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Thanksgivng day e intercultura: idee per la lezione di inglese

Lezione sul Thanksgiving per la scuola secondaria

LINGUA E CULTURA — UN BINOMIO ESSENZIALE

By giving our students practice in talking with others, we give them frames for thinking on their own.” (Vygotsky).

Maschile, femminile. Singolare, plurale. Verbi, avverbi — aggettivi e sostantivi. Sintassi. Semantica.

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Il linguaggio — the tool of the tools direbbe Vygotsky, psicologo russo— è il mezzo attraverso il quale, mattone dopo mattone, costruiamo un metaforico castello funzionale all’elaborazione del chi siamo, sia nella nostra dimensione privata e psicologica, sia come esseri sociali: siamo dipendenti dagli altri perché through others we become ourselves (Vygotsky).

Questa salda interconnessione tra lo sviluppo del linguaggio e della realizzazione di un individuo nella sua dimensione personale e sociale può essere analizzata in una dimensione più ampia — è evidente che l’insieme di individui che convivono e cooperano in una data società dia vita alla cultura, la quale non è altro che il motore per lo sviluppo del pensiero.

Non è il possedere abilità comunicative — la lingua è di più: la lingua  la base dei processi di pensiero, concetto, rielaborazione cognitiva di quanto vissuto, experienced, appreso.

Tutti questi elementi danno vita alla cultura e per citare ancora una volta questo psicologo che ha dedicato la vita allo studio dell’educazione alla lingua; capiamo l’importanza di questo binomio quando realizziamo che (the process of) learning is more than the acquisition of the ability to think; it is the acquisition of many specialized abilities for thinking about a variety of things.

”Il compito di un’insegnante è quello di comprendere e realizzare quale sia il punto finale di questo binomio lingua-cultura nella classe, nella mente del bambino che, ogni giorno, apprende, comprende e si forma come individuo — il suo compito non è quello di trasmettere il contenuto, bensì di essere facilitatore: aiuta a far si che la cultura — come la malta e il cemento — tenga saldi tra loro i mattoni che costruiscono non solo l’abilità di linguaggio, ma anche la loro Persona.

L’eredità culturale del sociale e del singolo permette di relazionarsi all’altro — non come qualcosa di diverso, ma come qualcuno da comprendere e dal quale prendere — apprendere.

Il concetto di diversità risulta essere particolarmente delicato — nonostante viviamo in una società che ama definirsi multiculturale e aperta ci si accorge sempre più che è una pretesa alle volte utopica: non sempre si è pronti ad accettare e convivere con ciò che è altro da noi — lontano e sostanzialmente diverso.

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Qual è il compito dell’insegnante-facilitatore?

La risposta è chiusa in questa fondamentale affermazione del sopracitato Vygotsky: “We are conscious of ourselves because we are conscious of others; and in an analogous manner, we are conscious of others because in our relationship to ourselves we are the same as others in their relationship to us. I am aware of myself only to the extent that I am as another for myself.

Nel cammino verso la realizzazione dell’Io sociale e dell’Io personale, una consapevolezza dell’io e l’altro è contemporaneamente punto di partenza, file rouge del cammino e final picture — goal.

Ogni grande progetto non ha speranza di realizzarsi se non si comincia a lavorare sulle basi — il lavoro che un insegnante svolge nel contesto della classe, dunque, è metaforicamente il lavoro sulle fondamenta del castello dell’Io.

Unione classe per scambio idee e tradizioni

Il Professor Graziano Serragiotto, nell’elaborazione di un modulo che si focalizza sul binomio lingua-cultura differenzia il processo di inculturazione da quello di acculturazione che si ritiene qui essere fondamentale nel contesto di apprendimento di una lingua seconda.

Col termine inculturazione  si intende un processo sociale attraverso il quale ogni individuo apprende le regole sociali, linguistiche e culturali necessarie per “sopravvivere” in un contesto socio-culturale.

Col termine acculturazione (cfr. glossario) si intende invece il processo attraverso cui una persona si appropria di una cultura (e di una lingua) diversa da quella materna (Serragiotto, 2004)

Apprendere e appropriarsi — su questo è bene focalizzare l’attenzione, questa la fondamentale differenza tra i due processi. Nel contesto classe — tendenzialmente — si pensa che quanto più fondamentale nel ruolo di insegnante sia il trasmettere, “far imparare” il contenuto, ma seguendo tale approccio all’insegnamento viene spontaneo chiedersi se questo trasmettere fine a se stesso sia benzina per il loro fuoco — la loro motivazione, il motore dell’apprendimento sulla strada per la formazione dell’Io. È chiaro, dunque, che l’acculturazione dell’alunno potrebbe essere più funzionale a questo progetto che l’insegnante pianifica e sul quale lavora — per e con i propri allievi. Devono sentirsi parte della cultura che — insieme alla lingua — stanno apprendendo, vivendo e costruendo.

 Facendo nuovamente riferimento al lavoro del Professor Serragiotto, gli step fondamentali da tener presente nel contesto classe si possono riassumere in: consapevolezza, conoscenza, educazione al rispetto, e “creazione di personalità bilingui-biculturali capaci di “amare su un piano universale” (Titone).

Nessuna cultura è migliore di un’altra — questo il principio del relativismo culturale, e quanto deve rimanere loro impresso tramite lo svolgimento di attività e progetti che prendono spunto da tradizioni culturali tipiche della lingua oggetto di studio.

Se dopo anni di apprendimento dell’inglese arrivassimo a realizzare il sogno americano con un viaggio nella magica NY City ma non fossimo pronti a vivere il thanksgiving con una famiglia nativa, ci sentiremmo probabilmente come analfabeti, non in grado di comunicare — perché la comunicazione è sì abilità di linguaggio, ma anche elaborazione di un pensiero che senza un processo di acculturazione sarebbe troppo lontano, diverso da noi: in poche parole, ci ritroveremmo senza parole.

Sulla base di questa credenza nascono progetti e attività che hanno come fine ultimo la trasmissione di valori culturali insieme ai concetti e le strutture che — da sole — rientrerebbero nella dimensione della linguistica pura più che in quella dell’apprendimento di una lingua.

Avvicinarci agli altri e diventare consapevoli delle diversità

Molto spesso diamo per scontato che quello che è ovvio per la nostra cultura lo sia anche per le altre culture, non pensando che ci possano essere delle differenze.

Ci sono degli elementi che si trovano nella parte in superficie di cui noi siamo consci come la letteratura, il dramma, la musica classica, ecc. ed alcuni che si trovano nella parte immersa di cui non siamo consci ma ciò nonostante applichiamo ogni giorno, come il concetto di bellezza, il concetto di giustizia, il linguaggio del corpo.(Serragiotto, 2004)

Un esempio di attività pratica sono le Thanksgiving activities

Non a caso, nell’introduzione a questo post è stato citato il thanksgiving come esempio di manifestazione della cultura — una festa di origine cristiana osservata negli Stati Uniti d’America e in Canada.

Vicina, rispetto ad altre tradizioni appartenenti a diverse culture, ciononostante atipica — chi e per cosa si ringrazia? Siamo abituati a proiezioni di film americani sul grande schermo e ogni giorno i canali televisivi propongono serie TV americane: le cene del ringraziamento sono tipiche, basti pensare alla famosa How I Met Your Mother per citarne una tra le più conosciute — ogni cena del ringraziamento segna un particolare cambiamento nella vita dei personaggi: un anno è passato e Ted Mosby è ancora single.

La cultura americana differisce dalla nostra — il giorno del ringraziamento non è una tipica tradizione italiana e spesso ci si chiede quali siano le sue origini.Nei riguardi di questa particolare tradizione, idee per il planning di lezioni a tema thanksgiving potrebbero dunque essere prove di listening a partire da video — facilmente reperibili su YouTube — o reading partendo da testi che raccontano le origini di questa tradizione: uno spunto per approfondire successivamente tematiche come il colonialismo o la storia degli US più in generale, così diversa ma vicina a quella europea.

Vi sono diverse attività che si possono svolgere seguendo questo particolare tema: quiz, ricerche o lavori decorativi. Tra tutte, proponiamo in questo post attività che risulterebbero essere fondamentale sia in un’ottica di acculturazione che di unione e miglioramento dell’ambiente classe — inoltre, sarebbero volte ad un miglioramento delle writing and speaking skills.

Attività 1 — writing Ringraziamento

questo il punto di partenza: l’attività è molto semplice e non prevede altro che una consegna specifica: ringrazia un tuo compagno di classe.

È il giorno della gratitudine e spesso bambini e ragazzi non sono abituati ad esprimerla — per favore, grazie, quante volte ci è stato ricordato di dire le “parole magiche”?

Preparate dei fogli intestati — è sempre un buon incentivo per gli alunni se il materiale consegnato per lo svolgimento di un compito è curato: carta da lettere e una buona consegna potrebbero invogliarli maggiormente.

Chiedete di indirizzare la lettera ad un compagno che desiderano ringraziare e assegnate loro un numero minimo e massimo di parole da scrivere: in questo modo potrete monitorare i loro progressi nella produzione scritta e abituarli a rispettare un numero specifico di battute in previsione di esami di lingua che — prima o poi — saranno chiamati a svolgere.

Una volta svolto il compito a casa, l’insegnante è tenuto a correggere gli elaborati — tenendo presente il livello linguistico degli allievi si potrebbe procedere in due modi diversi: a.

Se gli alunni sono piccoli, la correzione potrebbe essere svolta davanti a tutta la classe così che gli errori di uno diventino spunto di apprendimento per tutti.b. Se la competenza degli alunni fosse almeno livello B1,

la correzione dell’insegnante potrebbe essere preceduta da quella del compagno a cui è indirizzata la lettera: in altre parole, si chiede al destinatario di correggere la lettera scritta dal compagno — trovare gli errori e riconoscere le regole grammaticali che non vengono rispettate è un buon esercizio per migliorare le abilità linguistiche. L’insegnante ha un compito fondamentale — dare feedback ai propri allievi, specialmente dopo attività che coinvolgono allo stesso modo abilità linguistiche e processi di pensiero.

Attività 2 — speaking

Questa attività è molto vicina — per contenuto — all’attività precedente. Se ritenuto opportuno, si potrebbero disegnare e decorare dei tacchini insieme agli allievi (dipende dalla loro età) e scrivere in mezzo “I am thankful for”.

Dopodiché, in cerchio, l’attività prevede che ognuno ringrazi — come nel caso della lettera — un proprio compagno o esprima gratitudine in generale. Chiaramente questa attività li spingerebbe ad esprimersi in lingua ma il risvolto di entrambe è quanto più viene ritenuto fondamentale:

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L’unione e il miglioramento dei rapporti tra compagni — niente meno che un ambiente classe più favorevole e un apprendimento più efficace.

Autrice: Ilaria Venagli, dottoranda in Scienze del Linguaggio presso l'Università Ca Foscari di Venezia

 

Bibliografia Serragiotto, G. (2004). "Il binomio lingua-cultura", materiale di studio; "Stereotipo/ sociotipo" studio di caso; "Somiglianze" sperimentazione di un percorso didattico e "La cultura inglese" sperimentazione di un percorso didattico. Retrieved from: http:// hdl.handle.net/10278/18234

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