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E'
una cosa che tutti noi abbiamo provato: in stati di ansia, o quando
sentiamo minata la nostra autostima, o ci sentiamo giudicati, o
quando semplicemente sappiamo di dover essere sottoposti a giudizio,
rendiamo meno di quanto non renderemmo in una situazione rilassata e
a contatto con persone che ci ispirano fiducia e ci mettono a nostro
agio.
Di più: abbiamo tutti sperimentato di imparare meglio, e
ricordare negli anni, ciò che ci ha insegnato una persona che ci
piaceva. E ancora: impariamo quello che ci piace perchè la molla
che ci spinge a impegnarci di più non è un obbligo, ma il nostro
spontaneo piacere di farlo. E per finire: ricordiamo bene ciò
che è legato alle situazioni piacevoli, ci stupiamo di ricordarlo
senza avere fatto alcuno sforzo per impararlo, ci ritorna
automaticamente alla memoria quando ci troviamo in una data
situazione che ci ricorda quella, gradevole, in cui lo abbiamo
appreso.
La neurologia ci conferma che, in uno stato di
ansia, l'immissione di adrenalina interferisce con i processi di
immagazzinamento della memoria a lungo termine (ostacolando
l'acquisizione della lingua) e sull'utilizzo della memoria stessa
(causando i "vuoti di memoria" tipici delle situazioni di stress).
Viceversa, le endorfine prodotte nelle situazioni npiacevoli
coaudiuvano questi processi, tant'è che mentre proviamo il piacere
di imparare, impariamo più efficacemente e mentre proviamo il
piacere di fare quelche cosa, lo facciamo meglio e con meno fatica.
Queste cose fanno parte del vissuto di tutti, e hanno un
nome: Filtro Affettivo e Motivazione, e altro non sono che
l'intuitiva consapevolezza che le nostre facoltà sono più acute e la
nostra memoria lavora meglio quando siamo rilassati, e che
l'affettività ha un ruolo fondamentale nell'acquisizione di nuovi
saperi.
Per questo i nostri insegnanti non cambiano durante
il corso. per questo i nostri insegnati hanno un approccio fresco,
affettuoso. per questo scegliamo gli insegnati tra giovani che hanno
esperienza e cuòltura, ma non vestono i panni del professore e si
possono proporre ai bambini quali compagni di giochi. Per questo si
propongono in modo giocoso e leggero, con il sorriso sulle labbra.
Per questo scegliamo attività ludiche e creative, nelle quali i
bambini possano esprimersi liberamente senza associare ad esse
l'idea di scuola, di giudizo, di "voto". Per questo utilizziamo la
competizione, sì, ma esclusivamente nell'ambito del gioco. Per
questo ci mettiamo in gioco noi stessi.
Desideriamo proporre
ai vostri bambini uno spazio dove l'apprendimento sia libero dai
criteri della scuola, nel senso più retrivo del termine
(voto-prestazione-giudizio-verifica), e dove i bambini possano
imparare con piacere: il piacere di fare attività gradite in
compagnia di una persona gradita. E , se i genitori fanno
sentire il loro appoggio ed entusiasmo per i progressi fatti, i
bambini traggono il piacere dato dall'innalzamento dell'autostima e
della sfida vinta. E' un circolo virtuoso che dà grandi
risultati.
Per approfondire:
Motivazione ed affettività
nell'acquiszione di una lingua straniera di
P.Balboni
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