la metodologia dei nostri corsi di lingue: inglese, francese, italiano
Le linee guida dei nostri insegnanti di lingue garantiscono efficacia perchè rispettano le più recenti scoperte sul funzionamento del cervello che apprende
Pensiamo che tutti gli studenti siano diversi, e che lo siano anche tutti gli insegnanti: quindi siamo assolutamente contrari ad un metodo (il classico manuale) uguale per tutti, che demotiva l'insegnante e uniforma l'intervento didattico.
Crediamo alla differenziazione dell'approccio e alla creazione di materiale ad hoc: tuttavia lavoriamo partendo da alcuni dati di fatto su come avvenga l'apprendimento linguistico, che ci guidano nella progettazione del corso e nella selezione dei libri o altri materiali che utilizziamo.
Approccio induttivo. Molti di noi hanno studiato a scuola con l'approccio deduttivo, ovvero prima hanno studiato la regola grammaticale, poi hanno fatto gli esercizi poi hanno provato ad utilizzarla parlando o scruivendo. E' ormai noto che l'apprendimento linguistico funziona esattamente al contrario, ovvero partendo dalla presentazione dela lingua nella sua concretezza e dal suo "maneggiamento" attivo fino ad acquisire induttivamnete la regola grammaticale. Questo è ciò che proponiamo ai nostri studenti: prima la comunicazione, poi la riflessione grammaticale.
Ordine naturale. Approccio induttivo non significa caos. Lo studente è in grado di imparare e memorizzare solo se l'insegnante gli propone "imput comprensibili" ovvero dà un ordine coerente alle informazioni, in modo che lo studente possa costruire induttivamente il proprio modello. Questo è talvolta difficile con la lingua, che necessita di tante parti assemblate contemporaneamente per funzionare, tuttavia i materiali che scegliamo hanno il pregio della semplicità e coerenza, in modo da facilitare il più possibile i passi autonomi dello studente.
Associazione multisensoriale: soprattutto nei corsi per bambini, è fondamentale sostenere l'a''prendimento con il gioco, il coinvolgimento fisico ed emotivo, e anche creare una serie di associazioni multisensoriali (nella consapevolezza dello stile cognitivo preferito dallo studente) che possano facilitare l'acquisizone linguistica e render l'apprendimento gradevole, gratificante, affettivamente significativo.
Il nostro cervello al lavoro
Apprendimento e acquisizione: chiamiamo apprendimento il processo per cui, razionalmente e consapevolmente, impariamo una nozione. L'apprendimento fa leva sul nostro senso del dovere, è governato dall'emisfero sinistro (quello che regoal i processi razionali) : ciò che impariamo viene memorizzato in un'area del cervello caratterizzata dalla memoria a breve termine.Ciò non significa che dimenticheremo immediatamente quella nozione, anzi: potrà resistere per anni, tuttavia non accede a quella parte del cervello dove sono custodite le informazioni permanenti.
Chiamiamo "acquisizione" quel processo, involontario e inconsapevole, per cui impariamo qualche cosa senza averlo veramente pianificato e deciso. L'acquiszione è spontanea e frutto di un'induzione, non di un ragionamento razionale, spesso veicolata da un'associazione di idee o da un'impressione derivante dai sensi. Ciò che acquisiamo è imparato per sempre: l'informazione viene infatti registrata in un'area del cervello nella quale sono immagazzinate le nostre informazioni permanenti, molte delle quali risalgono alla nostra prima infanzia quando imparavamo moltissimo senza alcuna fatica e alcuna intenzionalità.
Lì è custodita la nostra lingua madre, tuttavia è possibile acquisire anche una seconda lingua, se le modalità con cui la impariamo ripercorrono lo stesso percorso. Oggi si ritiene che la maniera più efficace di insegnare la lingua seconda sia fare passare l'informazione dall'emisfero destro (induttivo e associativo) all'emisfero sinistro (deduttivo e analitico), ovvero imprimere la sensazione della lingua e solo successivamente distillarne la regola grammaticale.
Il requisito fondamentale, ad ogni modo, perchè vi sia acquisizione (ma anche apprendimento) effuicace è che il filtro affettivo sia abbassato, ovvero lo studente percepisca attorno a sè un'atmosfera rilassata e amichevole. Non dimentichiamo che l'acquisizione della lingua ha moltissimo a che fare con l'amore (il bambino apprende i rudimenti dalla madre), e che non c'è come la gratificazione affettuosa e il riconoscimento personale per attivare la nostra capacità di imparare e comunicare (lo sappiamo tutti che in situazione di stress e competizione rendiamo meno: questo è esattamente il filtro affettivo!)
I nostri corsi a domicilio sono la nostra applicazione più fedele di quanto abbiamo imparato studiando la glottodittica umanistico-affettiva e il successo che ne riportiamo ci induce a credere ancora più fermamente nella validità di questi principi.