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Clil: cos'è

Scopri i progetti CLIL

Rappresenta sicuramente il futuro della scuola europea ed italiana: la scuola in inglese, almeno per il 50% delle materie.

Il CLIL, esplicitamente incoraggiato dal Consiglio di Europa come strumento per veicolare la conoscenza linguistica e promuovere mobilità e comunicazione nei cittadini di domani, pone una nuova sfida agli insegnanti: ripensare l’attività didattica in funzione dell’integrazione  della lingua straniera con il contenuto, riformulando gli obiettivi linguistici e disciplinari.

Le basi del "metodo CLIL"

Il CLIL è rivoluzionario: si prefigge esplicitamente di riformare le pratiche della conduzione della classe e l’utilizzo di nuove risorse ( il CLIL favorisce il ricorso a risorse alternative, multimediali e multisensoriali, messe oggi a disposizione gratuita tramite il web ). 

CLIL E BILINGUISMO 

La metodologia CLIL è progettata per dare declinazione scolastica e didattica del plurilinguismo. Grazie ai progetti CLIL, gli alunni possono sperimentare un uso immediato dell’apprendimento della Lingua Straniera (LS) in progetti cross-curricolari.

Tuttavia, gli obiettivi del CLIL trascendono la glottodidattica: rientra tra gli scopi di questa metodica il fatto che i ragazzi possano acquisire una maggiore consapevolezza del proprio saper fare misurandosi in attività concrete, di scambio comunicativo.

La Commissione Europea sottolinea i benefici delle metodologie CLIL sotto riportati:

•    costruisce una conoscenza ed una visione interculturale
•    sviluppa abilità di comunicazione interculturale
•    migliora le competenze linguistiche e le abilità di comunicazione orale
•    sviluppa interessi ed una mentalità multilinguistica
•    dà opportunità concrete per studiare il medesimo contenuto da diverse prospettive
•    permette ai discenti un maggior contatto con la lingua obiettivo
•    non richiede ore aggiuntive di insegnamento
•    completa le altre materie invece che competere con le altre
•    diversifica i metodi e le pratiche in classe
•    aumenta la motivazione dei discenti e la fiducia sia nelle lingue sia nella materia che viene insegnata

L'approccio CLIL, in breve,  permette di pianificare una serie di attività e progetti che, andando ben oltre all’apprendimento della lingua,  si riferiscono ad una competenza più elaborata

.La metolologia CLIL  permette di apprendere contenuti complessi attraverso la lingua straniera, la quale è allo stesso tempo fine e mezzo della didattica.

QUAL E' IL LIVELLO OTTIMALE DI INGLESE PER FARE CLIL?

La difficoltà dell’applicazione della metodologia CLIL nella scuola è naturalmente la definizione dell’entry level, ovvero delle competenze minime degli studenti per potere affrontare l'apprendimento in lingua.

In Italia, è già obbligatorio il CLIL nelle scuole superiori di ogni tipologia (da settembre 2014).

Gli studenti delle superiori dovrebbero avere il livello linguistico minimo B1 (il livello "di soglia", certificazione di riferimento KET) in preparazione al CLIL.

Tuttavia, la direzione è di estendere il CLIL anche a scuole primarie e medie, ovvero a studenti principianti in lingua straniera.

Esporre il contenuto della Disciplina non linguistica (DNL: scienze, storia, arte...) in Inglese a studenti con un livello inferiore al B1 pone ovviamente delle sfide, tuttavia l’esperienza dell’educazione bilingue sin dalla scuola primaria vanta grandi successi.

Non dobbiamo cercarne le prove molto lontano: in Italia il BEI, ovvero il progetto Bilingual Education Italy (applicato attualmente in 6 scuole statali in Lombardia e svariate scuole private parificate)  ha già compiuto 5 anni di storia ! 

Se guardiamo oltre confine, in Spagna e altri Paesi i  progetti  CLIL sono assai diffusi e consolidati.

Queste esperienze mostrano la validità del CLIL sin dalle primarie, o anche addirittura sin dalla scuola di infanzia. Utilizzando il gioco ed il metodo comunicativo, il CLIL è ottimale anche con i bambini piccoli che si approcciano all'inglese per la prima volta.

Naturalmente è importante che la classe CLIL osservi una serie di accorgimenti a livello:

•    di programmazione: è fondamentale verificare i prerequisiti necessari per il successo del progetto. Il CLIL richiede precisione nello stabilire gli obiettivi e le modalità di lavoro, in accordo con la concreta situazione di classe.

•    metodologici: si rivela vincente l’applicazione dei dettami del metodo comunicativo, con l’utilizzo di dispositivi multimediali, glottodidattica ludica, approccio multisensoriale e attivazione dei tre canali percettivi (visivo, uditivo e cinestetico)

•    di valutazione: è importante impostare una griglia per misurare il raggiungimento degli obiettivi con una attenzione al singolo, specie nei casi i studenti con DSA/BES o problematiche scolastiche

 

VANTAGGI DEL CLIL 

Dal punto di vista delle lingue, i vantaggi più importanti si ottengono tramite:

•    La maggiore esposizione all'inglese  (più ore di L2/settimana)
•    L’opportunità di conoscere la micro-lingua settoriale delle disciplina non linguistica (ovvero di dovere gestire la DNL in inglese, imparando il vocabolario inglese specifico delle varie materie)
•    Le occasioni di comparare le due lingue (italiano e inglese)

I vantaggi del CLIL sono quelli dell'approccio "Learning by Doing", ovvero si offrono ai ragazzi contenuti stimolanti, motivanti, che permettono loro di misurarsi con sfide originali.

Ma il CLIL porta nella scuola italiana anche l'esperienza delle scuole nordiche:raccomanda di insistere sulle abilità di base tramite attività ludiche, motorie, manipolative , inclusive. Promuove il lavoro di squadra, e l'approccio cooperativo. Prepara gli studenti all'autonomia ed al pensiero critico, grazie all'enfasi su quello che viene chiamato "Research Based learning", ovvero una maniera di imparare che dà la priorità al processo euristico da parte dei ragazzi piuttosto che all'apprendimento mnemonico.

CLIL e sviluppo della fiducia in se

Molto spesso, devono redigere personalmente progetti e presentazioni, il cui contenuto è inerente la materia, ma la cui lingua è l'inglese. L'intervento dell'insegnante è finalizzato all'utilizzo dell'inglese non solo nella presentazione ma anche nella discussione e nel lavoro di squadra . Nelle classi medie e superiori questo approccio è confacente alla necessità dei ragazzi di sviluppare autonomia, capacità di ricerca e di sintesi. L "task-based methodology" è vincente, se declinata in forma ludica, anche con i bambini delle primarie (esperimenti scientifici, creazione di manufatti, drammatizzazione) 

 

vediamo bene che in una lezione di questo tipo possono brillare anche quei ragazzi che, nella lezione tradizionale, normalmente vengono messi in ombra.

Non è indispensabile imparare tutto ciò che l'insegnante dice, nè imparararlo solo tramite l'ascolto della leizone. Viene valorizzato l'apporto che ognuno può dare e gli vengono offerti modi diversi e alternativi per creare valore.

Il bambino con DSA oppure problemi scolastici potrebbe scoprirsi inaspettatamente bravo nell'ambito di una lezione che valorizza le sue doti manuali, oppure nel quale gli è permesso di usare la tecnologia, o che gli dà spazio anche in forma originale.

Si associa spesso il CLIL con la sola sfida linguistica, e per questo si ritiene che sia negativa o troppo difficile per i soggetti più deboli....ma il vero punto del CLIL non è solo la comprensione verbale ma la crea<ione di molte strategie comunicative (per aggirare la barriera linguistica), che possono rivelarsi una risorsa per il bambino che ha solo bisogno di modalità più vicine al suo stile di pensiero.

Nella nostra esperienza come scuola di inglese abbiamo riscontrato questo: il CLIL più che una tecnica, o un metodo , è un nuovo approccio...e può essere di grande beneficio /sia in termini di apprendimento che di motivazione e sicurezza) a chi fatica ad imparare con gli approcci tradizionali.

Il CLIL nella Scuola Secondaria di Secondo grado (dai Licei agli Istituti Professionali, senza eccezioni) è diventato ufficialmente obbligatorio a partire da settembre 2014.

Esplicitamente incoraggiato dal Consiglio di Europa come strumento per veicolare la conoscenza linguistica e promuovere mobilità e comunicazione nei cittadini di domani, il CLIL nella scuola secondaria pone una nuova sfida agli insegnanti.

La sfida consiste nel preparare l’attività didattica in funzione dell’integrazione tra la L2 e il contenuto disciplinare. Va da sé che, per insegnare contenuti disciplinari nonostante la barriera linguistica, i docenti devono implementare modalità di trasmissione del sapere che vanno oltre la spiegazione frontale dei contenuti. Si rende necessario ricorrere ad altri mezzi: quali la LIM, i video, nonché attività pratiche. Altro punto fondamentale è la multidisciplinarietà.

Attraverso il CLIL gli alunni della Scuola secondaria possono sperimentare un utilizzo immediato e continuativo dell’apprendimento della L2 attraverso progetti cross-curricolari, che permettono di approfondire il medesimo contenuto da prospettive diverse. Si acquisisce così una maggiore consapevolezza del proprio saper fare misurandosi in attività concrete e, grazie a un continuo scambio comunicativo, si migliorano le competenze linguistiche e le rispettive abilità di comunicazione orale.

Per quel che riguarda la Scuola secondaria di primo grado, il CLIL non è obbligatorio, e tuttavia siamo profondamente convinti che iniziare una nuova esperienza di apprendimento a partire dalla prima classe di questo ciclo possa essere estremamente importante. La partecipazione degli studenti può avvenire tramite moduli o progetti, può costituire un elemento a lungo termine (migliorando progressivamente lo sviluppo della competenza linguistica) o a breve termine (potenziando competenze spendibili nella scuola superiore).

APPLICAZIONE DELLA METODOLOGIA CLIL NELLA SCUOLA SECONDARIA

La maggiore difficoltà dell’applicazione della metodologia CLIL nella scuola secondaria è rappresentata dal livello di competenza nella lingua veicolare, che pone sfide sia agli insegnanti sia agli alunni stessi. Per questo è fondamentale che l’insegnante curricolare lavori in stretto contatto con il docente madrelingua, in modo che il binomio lingua-contenuto sia curato da tutti i punti di vista. È necessario adottare anche una serie di accorgimenti, grazie ai quali l’esperienza del CLIL nella scuola secondaria abbia maggiori margini di successo. A questo proposito è fondamentale prestare particolare attenzione ai seguenti fattori:

programmazione: verificare i prerequisiti necessari dal punto di vista linguistico per affrontare i contenuti della DNL e stabilire gli obiettivi e le modalità di lavoro, in accordo con la concreta situazione della classe e con i programmi ministeriali;

metodologia: si rivela vincente l’applicazione dei dettami del metodo comunicativo, tramite l’utilizzo di dispositivi multimediali, l’approccio multisensoriale, l’attivazione dei tre canali percettivi (visivo, uditivo e cinestetico) e della didattica capovolta (flipped classroom);

valutazione: è importante impostare una griglia di valutazione specifica per misurare il raggiungimento degli obiettivi sia disciplinari sia linguistici con un’attenzione al singolo, specie nei casi di studenti con disturbi specifici dell’apprendimento o BES.

VANTAGGI DELL'APPLICAZIONE DELLA METODOLOGIA CLIL

I vantaggi dell’applicazione della metodologia CLIL nella scuola secondaria sono molteplici:

• La maggiore esposizione degli studenti alla L2 (più ore di L2/settimana);

• L’opportunità di conoscere la micro-lingua settoriale delle DNL, ovvero di dovere gestire la DNL in inglese, con il suo vocabolario specifico;

• Le occasioni di comparare la L1 e la L2;

• La possibilità di affrontare la materia con un approccio dinamico, interdisciplinare e con benefici a lungo termine, competenze successivamente spendibili sia in ambito universitario sia lavorativo;

• La possibilità di imparare a lavorare in team e di sperimentare modalità di erogazione e valutazione della materia focalizzate sul miglioramento delle competenze orali (presentazione ed esposizione in pubblico);

• L’opportunità di impostare la lezione con un taglio laboratoriale, in cui gli studenti siano i veri attori di tutte le fasi dell’apprendimento.

 

 

LA CLASSE CLIL

La ricchezza della metodologia CLIL sta nell'applicare all'insegnamento della disciplina gli stessi accorgimenti che si mettono in atto nell'apprendimento comunicativo  di una lingua straniera, capovolgendo la didattica frontale in una didattica comunicativa e attiva.

In una lezione CLIL, infatti, gli studenti sono guidati alla scoperta della disciplina e della lingua in parallelo, in modo da poter costruire in itinere una vera e propria mappa concettuale mentale della materia. Gli step sono:

  • attivazione delle pre-conoscenze personali sull'argomento
  • apprendimento delle parole chiave-guida relative alla lezione
  • approfondimento dei contenuti legati alle parole chiave
  • consolidamento dei concetti e la rielaborazione degli stessi.

L’obiettivo è creare una vera e propria ragnatela di conoscenze e connessioni creata dai ragazzi in prima persona facendo ricorso alle loro strategie e risorse cognitive. Il CLIL, inoltre, grazie alla varietà di attività e modalità che coinvolge, permette di combinare stili di apprendimento diversi e quindi venire incontro alle necessità di ogni singolo studente nella classe.

CLIL E APPRENDIMENTO COOPERATIVO

Le attività tipiche di una classe CLIL nella scuola secondaria prevedono:

Attività di coppia: l’insegnante assegna attività da svolgersi in coppia per l’introduzione del contenuto o il consolidamento dello stesso.

Attività in gruppo: l’insegnante assegna attività e interi progetti da svolgersi in gruppo, in cui gli studenti devono interagire tra di loro per portare avanti il compito previsto, prendendo decisioni, ricercando e assemblando materiali.

Flipped classroom: i materiali di progetto vengono trasmessi prima della lezione via mail o con altri metodi di condivisione e poi in classe vengono rielaborati dagli studenti, che diventano gli attori stessi della didattica.

Attività di rinforzo e consolidamento a casa, attraverso la creazione di mappe e attività ludiche/multimediali.

Queste modalità di lavoro permettono di lasciare ampio spazio all'uso orale della lingua da parte degli studenti, creando occasioni durante le quali è possibile manipolare determinati concetti attraverso la lingua o attraverso una vera e propria pratica laboratoriale/progettuale, acquisendo le competenze previste dagli obiettivi.

Le competenze sviluppate riguardano la capacità dello studente di applicare le conoscenze, di trasformare informazioni da una forma all'altra, di interpretare e valutare problemi o questioni utilizzando il contenuto, imparando a ‘pensare’ e lavorare autonomamente utilizzando il contenuto a disposizione.

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