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E' affascinante partire alla scoperta
dell'apprendimento. La nostra eccezionale capacità di imparare è
quella che ha reso possibile che gli esseri umani, nudi e inermi in
confronto a moltissime altre specie, abbiano potuto avere la
supremazia sul pianeta. La capacità di imparare è la più pervicace,
ostinata, duttile e precoce delle nostre caratteristiche. Ed in
particolare, ciò che abbiamo imparato a fare meglio di qualsiasi
altro essere è: comunicare. Impariamo ciò che ci serve per
comunicare ancora nel ventre materno. Non solo l'udito si sviluppa
precocemente nel feto, ma questo udito è così sottile e
collegato alla nostra capacità di imparare che il feto è in grado di
riconoscere sillabe diverse (ovvero sia memorizzarle e confrontarle
tra loro) molto prima di nascere. Si dice spesso che il bambino
prenatale riconosca la voce dell madre, ma in realtà riconosce molto
di più: ne risconosce la lingua.
Dal primo giorno di vita,
tra le moltissime cose che apprende un neonato, un posto speciale ha
l'apprendimento della lingua. E' impressionante la quantità di suoni
che è necessario memorizzare per comprendere una frase, appure a
pochi mesi (ogni mamma lo sa), un bambino capisce già le frasi che
lo riguardano, come "Arriva la pappa!", oppure "Ora ti metto a
nanna". Nella prima infanzia, questo efficientissimo
immagazzinamento di suoni e parole va di pari passo con
l'affettività e viene impararato inconsapevolmente, attraverso il
gioco con il genitore ed il piacere. ciò che viene così imparato non
è "appreso" (definiamo appreso ciò che impariamo razionalmente e in
genere a breve o medio termine), bensì "acquisito" ovvero impresso
per tutta la vita.
I bambini che vengono esposti in tenera
età (entro i 4 anni), costantemente e in modo piacevole, a due o più
lingue, acquisicono entrambe, ovvero le imparano inconsapevolmente e
per tutta la vita. Dal punto di vista neurologico, queste nozioni
vengono impresse in un'area specifica del cervello, che è diversa da
quella attivata dai processi di aprendimento (ovvero quando
impariamo le lingue da grandi esse vengono impresse in una diversa
area celebrale, e non sono "per sempre": queste nozioni sono
soggette a "deperimento"). la paura di confondere le due, o
più, lingue che vengono insegnate precocemnete è infondata.
Ogni lingua ha un suo spazio e viene organizzata
autonomamente. la fisiologica confuoione e ritardo con cui parlano i
bambini bilingui si risolve da sola e brillantemente quando i
piccoloi arrivanmo ad un grado di padronanza tale di entrabe le
lingue da poterle usare indifferentemente e con precisione (in
genere attorno ai tre anni).
Invitiamo chiunque possa ad
esporre i propri bambini a più di una lingua, con costanza, metodo e
senza dimenticare il piacere e l'affettività. I piccoli impareranno
entrambe le lingue , e per sempre.
Noi siamo in grado
di mandare insegnati in grado di giocare, piacevolmente, con i
bambini piccoli. associando la lingua con il piacere
dell'interazione, dei suoni, delle canzoni, di attività nuove e di
coccole, potrete aprire la strada all'apprendimento di un mondo
nuovo (ogni lingua rispecchia il mondo in modo diverso, chi conosce
"maternalmente" due lingue ha le chiavi di due mondi). Ovvimento ciò
non è sufficiente per raggiungere il bilinguismo, ma, se i, genitori
avranno la cura di affiancare le lezioni con canzoni, cartoni
animati, attività fatte da loro stessi in inglese, vedranno crescere
velocemente il vocabolario passivo e attivo del bambino nella
seconda lingua, e gradualmente lo osserveranno sviluppare la
capacità di esprimersi in essa.
Per approdondire: Alla
scoperta del bambino che apprende di M.Daloiso
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