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One Thing Righr e Kane Brown: lezione di inglese sulle note di "One thing right"

 
Insegnare inglese con la canzone One Thing Right

Lesson plan per insegnare inglese e musica POP

Insegnare l'inglese con la canzone "One thing right"

Questo articolo è stato scritto da Ilaria venagli, laureanda presso la facoltà di Scienze del Linguaggio presso la Università Ca' Foscari.

Svariate teorie ci insegnano i benefici dell’esperienza positiva nel processo di insegnamento.

Ciò che di più bello l’esperienza umana regala è la cultura, che si rivela essere intrecciata alla potenza del linguaggio, laddove per cultura si intende l’insieme di quanto nasce da arte, letteratura, musica.

La musica, ciò che più perfettamente unisce in un’armonia di note la bellezza del linguaggio e l’esperienza umana, dalla quale nascono suoni diversi in ogni tempo e momento storico — dall’hardcore al pop, il punk e il rap, la musica di oggi e la musica di una volta.

Questo articolo si propone di riportare l’esempio di una lezione di lingua che prende vita proprio dalla musica, al doppio scopo di trasmettere concetti relativi al linguaggio ed emozioni che solo con la musica possono essere trasmesse, trasformate in esperienza e ricordate.

Analizzeremo nel dettaglio il testo di una canzone di Kane Brown, One Thing Right: il linguaggio usato, i termini, un accenno al figurative speech e come rielaborare la spiegazione di un concetto grammaticale che spesso risulta difficile trasmettere loro — nello specifico, la differenza tra present perfect e simple past.

Lyrics:

I've cheated and I've lied

I've broke down and I've cried

I've got nothing to hide no more

Pay attention to the tense: L’autore usa il present perfect — ricordiamo loro anzitutto come si forma il present perfect, il suo valore di passato e la differenza con il simple past.

Il present perfect, infatti, si riferisce ad un’azione che ha avuto inizio nel passato ma ha un’influenza sul presente.

Pertanto, ci chiediamo: Perché il cantante usa questo passato? L’autore ha tradito, ha mentito, ha sofferto, ha pianto, non ha (ora) più niente da nascondere come a dire che tutti quegli errori non sono solo parte del passato ma continuano ad influenzare la sua vita e probabilmente le emozioni presenti che lo portano a scrivere questo testo — nel present, con un present perfect.

Tale commento permette non solo di dar loro un altro spunto, o input, per far si che elaborino questa differenza meramente grammaticale tra due tipi di passati, ma anche di dare ai vostri alunni uno spunto di riflessione — è esattamente il tipo di lavoro che si svolge sui testi di letteratura, di fronte ad una poesia dove si cerca di individuare il senso e il significato più profondo delle parole e delle figure retoriche usate. Diversamente che per i testi classici che si affrontano in classe, però, la musica si rivela essere più vicina, e di conseguenza efficace.

I've loved and I've hurt

Broken people down with words *

Ho amato e ho ferito: figurative speech — amare e ferire, sembrano esser un ossimoro / due significati opposti messi insieme, nella stessa frase — if you love, you are not supposed to hurt people — se ami, non dovresti ferire le persone (che ami) ma l’autore dice “I have broken people down with words”: ho ferito persone con le mie parole.

More grace than I deserved,

for sure Known to be crazy

known to be wild Mama

had to suffer a little devilish child

Ain't no stranger to the troubles

at my door

I've been at the wrong place

at the wrong time

Chasin' all the wrong things most of my life *

more… than: comparativo di maggioranza: questo passaggio vi permette di riprendere la costruzione del comparativo di maggioranza e introduce anche il termine ain’t — un’espressione che si trova spesso nelle canzoni: is not, are not, NOT.

Tipiche, inoltre, le abbreviazioni come Chasin’ —> chasing: l’apostrofo elimina la g per rendere il testo più cantabile.

Da questi piccoli dettagli e spunti, la spiegazione potrebbe spaziare sul paragone con altri tipi di abbreviazione italiana — per aumentare la consapevolezza della propria lingua madre che funge da base sulla quale si salda l’apprendimento di una L2 — o per suggerire loro altri tipi di abbreviazioni e acronimi tipici dell’inglese.

Spostando nuovamente l’attenzione sul figurative speech, invece, da notarsi la ripetizione della parola wrong: what is its meaning? Why does the author insist on it?

Queste sono due domande che potrebbero dar vita ad un’interessante scambio di idee in classe. *repetition of wrong —> it marks the mistakes he has made all his life.rimarca gli errori fatti nella sua vita.

Sono stato nel posto sbagliato, al momento sbagliato, seguendo tutte le cose più sbagliate della mia vita. Da queste prime strofe nascono dunque pensieri interessanti che possono dar vita ad attività stimolanti per i processi di pensiero e consapevolezza, oltre che per il fine ultimo di un apprendimento linguistico.

Lo spunto di discussione fornito dalle domande precedentemente suggerite si rivelerebbe un’ottima pratica di speaking. Un’alternativa potrebbe essere quella di riproporle come traccia di una writing — riflettere e ascoltare, ad ogni modo, sono punti cardine di qualsiasi attività svolta con la musica, che permette al linguaggio di manifestarsi in tutta la sua bellezza e la sua forza, quella di comunicare e di trasmettere.

Been every kinda lost (KIND OF LOST)

that you can't find But I got one thing right

(I HAVE) Been the kind of guy girl's mamas don't like

Kind of interesting — come precedentemente accennato per ain’t, queste espressioni sono ricorrenti nelle canzoni così come espressioni like gonna, oughta and so on. Capita spesso di leggerle nei sottotitoli di film e serie tv e risultano essere tipiche abbreviazioni dello slang, del parlato e dei testi — quelli in cui la lingua si trasforma in musica e deve, dunque, rispettare una data metrica: concetto che introduce le fondamentali dell’analisi poetica, o li avvicina all’idea in una prospettiva più attuale e, forse, interessante.

Runnin' with the wrong crowd

on the wrong nights

'Cause I've been wrong

about a million times But I got one thing right,

you Mmm (Baby, I got one thing right)

Yeah, I got you (Baby, I got one thing right)

I got one thing right

Uno spunto di riflessione che emerge da questo passaggio — similmente a quanto suggerito precedentemente — è la ripetizione del contrasto wrong e right, aggettivo ripreso nel titolo stesso.1.

Why does the author titled the song “one thing right” but then he stresses the word wrong?

Does the singer regret his mistakes, in your opinion? You saw right through my pain tu hai visto bene, attraverso il mio dolore Kept us patient while I changed ci hai tenuti insieme, paziente, mentre io cambiavo

Notiamo che l’autore ha iniziato ad utilizzare il simple past non appena ha introdotto un “you” nel testo della canzone, riferendosi ad una storia d’amore che probabilmente, come le azioni del simple past, è ormai finita, terminata.

Il tempo verbale è funzionale all’idea che vuole trasmettere la canzone: interdipendenza di linguaggio usato e significato trasmesso.

Da qui, si suggerisce di dar vita ad una discussione che permetta di “saldare” la differenza tra i due passati sia riprendendone la costruzione linguistica sia chiedendo espliciti esempi in lingua che manifestino il significato esatto con il tempo verbale esatto.

Fornire una spiegazione grammaticale in questa ottica potrebbe essere un’alternativa efficace oltre che un’esemplificazione concreta del significato che questi due past tense esprimono.

Nella strofa successiva il cantante torna ad utilizzare il present perfect:

Never even crossed

your mind to walk away (to walk away)

When I was gettin' crazy,

reckless,

and wild Actin' like

my mama's little devilish

child It took a heart

like yours to find its place (find its place)

Gli spunti suggeriti sono solo alcuni tra un insieme musicale di input che si possono ricavare da un canzone.

Si sottolineano, per concludere, l’utilizzo dei pronomi personali, un aspetto di quella base grammaticale che tante volte vale la pena “rispolverare” e mai dare per scontata e dell’espressione idiomatica —it took me a life to get here — che varrebbe la pena riprendere in spiegazioni più approfondite Gli idiomi, come la cultura, sono tipici e radicati, sono spunti di riflessione e insegnamento: del linguaggio e della sua forza.

 

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