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7 strategie multisensoriali per insegnare l'inglese

Formazione per docenti di inglese: approccio multisensoriale in classe

Stiamo preparando il nuovo corso di formazione per docenti di inglese "MULTISENSORY ENGLISH 2019" per questa estate.

Il corso sarà per la prima volta abbinato con i corsi di formazione "Insegnare inglese agli alunni con DSA " di primo e secondo livello, con un approccio modulare.

Abbiamo deciso di abbinare i corsi, perchè ciò che vogliamo sottolineare è che includere non è una operazione a favore dei bambini e ragazzi con DSA o altre problematiche legate all'attenzione o all'apprendimento. Includere significa in primo luogo implementare modalità comunicative e didattiche utili a tutti i bambini, perchè piu' efficaci e basate su evidenze.

Il corso si terrà presso le seguenti sedi:

ICS 1 SAN BONIFACIO - VERONA- 18, 29, 20 Giugno - Corso gratuito

ICS Galvani - Milano- Via Galvani 7 - MM2/3 centrale - Costo: 150 euro

Con questo articolo andiamo invece a sottolineare alcuni dei punti che andremo a toccare nella formazione. Il piano è di dare, nella sequenza di articoli che da oggi pubblicheremo sul blog, una panoramica delle strategie che si possono con semplicità implementare nella classe per creare un insegnamento veramente coinvolgente ed inclusivo.

Oggi parliamo di multisensorialità e approccio didattico multisensoriale.

Approccio didattico multisensoriale: parte dalla analisi

Insegnare è stato spesso pensato e presentato come un mestiere “quasi fisico” , di presentazione di materiali, coinvolgimento degli alunni con modalità energetiche etc.

E’ sicuramente vero che un buon insegnante deve avere alcune caratteristiche “attoriali”, ma insegnare bene presuppone soprattutto un grande lavoro di analisi.

L’insegnamento non è una “performance”, ma di una analisi attenta delle esigenze dei bambini che ci stanno di fronte.

L’apprendimento è basato sulla sensorialità

Ognuno di noi ha caratteristiche diverse, e diverse abilità e canali preferenziali nel conoscere il mondo e quindi vivere la scuola.

La cosa piu' macroscopica sono i sensi: tutti abbiamo i sensi che ci permettono di esplorare e conoscere il mondo, ma i sensi di ognuno di noi sono diversi. Alcuni di noi hanno sensi piu’ acuti, o meno acuti, ad esempio. A qualcuno dà fastidio la luce forte, i colori vivaci, le  mmagini in movimento veloce, a qualcuno piace invece ricevere stimolazioni visive forti.

A qualcuno piace ascoltare musica e cantare, ad altri no. Oltre alla intensità, inoltre, è bene tenere conto che le persone hanno una elaborazione leggermente diversa degli stimoli, hanno una preferenza per alcuni sensi rispetto ad altri.

La preferenza verso stimolazioni sensoriali dipende sicuramente da caratteristiche innate, ma anche apprese nell’ambito della cultura e vita di riferimento. In occidente, tendiamo ad essere estremamente visivi ed i bambini abituati agli schermi hanno anche una predilezione per stimoli forti e veloci, che catturano la loro attenzione meglio di stimoli tenui e lenti.

E’stato puntualizzato da svariati pediatri ed esperti che i bambini di oggi, esposti precocemente a video e giochi elettronici ad alta intensità, tendono a ricercare attivamente l’accelerazione e l’adrenalina che ciò comporta, perché procura una forma di piacere sensoriale. Chiunque ha riscontrato personalmente che i piccoli sono attirati dagli schermi, dai video sulla LIM, dalla “gamificazione”.

Non sempre però questa iperstimolazione sensoriale si accompagna alla ritenzione delle informazioni e ad un buon apprendimento. L’insegnante deve quindi sempre mediare tra ciò che stimola e mantiene viva la curiosità degli alunni e ciò che è effettivamente funzionale all’apprendimento, sia del singolo sia della classe nel suo complesso.

Un approccio “multisensoriale" è un approccio inclusivo

Per venire incontro ad esigenze complesse quali quelle di una classe di individui diversi tra loro, sicuramente è bene integrare tra loro stimoli afferenti a vista e udito contemporaneamente, o attività che coinvolgano vista, udito e sistema motorio.

Perché l’attivazione multisensoriale funziona?

  • Perché permette di coinvolgere bambini che hanno diverse preferenze (i visivi e gli uditivi, ad esempio), mentre una lezione che si basi su stimoli preferenziali di tipo solo visivo o solo uditivo “taglia fuori” chi non ha questa preferenza. 
  • Perché è dimostrato che siamo in grado di percepire meglio uno stimolo che sia contemporaneamente riferito a piu di un senso. Questo avviene perché ci siamo evoluti all’interno di un sistema complesso, che integra informazioni riferite ai vari sistemi sensoriali. Abbiamo addirittura neuroni che sono adattati per processare informazioni provenienti da diversi sistemi sensoriali in modo integrato. Le informazioni che vengono trasmesse contiguamente (contemporaneamente oppure in modo ravvicinato) da diversi sistemi sensoriali hanno maggiori possibilità di essere “registrate” dal nostro cervello e “recuperate” dalla memoria.

Si impara meglio, ed è un insegnamento piu’ efficace per tutti, se si cerca di:

  • Presentare le medesime informazioni con svariate modalità: parola, lavagna canzoni, immagini, video in movimento, mimo e gesto. 
  • Dare modo ai bambini di elaborare le informazioni, manipolandole grazie alla propria sensorialità e creatività

Sette idee di attività multisensoriali

  1. Trovate su svariati siti, come per esempio Supersimplesongs o Dreamenglish, svariate canzoni che hanno anche set di flashcards allegate. La stessa informazione viene presentatrat tramite video(cartone o cantante che si esibisce su uno schermo in movimento), canone e flashcard, che può essere usata per giocare.
  2. Fate storytelling, mostrando il libro e contemporaneamente drammatizzando l’azione con la mimica e i gesti.
  3. Usate action songs, nelle quali siano abbinati parola, ritmo e gesto
  4. Dopo avere letto una storia, chiedete ai bambini di illustrarla e drammatizzarla
  5. Chiedete ai bambini di ritagliare , colorare e incollare su cartelloni le nuove parole che trovate nei libri che leggete
  6. Create delle cartelline da appendere ai muri, ognuna delle quali contenga delle parole divise per argomento. Le parole saranno illustrate come flashcards .Quando i bambini fanno i role-play possono consultare le cartelline, tirare fuori le flashcards. Andare a prendere le parole, cercarle nella cartellina di apprtanenza, li aiuterà a memorizzarle (inclusa la grafia , impressa nella flashcard illustrata) tanto quando poi usarle nel gesto/role play.
  7. Fate ascoltare i testi quando i bambini leggono, fate vedere le canzoni con la versione karaoke, insomma cercate sempre di associare l’immagine visiva della parola con il suo suono.

Fate metacognizione sulla sensorialità

Uno degli accorgimenti migliori per ottimizzare l’apprendimento è portare i bambini a riflettere su di esso. Apprendere è per un bambino una attività naturalmente piacevole e istintiva. Se un bambino rifiuta di apprendere è perché qualche cosa non sta andando bene.

Apprendere è un atto di “empowering” che il bambino che sta bene ricerca e a cui pensa con soddisfazione. Portare il bambino a riflettere su quale tipologia di insegnamento preferisce e cosa “funziona” su di lui, è molto importante.

Fare metacognizione è inoltre una attività di classe estremamente importante per l’abbassamento del filtro affettivo. 

Dopo avere presentato la stessa informazione in modo multisensoriale, chiedete ai bambini di esprimere una preferenza  (anche con semplici faccine)  sulla modalità che hanno preferito per imparare.

Usate queste informazioni per strutturare le lezioni successive e soprattutto attirare l’attenzione dei bambini verso l’atto dell’apprendere come momento importante della loro giornata!

Ecco alcune idee:

  • Fate un survey  e organizzate un cartellone che rappresenti la situazione (ad esempio, disegnate  insiemi/diagramma di venn assieme ai bambini)  
  • Chiedete loro di riprodurre la  stimolazione che hanno preferito (possono rappresentare se stessi che apprendono tramite l’attività preferita con un disegno

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