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Insegnare l'inglese con i role-plays: perchè funziona

Inglese e role-plays: 4 strategie per strutturare l'imitazione e insegnare con gli esempi

 In questo articolo parliamo di un argomento che sviscereremo durante la formazione che proporremo nel mese di giugno, inerente l'insegnamento inclusivo dell'inglese.

Insegnare in modo inclusivo vuole dire soprattutto insegnare bene a tutti, rispettando il funzionamento fisiologico del cervello che apprende la lingua. I nostri bambini con bisogni speciali impareranno piu facilmente (e con loro tutti gli altri) se nella classe saranno implementare strategie che lavorano CON il cervello, e non contro esso.

La prima e piu macroscopica regola è insegnare tramite l'esempio, e offrendo opportunità di imitare e cosi generalizzare della abilità acquisita tramite giochi di ruolo. La concretezza e la possibilità di imitare sono il modo inclusivo di insegnare la regola.

Ne parleremo diffusamente nel corso e qui diamo alcuni fondamentali cenni.

Di seguito i moduli del corso

Il corso sarà blended, ovvero erogato parzialmente online e parzialmente in aula. La parte in aula sarà erogata presso le seguenti sedi

ICS 1 SAN BONIFACIO (VERONA) - 18, 19, 20 giugno 2019- corso gratuito

ICS Galvani (Via Galvani 7, 26/27/28 Giugno 2019) costo 150 Euro

Come funziona il cervello che ascolta e che parla

Ognuno di noi ha un cervello diviso in due emisferi, interconnessi tra loro grazie ad una struttura chiamata corpo calloso.

E’ noto che le aree all’interno di ogni emisfero abbiano una specializzazione in una data attività e abilità, ma gli emisferi collaborano
strettamente durante ogni azione e pensiero e naturalmente si attivano con funzioni diverse ma correlate durante l’apprendimento.

Ogni qual volta che ascoltiamo, si attivano contemporaneamente i centri che processano i suoni percepiti dalle orecchie, quelli che riconoscono i fonemi, le parole, le strutture sintattiche e grammaticali.

Ogni volta che parliamo, si attivano i centri che processano la programmazione del discorso a tutti i livelli, per il recupero delle regole fonetiche, grammaticali, sintattiche e delle parole che ci servono per comporre le frasi, ma anche la programmazione motoria per articolare. Infatti parlare è un atto motorio che ha le sue procedure inconsce, non diversamente dall’andare in bicicletta.
Tutto il cervello ne e’ coinvolto.

Quando ascoltiamo e parliamo una lingua, attiviamo contemporaneamente piu' aree celebrali, sia collocate negli strati piu’ recenti del cervello (la corteccia), dove sono immagazzinate le parole, sia gli strati piuì antichi  del cervello, che automaticamente applicano le regole che ci permettono di decifrare e comporre le frasi.

 

Come impariamo a parlare ?

Normalmente,  si accetta il fatto che l’apprendimento “naturale” dell’essere umano procede in modo induttivo, partendo da una visione e comprensione globale verso la definizione dei dettagli e l’astrazione di regole astratte ed analitiche di funzionamento.

Questo non riguarda solo le lingue, ma anche svariate altre abilità. Pensate a come avete imparato a fare uno sport, a realizzare un manufatto, a capire un compito inerente lo sport, o qualsiasi altro campo.

Prima lo avete afferrato complessivamente, poi ne avete capito i dettagli. Prima avete guardato e ascoltato gli altri, poi li avete copiati.. e avete imparato davvero a fare bene questa cosa praticandola spesso, imparando dagli errori e aggiustando il tiro grazie al feedback dell’ambiente circostante.

Quante volte vi era sembrato di avere capito una regola, ma poi vi siete accorti di non essere in grado di applicarla? Non è stato molto piu utile riprendere una regola a provare ad applicarla quando avevate già “in mano” l’attività?

Se ci pensate, ciò davvero si applica a tutto: imparare a giocare a pallavolo, a truccarsi gli occhi, a preparare un dolce, riparare un oggetto…

E naturalmente questo modello si è applicato al modo in cui avete imparato la lingua madre: ascoltando, provando e (solo dopo che già sapevate parlare) studiando le regole per migliorare consapevolmente la lingua.

Ciò significa che il procedimento per l’apprendimento della lingua straniera proposto dai docenti dovrebbe assecondare questo ordine naturale, procedendo dalla osservazione della realtà tramite esempi (resi accessibili da un mediatore) alla pratica tramite imitazione , per poi arrivare solo in ultimo alla distillazione di regole.

Le regole apprese a loro volta vanno a interferire, migliorandole , con le procedure. Le regole che si apprendono vengono via via inconsapevolmente integrate.

Questo lavoro coinvolge fortemente tutti i meccanismi descritti prima, sia nella prima fase di acquisizione che nella seconda di verifica e miglioramento.

Questa direzione è stata descritta da Krashen con le parole “bimodalità” e “direzionalità”, con una serie di passaggi che possono essere sommariamente descritti cosi

  1. Osservazione
  2. Deduzione di regolarità
  3. Astrazione di regole di funzionamento
  4. Prova
  5. Feed back ambientale: l cervello conferma le prove che hanno riscontro positivo e scarta quelle che non hanno riscontro positivo.

Le due direzioni: acquisizione e apprendimento

 

Non si deve pensare a questo processo in modo semplicistico e unilaterale.

Se è vero che prevalentemente l’apprendimento procede cosi, dal globale all’analitico, è altrettanto vero che il cervello costantemente verifica le conoscenze e abilità acquisite facendo delle verifiche nella interazione con l’ambiente e che in queste verifiche entra a fare parte una componente consapevole di ipotesi, deduzione e anche domande esplicite al mediatore.

Apprendimento esplicito e consapevole ed acquisizione implicita e spontanea sono sempre integrati quando si impara la lingua.


Ciò da cui impariamo la lingua straniera, piu che le regole astratte, è l’esempio:

  • L’insegnante mostra tramite numerosi esempi “come si dice” e “come si fa” (competenze linguistiche e pragmatiche)
  • I bambini sperimentano tra pari, tramite giochi di ruolo
  • L’insegnante , riformulando correttamente (ma senza necessariamente correggere esplicitamente) fornisce il feed back con cui
    i bambini possono correggere implicitamente le informazioni sbagliate

"Spiegare la grammatica"

La regola verbale ed astratta è sicuramente utile, e la nostra specie si è avvantaggiato moltissimo rispetto a tutte le specie che non posseggono il linguaggio proprio perché può “spiegare”, ovvero illustrare cognitivamente l’esempio.

La regola esplicita può aiutare a strutturare e comprendere , ma la strada maestra per l’acquisizione è necessariamente la massiccia esposizione a tanti esempi e la pratica in prima persona delle abilità acquisite.

E' tuttavia vero che, se insegniamo a bambini scolarizzati o adulti, "fare notare" verbalmente i passaggi fatti, rendendo esplicite  alcune procedure, può essere di grande aiuto, e sicuramente "taglia i tempi". Ma la regola deve puntellare (in questi casi) l'esempio e la pratica, non precederli.

Come usare l’esempio nell’insegnamento linguistico: siamo nati per imitare

Tutti gli animali, e certamente l’uomo, imparano in primo luogo imitando. L’imitazione del maestro, come prima del docente della madre o del caregiver, è una sorta di “educazione per osmosi” a cui siamo naturalmente predisposti.

Abbiamo dei neuroni specchio che si dalla nascita ci portano inconsciamente ad attenzionare certi dettagli dei comportamenti altrui e “riviverli”, al fine di imitarli il piuì precisamente possibile.

Queste strutture neurologiche ci consentono di acquisire comportamenti, ma anche abilità, senza avere avuto una istruzione esplicita delle singole procedure necessarie per mettere insieme l’attività nel suo complesso. 

Cosi il bambino guarda la madre (ne fissa il volto e la bocca in modo intenso) per imparare prima quale è la fonte della voce, e poi per riprodurrei suoi che lei emette con la bocca e finalmente per riprodurre non solo isuoni, ma anche le parole e le frasi e comunicare sulla base del modello.

Dobbiamo ringraziare i neuroni a specchio, queste strutture neuronali, che agiscono sin dalla nascita e ci permettono di osservare con attenzione, ricostruire mentalmente, imitare ed interiorizzare con grande efficacia ogni gesto (mororio, comunicativo, espressivo) che vediamo fare. Quando guardiamo le persone agire, il loro agito viene ricostruito nel nostro cervello, addirittura in anticipo rispetto all'azione 8anticipazione). Queste operazioni creano una serie di segnali che vanno letteralmente a costruire le abilità .

Quando guardo le persone parlare e interagire, il mio cervello "lavora" e impara. Quando le imito, consolido quello che ho imparato guardando. Quanto l'ambiente mi risponde, seleizono i gesti giusti e scarto quelli sbagliati. La ulteriore pratica e osservazione purifica sempre di piu la competenza...."la pratica rende perfetti" è un vecchio adagio, che la scienza prova come vero.

Nell’ambiente della scuola, l’interazione in lingua dovrebbe ripercorrere esattamente questo tipo di percorso.

Quattro strategie per massimizzare l'efficacia dell'esempio/modello nell'insegnamento

Quindi questi sono gli accorgimenti che devono essere presi per fare in modoche l’esposizione sia il piu efficace possibile:

  • Essere affettuosi ed accoglienti: è dimostrato da innumerevoli esperimenti che se il modello (overo il genitore o il docente)
    ha un comportamento caldo, accogliente e piacevole, l’allievo lo imita piu volentieri e impara di conseguenza molto meglio. Avete mai notato che tra amici o innamorati ci si copia senza neppure accorgersi e si finisce per assomigliarsi? E'sempre la imitazione inconsapevole attivata dai neuroni a specchio, che però funziona tanto meglio quanto piu piacevole è l’interazione ed il desiderio reciproco di piacersi tra gli attori. Piu' affettuoso e gentile sarà l’educatore, meglio imparerà l’alunno (perché lo imiterà piu volentieri)
  • Offrire strategie generalizzabili. Si impara davvero non solo e non tanto quando si “copia”, ma quando è possibile “imparare
    l’arte e metterla da parte” o meglio generalizzarla e usarla per compiti simili, ma non identici. La vera acquisizione/apprendimento non è mai stimolata dalla richiesta di copiare acriticamente e senza alcun contributo, ma da una sorta di rielaborazione personale della abilità che osserviamo. La manipolazione cognitiva della informazione permette di fissare il ricordo e di organizzare la finalità della applicazione della abilità in modo durevole e significativo.
  • Problem solving: non c’è nulla che sfidi il pensiero umano come la necessità di “fare qualche cosa” e la soddisfazione di superare un piccolo ostacolo e portare a termine un compito. Le abilità che mostrate devono essere incanalate per far fare delle cose concrete  ai bambini. Se impariamo come si chiede gentilmente qualche cosa, proviamo a proporre poi subito dopo role plays suinegozi e la compravendita, o al ristorante, in modo che i bambini possano mettere insieme ciò che sanno con una certa creatività e piacere.
  • Il gioco simbolico (quindi il role play) è da sempre la migliore strategia possibile per gli esseri umani per fissare e generalizzare le abilità linguistiche e sociali (si veda l’importanza del gioco simbolico nella crescita dei bambini piccoli!) Il role play riproduce
    questo NORMALE schema di acquisizione all’interno della scuola di inglese!

E voi, come usare l'esempio e l'imitazione nelle vostre classi? Se avete voglia di raccontarcelo, contattateci a [email protected]

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