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Non
esiste un solo modo di apprendere. Spesso il fatto di amare o non
amare una certa materia, o riuscire o meno in una certa materia, è
determinato dal fatto che il modo in cui ci viene insegnata è assai
lontano dal modo in cui noi apprendiamo. Crediamo che il vero valore
aggiunto delle nostre lezioni sia proprio nella consapevolezza di
questo e nello sforzo, da parte dei nostri insegnanti, di prendere
coscienza del modo in cui ogni studente apprende e del tentativo
concreto di creare lezioni che siano rispettose dell'individualità
di ogni alunno.
Ovviamente, l'insegnante ha una sua maniera
di apprendere, ha una sua storia di discente, che si
riflette nella sua maniera di insegnare. Noi ctrediamo che ciò sia
bene, come è bene che le lezioni riflettano la sua unicità e
personalità. Ma gli attori sono due, e noi diamo la massima
attenzione allo scoprire e valorizzare lo stile di apprendimento del
singolo studente. Chiediamo ai nostri insegnati di riflettere sul
proprio metodo di studio e su quello dello studente e di lòavorare
per creare un ponte tra essi, all'insegna della flessibilità e del
rispetto delle reciproche inclinazioni. E riteniamo che in questo
modo, naturalmente, i piccoli allievi sperimentino la gioia di
incontrarsi, comunicare e imparare, utilizzando flessibilmente il
proprio personale stile cognitivo - come è naturale tendere la mano
verso chi ce la tende.
Gli interessi e le attività preferite
degli studenti sono per noi lo spunto per la creazione di attività
in inglese, create su misura per ogni singolo corso.
Crediamo inoltre che una delle grandi finalità di ogni
apprendimento, incluso quello della lingua straniera, sia quello di
imparare ad imparare, affinando tutti gli strumenti percettivi e
mnemonici che possediamo. daremo quindi la massima attensione al
canale percettivo (visivo, uditivo, cinestetico) e allo stile
cognitivo (analitico, sintetico) preferito dello studente, ma
cercando di utilizzarli alternandoli ad altri stimoli e creando le
premesse per una riflessione complessiva dello studente sul suo
modo di imparare e su come ottimizzarlo.
Lo strumento
attraverso tutto ciò è possibile è il gioco. Amiamo insegnare
in gioco: ciò non significa meramente "giocare in inglese" o
proporre dei giochi per distrarre i bambini dopo una
giornata faticosa. No, secondo noi il gioco è nell'infanzia (ma
non solo) il modo principe dell'apprendimento in quanto:
- il gioco permette di vivere piacevolmente la sfida e
relativizzare l'eventuale fallimento
- il gioco consente maggiori possibilità di praticare la lingua
rispetto alla mera conversazione 2concreta" (ad esempio, in un
gioco di ruolo posso fingermi mille personaggi e fare rivivere il
lavoro, i dialoghi, il lessico di ognuno di essi)
- il gioco consente di praticare in modo più rilassato perchè lo
studente non percepisce il giudizio
- il gioco crea motivazione
- il gioco attiva aree cerebrali diverse da quelle normalmente
coinvolte nel lavoro razionale, permettendo la memorizzazione
inconsapevole (memoria implicita) attraverso il gesto, il
movimneto, l'emozione
Ovviamente perchè il gioco riesca
e sia gradito, è bene che lo studente accetti l'insegnate quale
compagno di giochi. in altre parole, l'atmosfera che creiamo deve
essere rilassata, giocosa, non costrittiva, e il bambino deve
identificare nell'insegnante una figura da cui non si senta
giudicato, che non percepisca su un piano totalmente diverso dal
suo: un compagno.
Per arrivare a guadagnare la confidenza di
un bambino, ci vogliono sensibilità e attenzione. Per giocare e
farsi accettare quali compagni di gioco, ci vogliono capacità
di osservazione, carisma, creatività e
propensione a lasciarsi andare con i bambini. Per rendere
efficace il gioco attivo in inglese, ci vogliono metodo, capacità di
esercitare un controllo sulla situazione e autorevolezza. Noi
crediamo che i nostri insegnanti posseggano tutte queste
qualità.
Inoltre, perchè il bambino accetti le regole di
questo gioco, è necessario che sia preparato e consapevole di ciò
che l'insegnate viene a fare. E' necessario che abbia il desiderio
di imparare l'inglese e sia disponibile a condividere il suo spazio
e il suo tempo con l'insegnante, accettando le regole del gioco (in
primis: si parla in inglese). E' necessario che i genitori lo
supportino e gli facciano sentire il loro entusiasmo per i suoi
progressi e il loro sostegno nei momenti di stanchezza. E'
necessario che, con l'aiuto dei genitori, sia propenso a riflettere
su quello che gli piace e quello che invece no, su come impara e su
cosa invece lo mette in difficoltà.
Ciò che noi auspichiamo
è che questo appuntamento sia più di una lezione di inglese: sia uno
stimolo che insegni ai bambini molto di più e che resti un bel
ricordo di un'esperienza costruttiva da tutti i punti di
vista.
Approfondisci:
Come
si apprendono le lingue? Stili di apprendimento a confronto e
proposte glottodidattiche di M. Daloiso
Glottodidattica ludica di F.
Caon e Sonia Rutka
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