costruire frasi corrette in inglese (e a sviluppare consapevolezza metalinguistica)
Beat and Build è un metodo multisensoriale che si propone di insegnare inglese alla scuola primaria, integrando in modo strutturato diverse attività e stimoli diretti alla percezione visiva e uditiva o l’azione manipolativa. In Beat and Build, la grammatica non viene mai spiegata in modo esplicito, usando la nomenclatura, ma viene letteralmente “praticata”.
I bambini sono stimolati, da subito, a usare le parole che incontrano per formare frasi.
I criteri che vengono dati per formare le frasi sono i seguenti:
- ogni lingua è caratterizzata da uno specifico ordine delle parti del discorso. La comprensibilità in quella lingua dipende dal rispetto dell’ordine obbligatorio delle parti del discorso
- in inglese (come in italiano) la frase minima prevede articolo-nome-verbo. In realtà, in italiano si possono fare frasi omettendo di pronunciare il soggetto, perché i nostri verbi hanno desinenze “parlanti”. In inglese la sequenza necessariamente include anche il soggetto.
- per aiutare i bambini a formare le frasi, diamo a questa sequenza una serie di caratteristiche riconoscibili. Per questo, abbiamo colorato di rosso le parole come a/the (gli articoli), di giallo le parole come cat/boy/dog (nomi) e di verde le parole come run/smell/sleep (verbi). In questo modo il bambino sa che deve formare un semaforo: rosso+giallo+verde. Questo è particolarmente utile per gli alunni italofoni che, per analogia con l’italiano, possono dimenticare il soggetto quando formano frasi in inglese
- è necessario prevedere anche un marcatore “s”, ovvero la desinenza morfologica. Nella frase minima al present simple, può andare dopo il verde (the girl sleep-s: frase al singolare) o dopo il giallo (the girl-s sleep: frase al plurale).
- Quindi i bambini imparano a formare frasi comprensibili e corrette, posizionando le flashcards in osservanza del’ordine del semaforo e decidendo dove posizionare il marcatore. In questo modo raggiungiamo 2 obiettivi di consapevolezza metalinguistica: 1)i bambini comprendono che la desinenza (sleeps, girls) è una marca “mobile” e non fa parte della radice: comprendono così che le parole come le conosciamo sono un “blend” di radici e altri elementi (desinenze, prefissi, suffissi…) 2) comprendono che le “regole grammaticali” non sono cose astratte, ma sono manipolazioni della frase finalizzate al significato: la gramatica non è una inutile “convenzione”, ma cambiano concretamente il significato.
In questo video, 4 docenti raccontano la loro esperienza
Gli albi illustrati di Silvia Onofri
Nel corso del video, l’autrice Silvia Onofri illustra i suoi albi spiegando una serie di indispensabili criteri di qualità, che li rendono davvero utilizzabili in classe:
- pagine pulite, immagini chiare e univoche
- frasi costruite con schemi sintattici prevedibili
- storia semplice e comprensibile, anche se di impatto
Potete trovare a questa pagina il suo lavoro editoriale, oltre che autorale: si tratta di una serie di activity books e albi illustrati, che possono essere usati tanto alla scuola di infanzia quando alle primarie, se si ha l’accortezza (come ha fatto la maestra Stefania con Beat and Build) di completare l’attività con un lavoro al passo con le competenze cognitive dell’alunno.
L’applicazione dell’approccio Orton Gillingham
Stefania Corna ha seguito un percorso accademico internazionale incentrato sull’approccio Orton-Gillingham, ovvero sull’insegnamento multisensoriale e strutturato della lettoscrittura inglese.
Nell’approccio Orton-Gillingham si trovano molte cose:
- la consapevolezza di come funziona il cervello, quindi l’importanza di un approccio multisensoriale e strutturato
- la consapevolezza di come funziona la lingua inglese, quindi le regole di decodifica che permettono di prevedere la lettura delle parole (ad esempio, la pronuncia di i in parole come hi, hit, hide)
In Beat and Build (dal volume 2 fino al volume 5) è integrato l’insegnamento della lettoscrittura secondo il metodo Orton-Gillingham.
Stefania Corna ha una pagina instagram nella quale fa divulgazione sul metodo Orton Gillingham: vi consiglio di seguirla qui:https://www.instagram.com/stefania.corna/