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Metacognizione e didattica

Lezione di inglese con approccio metacognitivo

Questo articolo è stato scritto da Ilaria Venagli, studentessa laureanda presso la facoltà di Scienze del Linguaggio della Università Ca' Foscari di Venezia

La scorsa settimana il forum OpenMinds ha accolto uno scambio molto interessante da parte delle insegnanti che si impegnano sempre più a condividere le proprie idee per migliorarsi, ogni giorno, nell’insegnamento — grazie a loro sono emersi diversi concetti relativi alla glottodidattica come scienza.

Tra questi, il metacognitivismo.

Ci proponiamo, con il presente articolo, di chiarire quali sono gli aspetti fondamentali di questo modello proposto da Chamot e colleghi nel 1999. 

Chamot propone un modello denominato Metacognitive Model of Strategic Learning — il nome di questo modello racchiude, in senso lato, ciò che più risulta essere fondamentale nel processo di apprendimento e nell’approccio educativo — un filtro elaborato, direbbe Chomsky, il quale ha insegnato quanto fondamentale sia il ruolo dell’insegnante in un’ottica di helping cultivate growth.

 

Sicuramente, affermare l’efficacia di un approccio metacognitivo, è il principale compito di un Insegnante che desidera mettersi in gioco, affrontare il proprio lavoro secondo una diversa prospettiva e che sia desideroso di focalizzarsi sulle strategie per aiutare un alunno nell’acquisire l’interesse.

Il termine" metacognitivo" suggerisce un collegamento con le scienze; la psicologia cognitiva e dello sviluppo, nello specifico, si occupa dell’analisi del funzionamento cerebrale, della memoria, dell’attenzione e dell’elaborazione degli input da parte del cervello — ecco perché il modello proposto da Chamot e colleghi si basa su quattro processi metacognitivi principali: planning process, monitoring process, problem solving process, evaluating process.

Lo scopo di questo elaborato — prima di fornire il lettore con un esemplificazione più completa dell’applicazione di questo modello nell’ambiente classe — è dunque quello di chiarire quali strategie appartengono ad ognuno di questi quattro processi cardine, nella convinzione che nozioni scientifiche possano essere un continuo spunto per mettersi in gioco, andare alla ricerca di strategie che possano realizzare quello che è lo scopo di ogni insegnante — trasmettere.

Planning process — pianificare. In veste di insegnanti sappiamo quanto sia elaborato il processo di planning — pianificare una lezione richiede di pensare, contemporaneamente, a quali siano gli obiettivi e gli interessi degli alunni presi in considerazione e a quale sia il metodo più efficace per lo svolgimento della lezione.Le strategie elencate da Chomet sono:

  • set goals
  • direct attention
  • activate background knowledge
  • predict
  • organizational planning
  • self-management.

Quanto risulta di interesse, anche secondo un’ottica più scientifica e psicologica, è proprio l’attenzione che racchiude l’importanza di tutte le altre precedentemente elencate strategie.

Esistono diversi tipi di attenzione; non ci si propone in questo articolo di elencare le diverse tipologie, ma è chiaro che una comune caratteristica che unisce l’attenzione selettiva, attentiva e la vigilanza sia sicuramente un dato target — l’obiettivo, goal.

È fondamentale, dunque, che questo sia chiaro nel processo di planning di una lezione ma ancora più cruciale risulta che siano chiari ai (good language) learners: se uno studente realizza per quale preciso obiettivo sta apprendendo, qual è lo scopo ultimo di tante ore di studio e lezione, avrà meno difficoltà nel mantenere la propria concentrazione e dirigere la propria attenzione verso il giusto target.

Dunque, determinare gli obiettivi e dirigervi l’attenzione dei propri studenti sembrano proprio essere i primi step fondamentali.

Activate background knowledge — questo il passaggio successivo. Siamo consapevoli della natura endless and ongoing dell’apprendimento — accompagna un individuo per tutta la vita e se pensiamo all’apprendimento come ad una catena, l’anello appreso oggi è strettamente saldo e dipendente dall’anello acquisito ieri ed sarà la background knowledge per poter saldare un nuovo anello, domani — passato, presente, futuro: non smettiamo mai di apprendere.

Questa conoscenza di base e comune, condivisibile tra pari, è uno dei primi passaggi da tener presente qualora si volesse organizzare una lezione secondo l’approccio metacognitivo: come vedremo più avanti, l’insegnante chiede ai propri alunni di essere loro, in prima persona, coloro che trasmettono— spiegare cosa sanno e conoscono a proposito di un dato argomento e condividerlo in un’attività di brainstorming per poter raccogliere e condividere idee e conoscenza.

Monitoring process — monitorate Sarebbe sicuramente interessante elencare quali siano i vari strumenti di ricerca per poter monitorare strategie, progressi e abilità — tra i vari possibili, la check-list è sicuramente quello che più si addice a questo tipo di modello.

Tramite questo tipo di strumento si possono monitorare le strategie dei propri studenti, se ragionano secondo un metodo deduttivo o induttivo, se riescono a trovare il senso in quanto apprendono — does it make sense?

Queste solo due delle strategie di monitoraggio suggerite da Chamot; sarebbe bene osservare, inoltre se sono in grado di personalizzare e contestualizzare — quanto effettivamente usino la propria fantasia e immaginazione nell’attivazione della conoscenza background.Anche in questo caso — successivamente approfondito — il monitoraggio della cooperazione tra studenti e dell’inerenza e logica dei loro interventi, è risultato utile nel piano di svolgimento di una lezione a tema autunnale.

La cooperazione — non sarà mai sufficientemente ripetuto — è fondamentale per l’apprendimento. Do group activities: è una strategia propria di quello che viene detto the good language learner — the one who is willing to get involved. Problem solving process — PROBLEMS? Comuni, tipici, quotidiani — emergono di continuo nell’ambiente classe. Le difficoltà sono all’ordine del giorno, per questo risultano fondamentali strategie come quelle suggerite da Chamot: inference, guess meanings, substitute meaning — say it in another way — clarify, ask questions and use as many resources as you can.

È tutta una questione di mettersi in gioco, usare quante più strategie abbiamo a nostra disposizione to fill the gap — che poi, è il fine ultimo dell’apprendimento linguistico, se ragionato in senso meno scientifico e più sociale: it removes boundaries and it furthermore fills the gap. L’aspetto psicologico e sociologico si intrecciano, dunque, nell’ambito dell’apprendimento così come si intrecciano diverse materie rendendo sempre più chiaro quanto risultino fondamentali progetti come il CLIL — perché la lingua sia across the curriculum.

Per concludere, ottime strategie di problem-solving si rivelano chiaramente utili in una prospettiva futura di ingresso nel mondo del lavoro nel quale la capacità di risolvere ed affrontare problematiche è una skill altamente richiesta ed apprezzata— e chiudiamo così il cerchio, menzionando nuovamente quanto gli obiettivi siano una base fondamentale per procedere all’insegnamento rendendo più efficace l’apprendimento.

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Evaluating process — valutare Compito per il quale tanti insegnanti non sono apprezzati — 3,4,5, ma cos’è un 6? Cos’è un 8? O meglio, chi è, l’alunno a cui diamo 10? È difficile perché nel processo di valutazione rientrano concetti chiave come quello di una motivazione che potrebbe essere messa a rischio per via di un’insufficienza o come quello di feedback, che l’alunno necessita per progredire e migliorarsi. Su cosa è bene concentrarsi, dunque?

Sulle strategie — questo quanto suggerito da Chamot: è bene tener presente l’alunno nella sua dimensione singola e valutare sia se gli obiettivi prestabiliti siano o meno stati raggiunti e se le strategie adottate siano risultate efficaci — un’insieme di questi due aspetti permette una valutazione migliore e complessiva, realistica e che sia specchio sia delle abilità dell’alunno sia delle sue strategie di apprendimento che, se corrette, sappiamo lo aiuteranno — con le necessarie e singolari tempistiche — a raggiungere quanto desiderato: learning a language is a continue goal-striving process.

 

 

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