Blog

Scavanger Hunt: una idea extracurriculare per insegnare inglese

Idee per corsi extra curriculari di inglese

Questo articolo è stato scritto da Ilaria Venagli, studentessa di glottodidattica presso la Università Ca Foscari.

Il presente articolo si propone di raccontare un’attività — dettagliarla e spiegarne le funzionalità — che permetta agli insegnanti di inserire i propri alunni in un contesto di apprendimento “fuori dalla classe”.

Lo scopo, inoltre, è quello di fornire degli spunti teorici che permettano di comprendere l’importanza di semplici attività in un’ottica più elaborata — laddove la semplicità si contrasta con il complesso sistema psicologico e motivazionale degli alunni.

Quello che insegniamo e soprattutto come lo insegniamo si affida ad un sistema di filtri affettivi molto più grandi dei quali la chiave d’accesso è il self — l’io presente, l’io dovuto e l’io ideale.

Questa interdipendenza tra insegnamento e psicologia cognitiva e dello sviluppo è la base sulla quale si sviluppano attività coma l’autumnal scavenger hunt — la credenza è che senza provare sulla nostra pelle le esperienze che studiamo, approfondiamo e alle quali cerchiamo di dare scopi didattici, non ne possiamo capire l’importanza.

Sei un insegnante di inglese ? Sai che i nostri corsi di aggiornamento per docenti sono acquistabili con la carta docente? Clicca qui per chiedere informazioni!

Outside school learning is an evolution of language education. Evolution or revolution?

L’apprendimento linguistico non ha luogo e tempo definito — non è delimitato alle (spesso anonime) quattro mura di una classe e non si verifica tra il suono di due campanelle.

È un continuum che necessita di essere rivoluzionato e reso efficace. La psicologia e gli studi sulle teorie dell’educazione linguistica hanno delineato tutti quelli che vengono definiti filtri affettivi nell’apprendimento linguistico.

Tra questi, risulta di particolare importanza il self efficacy concept, che influisce sulle aspettative future e l’autostima, la confidenza e il credere in sé stessi. I am proud of myself, yes, I can!

Dove self- è parola chiave, confidence, image, esteem, worth, efficacy, actualization tendency, determination e regulation...

sono concetti intorno ai quali è bene focalizzare le metodologie didattiche — si crea un vero e proprio sistema motivazionale che distingue tre tipi di io: quello reale, presente e inserito nel contesto attuale, quello a cui si deve l’apprendimento per la realizzazione di un io futuro, ideale, per il quale si passano ore seduti sulla sedia a studiare paradigmi verbali, grammatica e liste infinite di vocaboli: I will be a lawyer!

Avere obiettivi definiti ed essere determinati sembra dunque essere un motore fondamentale che da una carica positiva a tutto quel sistema psicologico intrinseco dalla quale prende il via l’elaborazione dei concetti, della didattica scolastica e più in generale dell’apprendimento inside and outside the classroom.

Si parla di internal posture — una nozione che riconosce l’importanza delle emozioni come fondamentale per l’efficacia dell’apprendimento.

Le emozioni positive (Robinson, 2002) amplificano ed danno energia all’apprendimento — l’attitudine non è sufficiente. Balboni, linguista che molto ha contribuito allo sviluppo delle teorie dell’educazione linguistica, definisce tre pilastri intorno ai quali si costruisce tutto il castello del nostro apprendimento — duty, need and pleasure.

Pleasure è — hic et nunc — la nostra parola d’ordine, quella dalla quale nascono idee come l’autumnal scavenger hunt — e viene da: variety, novelty, challenge and discovery.

Quattro cardini per quattro attività allo scopo di pleasure, amusement: un divertimento assicurato

SCAVANGER HUNT: idee per insegnare inglese: attività preliminari.

TARGET — L’attività si adatta a tutti i livelli, a partire dalle classi 3 delle scuole primarie ad arrivare alle classi terze delle scuole secondarie.

Questo, perché ogni proposta prevede un possibile riadattamento del contenuto qui suggerito, che permetta di aumentare il livello linguistico o di challenge. L’esempio pratico qui riportato, è pensato per le classi terze, quarte e quinte della scuola primaria. Coinvolgerebbe tutte le sessioni della stessa annata, per permettere che si formino squadre abbastanza numerose.

  •   Attività 1: IL GRANDE CRUCIVERBA Prima di iniziare il gioco è necessario che vengano svolti i dovuti preparativi: un cartellone con disegnato un grande cruciverba. Questo, con il coinvolgimento dell’insegnante di arte, avrebbe lo scopo di unire la classe, motivarla e metterla in ottica di collaborazione, oltre che coinvolgere insegnanti di altre materie per rendere l’apprendimento linguistico across the curriculum. È una vera e propria group activity che acquisisce valore metacognitivo coinvolgendo abilità artistiche e di cooperazione allo scopo di una prevista sfida.
  • I cruciverba preparati, infatti, saranno l’oggetto della prima sfida.Alla squadra vengono consegnate le istruzioni necessarie per compilarlo e alla fine otterranno una parola magica nei riquadri colorati — esempio: foglia rossa; foglia gialla o qualunque elemento naturale che possa essere reperito in un giardino scolastico. Via! Alla ricerca! La squadra dovrà trovare l’oggetto e consegnarlo all’insegnante il più velocemente possibile, immergendosi nella natura, stimolando i cinque sensi, cooperando con i compagni, divertendosi ed esplorando
  • Attività 2 LET’S DANCE   Una volta trovato l’oggetto richiesto l’attività può procedere. L’insegnante darà loro istruzioni per lo svolgimento della seconda attività: inventare con i compagni una coreografia sulle note di una canzone appresa in classe — tutti, hanno l’obbligo di mettersi in gioco. Questa attività — odiata soprattutto dai maschietti — si rivela quasi sempre essere fonte di risate genuine e divertimento: sembra banale, ma è questo che rende un’esperienza positiva — efficace. Inoltre, come per l’attività precedente, il lavoro di squadra e la cooperazione sono fondamentali per la buona riuscita dell’attività — per una challenge che li porti alla vittoria e che permetta loro di passare allo step successivo.
  • Attività 3 LET’S PLAY Questo terzo passaggio della scavenger hunt ha lo scopo di pratica della produzione orale in lingua inglese. Sicuramente, la canzone precedentemente ballata e cantata apporta benefici non indifferenti per la pratica ma in questo caso la formulazione e ripetizione di frasi brevi e di contenuto specifico sono uno spunto interessante per il miglioramento di questa skill. Alla squadra vengono consegnati tre copioni già suddivisi che prevedono che ogni alunno abbia almeno una parte da recitare.

Il tema proposto è quello del tempo meteorologico e lo spettacolo sarà televisivo: presentare le condizioni meteo.

In tre sottogruppi, la squadra dovrà presentare:

  • le condizioni meteo di ieri — con l’utilizzo del simple past,
  • quelle attuali con l’utilizzo del simple present e del present continuous e 
  • quelle previste utilizzando be going to o i future tense affrontati.Anche se non avessero ancora affrontato questi argomenti grammaticali, il gioco li stimola ad osservare e analizzare strutture grammaticali nuove; a riconoscerle. Potrebbe essere un beneficio che si rivelerà tale quando, seduti a guardare la lavagna, affronteranno l’argomento guidati dall’insegnante.

Il cervello funziona così — avranno accantonato l’input nella loro memoria a lungo termine, associando il contenuto grammaticale ad una esperienza positiva e a stimoli che hanno permesso l’elaborazione di questo nuovo concetto. Retrieve the input — una volta che l’insegnante fornirà la spiegazione di tali concetti, è probabile che ricorderanno il gioco svolto e assoceranno questo contenuto all’esperienza positiva, apprendendo in maniera più efficace.

LA VERA SCAVENGER HUNT

Questa attività è conclusiva: la squadra riceve l’ultimo foglio di istruzioni ma prima di mettersi alla ricerca del tesoro dovranno riordinare la frase presentata in un ordine grammaticalmente corretto che ne permetta la comprensione — infatti, nel foglio ricevuto dall’insegnante, il soggetto, il verbo e vari complementi non sono messi in ordine: una volta riordinati e messe in pratica le capacità sintattiche fino a quel momento apprese, potranno tutti insieme mettersi alla ricerca del tesoro, esplorando, collaborando, divertendosi. Troveranno il tesoro, sì, ma scopriranno anche il piacere di imparare.

System.Web.Mvc.Html.MvcForm
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti per monitorare la frequentazione del sito web e migliorare l'esperienza dell'utente sul sito.
Per avere ulteriori informazioni, consulta la nostra Cookie Policy. Il proseguimento della navigazione implica un consenso all'utilizzo dei cookie. > leggi Cookie Policy .

;