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Ricordare le nuove parole: 5 accorgimenti per aiutare gli studenti con DSA ad accrescere il vocabolario

Accrescere il nuovo vocabolario di inglese: 5 attività utili per la classe e per gli studenti con DSA

Uno dei problemi piu' frequentemente notati dagli insegnanti è che i bambini e ragazzi italiani hanno un vocabolario inglese estremamente limitati.

Abbiamo già approfondito la vera ragione di questo problema in questo articolo: il fatto è che in Italia la cultura del doppiaggio ha impedito a generazioni di bambini di sentiore l'inglese nella tv e nel cinema (come iunvece accade nei paesi nordici). Se viene tutto tradotto, la unica fonte di inglese è la scuola, che non può naturalmente fornire le "docce linguistiche" (ovvero la frequenza quotidiana con la lingua) necessarie per acquisire naturalmente il linguaggio.

Stiamo preparando il corso di formazione "Insegnare inglese per alunni con DSA", che si terrà a marzo 2019 e che è indirizzato sia ai docenti della scuola primaria che secondaria di I grado. Non potremo non dedicare attenzione all'incremento del lessico, che è sicuramente uno dei punti deboli per questi bambini e ragazzi.

Per uno studente dislessico, imparare parole nuove può essere difficile per questi motivi:

  • deficit fonologico: i ragazzi con dislessia spesso hanno una problematica di tipo fonologico, che mangari in italiano si compensa facilemente e non si nota. Ma in inglese, lingua che sentono POCO  FREQUENTEMENTE e che ha una fonetica difficile, è possibile che un deficit fonologico faccia sentire il proprio peso. Se non riescono a distinguere bene i fonemi tra di loro, non avranno chiara la parola. Non riusciranno a sentirla nel contesto, identificando i suoni iniziali e finali, e non riusciranno a distinguere bene i fonemi centrali. Ciò che non è bene distinto fonologicamente, è impossibile da ricordare. Inoltre, in inglese non vi è una corrispondenza univoca tra parola scritta e parola pronunciata, quindi anche le parole imparate da lista possono non essere riconosciute se ascoltate. Ciò porta ad un vocabolario estremamente scarno (praticamente, i ragazzi hanno bene chiaro solo ciò che hanno davvero assimilato, e si rischia che siano pochissime parole)
  • deficit attentivo: svariati ragazzi con DSA fanno davvero fatica a mantenere una attenzione prolungata ed efficace, anche quando parliamo di attività orali.  Ma se non c'è una buona  attenzione, è impossibile ricordare nuove nozioni. Pertanto, è possibile che gli studenti accumulino nel tempo significative lacune da questo punto di vista rispetto al resto della classe, perchè nonostante la presenza in classe imparano meno degli altri e piano piano questo va ad impattare sull'abilità di comprensione del testo e produzione.
  • deficit motorio: è una cosa a cui si pensa raramente, ma molte persone con DSA hanno un deficit nella programmazione motoria, e articolare una parola è un atto motorio molto fine. In realtà, ciò non è connesso solo con la produzione della parola, ma anche con la sua comprensione. Quando ascoltiamo una parola, mentalmente il cervello "vede" il movimento che la produce. Questo fa parte dell'esperienza della comprensione. Ove ci sia un deficit della programmazione motoria (ovvero il cervello fa fatica a rappresentare strategie e movimenti in sequenza, come accade per la disprassia), ci sono delle ricadute anche sulla comprensione e memorizzazione del lessico.

Quali sono quindi le strategie che possono essere implementate per insegnare piuì lessico ai ragazzi e bambini con disprassia?

  1. multisensorialità: è la prima chiave, perchè ovunque ci sia un deficit, la compensazione necessariamente passa per gli altri sensi ed organi. Ad esempio, se il ragazzo o bambino ha un sistema uditivo poco efficace, eì giusto utilizzare molto anche le immagini, in modo che possano andare a compensare gli elementi deboli.
  2. coinvolgimento fisico: "imparare facendo" significa includere anche il canale cinestesico, quindi portare gli alunni a fare delle cose che possano aiutarli a ricordare le nuove parole. A seconda dell'età, il coinvolgimento cinestesuico può pasare dai gesti fisici allo scrivere le parole alla lavagna, dal mettere insieme dei cartoncini per formare un puzzle all'imitare la forma della lettera con il corpo, dal modellare le lettere con la plastilina al trascriverle su bigliettini da attaccare al quaderno. Dipende anche dalla severità del disturbo.
  3. musica e ritmo: la musica in inglese aiuta tantissimo, perchè dà una serie di ulteriori segnali, che aiutano a memorizzare, come le rime, il ritmo. Nel caso di video musicali, si vede anche il labiale, che rappresenta un grandissimo aiuto.
  4. coinvolgimento personale: se una cosa viene provata in prima persona, è molto piu' efficace la momorizzazione. Per questo, è consigliabile fare partecipare molto in classe i ragazzi in difficoltà. Questo non p facile perchè spesso sono evitanti oppure sviluppano atteggiamenti difficili da gestire, ma e' necessario coinvolgerli perchè provino, parlino, ripetano, scrivano.
  5. dare riscontri positivi: molto spesso questi ragazzi sono demotivati e non provano neppure a imparare perchè hanno accumulato frustrazioni. E' molto importante parlare con loro per spiegare che si è consapevoli della loro fatica e riconoscere i loro sforzi e le loro vittorie.
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