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Metodo CLIL alla scuola primaria: insegnare e progettare il CLIL?

 
Metodologia CLIL nella scuola primaria: materiali e leggi

Metodologia CLIL nella scuola primaria

 

Quella proposta da Open Minds è una metodologia CLIL basata su lezioni in lingua inglese.

Il CLIL della scuola primaria è un passo ulteriore rispetto ai corsi di inglese per bambini: nelle scuole primarie il clil, grazie ai nostri docenti madrelingua appositamente formati, prevede progetti didattici che combinano le competenze richieste dall'apprendimento della disciplina non linguistica (scienze, storie, arte...) con il gioco e l'attività creativa.

In questo modo, si sviluppano nuove modalità di insegnamento interattive e stimolanti che permettono ai bambini di acquisire i contenuti disciplinari direttamente in inglese attraverso il CLIL della scuola primaria.

TECNICHE DI INSEGNAMENTO CLIL

La didattica CLIL nelle scuole primarie si avvale di tecniche ludo-didattiche e di apprendimento cooperativo: è perfetta per la didattica inclusiva nelle classi dove ci sono bambini con BES e DSA.

In particolare è tipico dei nostri interventi CLIL presso la scuola primaria:

  • l'approccio "learning by doing": poiché noi rifiutiamo l'approccio traduttivo, e quindi le nostre docenti madrelingua parlano esclusivamente in inglese durante le lezioni, la nostra lezione è molto pratica e dimostrativa. I bambini sono invitati a fare direttamente le cose e associarle con la loro stessa esperienza alle parole inglesi che vengono indicate. Questa "emersione" dei significati dal fare è assai più efficace in termini di apprendimento rispetto all'apprendimento tradizionale, mediato da schede e traduzioni.
  • coinvolgimento fisico: non solo con i più piccoli, ma in generale noi abbiamo uno stile di insegnamento/apprendimento che è mobile e veicolato da comandi e atti pratici. Quindi è frequente che le nostre lezioni si tengano in piedi almeno parzialmente o comunque in spazi organizzati diversamente rispetto alla classe frontale. I bambini fanno cose e muovono anche il corpo e non solo le penne e le pagine durante la lezione.
  • "research-based" approach: con i bambini più grandi e i ragazzi, non ci sarà solo un approccio descrittivo, ma anche la richiesta di risolvere problemi, trovare e scremare informazioni, confrontando materiali e fonti approntati dall'insegnante. Questo approccio, alternativo a quello basato sul manuale, è raccomandato nelle scuole anglosassoni per incrementare la tendenza delle persone a crearsi dei percorsi mentali che facilitano la ricerca e l'accumulo di conoscenze originali, ed è adatto alla classe perché promuove autonomia e autostima.

CLIL ALLA PRIMARIA

Nella scuola primaria sono evidenti le connessioni tra CLIL e insegnamento comunicativo e glottodidattica ludica: il CLIL dovrebbe essere proposto ai bambini sotto forma di gioco ed esperienza/progetto divertente e stimolante con queste modalità:

•    L’insegnamento disciplinare, anziché essere proposto da un libro di testo, può essere veicolato da slides con un ampio ricorso a immagini, diagrammi e mappe mentali.

•    La terminologia inglese connessa all'insegnamento disciplinare può essere esercitata utilizzando flash card e board games. Con un po’ di fantasia, si può convertire in carte da gioco il bagaglio lessicale introdotto e utilizzare giochi comunicativi per rendere questa nuova terminologia famigliare agli allievi

•    Multimedialità/ Multisensorialità: è possibile veicolare contenuti disciplinari utilizzando canzoni, drammatizzazioni e altri accorgimenti teatrali, giochi in piedi e in movimento per rendere più divertente e immediata la lezione.

Ad esempio, esiste tutto un repertorio di canzoni didattiche che hanno per tema le scienze, la storia e la natura che possono offrire ai bambini spunti interessanti e facili da memorizzare.

Il CLIL nella scuola primaria non è affatto in contraddizione con le modalità previste dal metodo TPR, ovvero l’uso di action songs e story-telling drammatizzato.

 

PROGETTI CLIL SCUOLA PRIMARIA

 

La lezione CLIL alla scuola primaria necessita di una attenta strutturazione e pianificazione. Non si tratta semplicemente di spiegare in inglese una materia, bensì di organizzare il contenuto in modo semplice da reperire e ripetere, nonostante un bagaglio linguistico limitato. Non è una sfida semplice, ma molto stimolante.

Gli studi condotti dai linguisti pionieri del CLIL dimostrano infatti che non basta immergere gli studenti nella lingua per ottenere automaticamente un apprendimento: è necessaria una strategia e una strutturazione perché lo studente registri e memorizzi l’input ricevuto.

Pertanto, la sfida del docente di madrelingua inglese nella lezione CLIL della scuola primaria, è data dal VEICOLARE il contenuto senza mai tradurlo: per superare la barriera linguistica è necessario di servirsi di tutti i dispositivi, risorse e attività a sua disposizione. È compito del docente accompagnare anche il bambino nel lavoro di catalogazione e riutilizzo attivo degli input compresi e memorizzati. 

 

ATTIVITÀ CLIL: inglese alla scuola primaria

La lezione frontale tipicamente determina uno scarso “spazio” nel quale lo studente si possa esercitare.

Per questo, in linea con il metodo comunicativo, la lezione CLIL nella scuola primaria non è mai frontale, ma laboratoriale.

In particolare, tutta l’attività si sviluppa attorno a un compito concreto che coinvolge gli alunni in prima persona.

La task-based methodology è la risposta alla necessità di elaborare proposte di attività che motivino l’uso "reale" e immediato della lingua straniera.La lezione di CLIL nella scuola primaria è un concentrato di didattica per progetti, guidati dall'insegnante ma gestiti dai bambini, in un’ottica di cooperazione e lavoro di squadra.

La didattica per progetti è estremamente entusiasmante. Inoltre, in linea con il principio dell’imparare facendo (Learning by doing), questa metodologia offre moltissimo in termini di motivazione. I bambini si trovano a comprendere, sul campo, che la lingua non è una materia, bensì uno strumento di comunicazione ed espressione.

 

Fare un CLIL a distanza e' un po' un controsenso , però abbiamo voluto comunque diffondere alcuni dei nostri materiali (slides lette da madrelingua inglese) perchè sono risorse piacevoli ed istruttive.

I bambini possono cliccare sull'altoparlante e ascoltare la voce del madrelingua che legge. Oltre ad imparare cose interessanti e contenuti NATURALI, possono cosi anche miglioarre la pronuncia. leggere e ascoltare assieme infatti è una attività molto importante per perfezionare gli skills di lettura.

Le risorse qui indicate si possono scaricare senza problemi! Stiamo conducendo questa iniziativa in modo del tutto solidale! 

 

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I CINQUE SENSI - CLIL PER LA SCUOLA PRIMARIA

Video Quiz: https://www.youtube.com/watch?v=r6gZHdvnh9I

 

Per ascoltare la voce della docente madrelingua

Ecco attività che i bambini possono fare a casa:

  • VISTA: chiudi gli occhi per 5 secondi e poi riaprili: cosa vedi? Elenca le tre prime cose
  • UDITO:fai il gioco del silenzio. Cerca di stare il piu' in silenzio possibile: sentirai nuovi rumori, che prima non notavi. E' la pioggia? E' uno scricchiolio? E' il gatto che si muove? Cerca di ascoltare e notare i nuovi rumori che emergono dal silenzio!
  • GUSTO: sfida i tuoi genitori a E' ZUCCHERO E E' SALE?
  • TATTO: cerca tre vestiti che al tatto appaiono diversi
  • OLFATTO: scegli le tre spezie che preferisci in cucina

CLIL DI SCIENZE. Le piante - di cosa necessitano per crescere?

Ecco un bel PPT di scienze che parla delle piante: quali sono le loro parti e cosa necessitano per crescere!

Video: https://www.youtube.com/watch?v=XSyFFyvoJPk

 

Attività:

  • Disegna le parti di una pianta
  • Di cosa ha bisogno una pianta per crescere? Di cosa hai bisogno tu? Riprenditi con il cellulare mentre fai una presentazione delle cose che tu ed una pianta avete in comune!!

CLIL DI GEOGRAFIA - AROUND THE WORLD

Questo non è un vero e proprio CLIL, piu' un modo divertente per fare appassionare i bambini al mondo!

Seguiamo le avventure di Barnaby!

Link presentazione: https://www.youtube.com/watch?v=63eXJREEEIo

Attività:

  • vai a cercare le tue foto! Siamo sicuri che ne hai alcuni da posti diversi, magari fatti aiutare dai tuoi genitori. Fai un collage dei tuoi viaggi, commentando ogni foto con una frase!!

 

SPERIMENTAZIONE NELLE SCUOLE PRIMARIE DELLA METODOLOGIA CLIL, DIDATTICA INNOVATIVA DELL’INSEGNAMENTO DELLA LINGUA STRANIERA.

Pubblichiamo questo articolo scritto da Maria Laganà

Maria Laganà e' dottoressa in Pedagogia e Consulenza Pedagogica e Ricerca Educativa. Insegnante di Scuola Primaria. E-mail: [email protected]

 

Una buona prassi di apprendimento della Lingua Inglese.

La mia sperimentazione della metodologia CLIL (il termine fu introdotto da David Marsh e Anne Maljers nel 1994, è l’acronimo di Content and Language Integrated Learning, cioè apprendimento integrato di lingua e contenuto) ha preso avvio negli ultimi due Anni Scolastici.

Ha coinvolto oltre un centinaio di alunni delle Scuole Primarie, dapprima delle classi IV e V e, in seguito, delle classi III, di un Istituto Comprensivo Statale di una città di provincia del Piemonte.

 

La progettazione di un percorso CLIL è stata dettata dalla convinzione che gli alunni avrebbero potuto utilizzare la lingua straniera, in un contesto ludico e concreto facilitante, promuovendo lo sviluppo delle competenze disciplinari e linguistiche, attraverso un’ interazione e una partecipazione attiva, con un apprendimento olistico e globale (A. Pinter, 2006).

Essi hanno potuto sperimentare, così, la Lingua Inglese, abbinata a una disciplina veicolare, in particolare educazione motoria e scienze, coniugando la lingua e i contenuti in un processo di apprendimento integrato, attraverso il quale “il CLIL può offrire ai giovani di qualsiasi età una situazione in cui si sviluppa spontaneamente l’uso della lingua straniera” (G. Langè, 2016).

La pianificazione delle attività è stata supportata da quelle che vengono definite le “4C” (Coyle, 2007; Coyle et al., 2010), cioè il contenuto (content), la comunicazione (communication), la cognizione (cognition) e la cultura (culture).

 

A tal proposito, sono stati inseriti nella progettazione curricolare dei moduli didattici CLIL della durata media di venti ore, con lesson plan definite da obiettivi temporali limitati e raggiungibili, seguendo le Indicazioni Nazionali.

Sono stati delineati i traguardi e le finalità che gli alunni devono raggiungere, per promuovere e sviluppare conoscenze e abilità, attraverso l’utilizzo del linguaggio specifico proprio delle discipline esaminate.

L’approccio didattico innovativo agli argomenti ha favorito lo sviluppo di tutte le abilità mentali, cognitive e metacognitive, con la consapevolezza di poter operare in contesti culturali diversi.

Similmente, Meyer (2010) aveva proposto una piramide CLIL, per visualizzare il processo di realizzazione di un’unità di apprendimento, step by step, attraverso anche degli esempi operativi.

 

Le attività didattiche svolte sono state diversificate e graduate con vari livelli di codici verbali. L’insegnante ha fornito delle definizioni o proposto delle domande, per stimolare i processi cognitivi, con l’ausilio di diverse strategie didattiche, tra cui lo scaffolding (impalcatura), cioè il supporto che il docente fornisce allo studente, per favorirne il processo di apprendimento, tenendo conto dei diversi stili cognitivi, fino a quando questi diviene autonomo nello svolgere il compito assegnatogli.

Ciascuna unità di apprendimento prevedeva l’uso di un brainstorming iniziale, relativo a ciò che gli alunni conoscevano riguardo all’argomento presentato. L’ausilio di supporti non verbali, come le mappe concettuali, che permettono di identificare le parole chiave, hanno rinforzato la conoscenza pregressa e l’hanno arricchita di quella nuova.

Altresì, l’utilizzo delle tecnologie e dei materiali multimediali (LIM, audio, video, presentazioni in Power Point) hanno aperto agli studenti una “finestra” verso la comunicazione e visualizzazione della Lingua Inglese, in modo da facilitarne la comprensione.

L’organizzazione collaborativa della classe, in coppia o in gruppo, ha favorito la comunicazione e la produzione orale. La progettazione rigorosa di ciascuna unità di apprendimento ha fatto la differenza, poiché “ogni fase si appoggia sulla precedente e prepara la successiva, sino al prodotto finale” (Barbero et Graziano, 2014).

In effetti, i discenti hanno dimostrato, di volta in volta, interesse e curiosità per le varie attività che sono state presentate loro, esprimendo soddisfazione, gradimento e sorpresa per apprendere delle tematiche in lingua inglese, attraverso un percorso didattico “diverso” da quello tradizionale, arricchendo il proprio bagaglio culturale, attraverso il tempo per la discussione condivisa, dando dei feedback alla fine del modulo CLIL. Mai, essi avrebbero creduto, e – forse neanch’io! – di poter “fare ginnastica” in lingua inglese!

Anche chi all’inizio si era dimostrato scettico e restio, cammin facendo, si è ricreduto. Inoltre, la variegata tipologia di giochi ed esercizi, scelti e preparati con cura, a seconda dell’argomento trattato, hanno favorito un coinvolgimento partecipativo e hanno migliorato il clima collaborativo dei singoli all’interno delle classi, aumentando la motivazione e facendo acquisire loro maggiore fiducia in se stessi, anche nell’espressione orale in inglese.

L’apprendimento si è dipanato in modo giocoso e divertente; il tempo a disposizione “è volato”, tant’è che i piccoli alunni si sono rammaricati, talvolta, di come si fosse giunti così velocemente alla conclusione.

Tuttavia, nella fase di stesura del diario di bordo sono emerse delle criticità significative, sulle quali giova riflettere, per analizzare le variabili che sono intervenute a influenzare, in alcuni casi, i risultati attesi. Infatti, i miei alunni della stessa età e paese, quindi provenienti dagli stessi centri di aggregazione culturale e sportivi, di uno stato sociale simile, ma frequentanti due scuole diverse, distanziate di appena qualche chilometro, hanno recepito il CLIL in modalità contrastante; gli uni arricchendolo, gli altri andando a renderlo scarsamente produttivo.

Quali fattori influiscono, quindi, sulla realizzazione di un’attività CLIL?

Balboni (2015) riteneva che “chi resta legato ai propri ruoli sociali, chi privilegia la competitività, chi è indifferente alle reazioni dei compagni e è indisponibile a collaborare impara la lingua peggio e con più fatica di chi ha l’atteggiamento opposto”.

Pertanto, le motivazioni, che decretano il successo formativo di un percorso CLIL, dipendono, anche, dalla capacità di acquisizione della consapevolezza degli studenti di essere artefici e co-protagonisti, insieme agli insegnanti, di un processo di co-costruzione del proprio percorso culturale, verso una dimensione multiculturale e internazionale.

Purtroppo, esistono ancora delle rigidità verso la lingua straniera da parte di alcuni strati di popolazione scolastica, provenienti da un contesto familiare che, forse, non la conosce e, quindi, nemmeno la reputa ancora prioritaria.

Succede che essa sia considerata una “Cenerentola”, rispetto alle altre discipline e, nonostante l’impegno di molti docenti in progetti sperimentali, non sia percepita, come un traguardo significativo del proprio processo di apprendimento.

Su questo problema, recenti studi hanno evidenziato la selettività (Bruton, 2011) e la difficoltà di estendere il CLIL a tutti, in particolar modo agli alunni in difficoltà (Netten, Germain, 2009; Apsel, 2012). Personalmente, ho sì riscontrato nella Scuola Primaria una certa difficoltà ad aprirsi all’innovazione da parte di chi, a priori, rifiuta la lingua straniera, ritenendola incomprensibile, ma, viceversa, ho addirittura anche osservato come alunni con bisogni educativi speciali abbiano condiviso con il gruppo classe le varie attività ludiche e abbiano interagito nella comunicazione orale, favorendone la loro inclusività.

I benefici di questa innovativa pratica metodologica di insegnamento sono suffragati da numerosi studi e ricerche scientifiche, a livello europeo e internazionale. Essi sottolineano come l’introduzione di nuove strategie nel processo di insegnamento-apprendimento, favorisca l’acquisizione e lo sviluppo delle competenze degli studenti della lingua straniera dal punto di vista comunicativo, beneficiando dall’essere esposti al linguaggio orale in lingua anche nella disciplina non linguistica, di cui ne apprendono contemporaneamente i contenuti.

Considerati i soddisfacenti risultati che ho ottenuto, auspico che anche l’insegnamento di altre discipline scolastiche sia svolto nella Scuola Primaria, con la metodologia CLIL, proprio per offrire l’opportunità agli studenti di apprendere una materia tramite un’ ottica educativa diversa da quella tradizionale, tramite un percorso innovativo, ma non antitetico a quello classico, seppur utilizzando nuove modalità di “fare scuola”.

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