CLIL scuola secondaria II grado

Realizziamo progetti di CLIL nelle scuole superiori (licei, stituti tecnici e professionali) con docenti di madrelingua inglese, che ricevono una formazione specifica per questo.

I nostri progetti sono stimolanti ed interattivi e prevedono l'utilizzo di materiali multimediali, attività creative e laboratoriali, conversazione. I progetti sono realizzati su misura in ogni scuola, in collaborazione con i docenti di DNL (disciplina non linguistica: storia, scienze...) e di inglese.

CLIL: i riferimenti di legge

La metodologia  CLIL  è gradualmente inserita a ordinamentale nella Scuola Secondaria di Secondo grado (DD.PP.RR. n.87, 88, 89 del 2010 attuativi della Riforma Gelmini rispettivamente per gli Istituti Professionali, Istituti Tecnici ed i Licei; per gli Istituti Professionali e Tecnici). Ciò riflette la direzione che la scuola europea ha intrapreso con il Trattato di Lisbona del 1997, nel quale vengono delineate le competenze e si comprende che la scuola viaggia verso un'obiettivo di competenza simulanea nella propria lingua madre e nella lingua straniera, ovvero verso una didattica bilingue.

Le norme inserite nei Regolamenti di riordino delle Scuole Secondarie di II Grado  (DPR 88 e 89/2010)  prevedono l'obbligo, nel quinto anno, di insegnare una disciplina non linguistica (DNL) in lingua straniera secondo la metodologia CLIL.

Nei licei, la disciplina non linguistica deve rientrare nell’area degli insegnamenti obbligatori, per gli istituti tecnici la disciplina non linguistica deve essere compresa nell'area di indirizzo del quinto anno, e deve essere insegnata obbligatoriamente in lingua inglese. La sperimentazione (nota 4969 del 2014 del Miur) prevede  l’introduzione dell’insegnamento in lingua straniera, per il 50% delle ore curriculari di una di una disciplina non linguistica (DNL). 

Il docente incaricato dell’insegnamento, per accedere alla formazione specifica per la metodologia CLIL, deve dimostrare un livello sufficiente di competenza linguistica ( C1). Poiché  sono ancora in corso le attività di formazione dei docenti, le Scuole possono avvalersi anche di personale docente in possesso di una competenza linguistica di Livello B2 del QCER, oppure avvalersi della collaborazione di  conversatori e/o insegnanti  madrelingua .

CLIL e parlante nativo in classe

A nostro avviso, la lezione di CLIL con il parlante nativo rappresenta il perfetto connubio di lezione disciplinare e lezione di lingua, perchè la parlata nativa è il migliore esempio possibile di eloquio nella lingua straniera e perché stessa dell'insegnamento impartito da un parlante nativo crea motivazione e interesse attorno al progetto.

Questa è l'opportunità che desideriamo proporre alle scuole superiori: potere lavorare insieme, al fianco del parlante nativo, per creare moduli CLIL che possano rispondere alle esigenze di programmazione della singola classe, venendo incontro al meglio alle esigenze di sviluppo della competenza linguistica (specie nel parlato) e senza fare venire meno il contenuto.

METODOLOGIA CLIL

E’ riduttivo definire CLIL come l’insegnamento di una materia in inglese. Naturalmente, il punto è questo, ma la vera portata rivoluzionaria del CLIL è l’elaborazione di una metodologia che consenta ai ragazzi di apprendere il contenuto, elaborarlo e esporlo efficacemente usando la lingua straniera (LS).

Gli studi sul CLIL partono proprio dalla constatazione che la semplice “immersione linguistica”, non è efficace: al contrario, è efficacela full immersion che preveda l’applicazione delle tecniche comunicative e di accorgimenti metodologici strutturati che mettono gli studenti in condizione di ricevere ed elaborare le informazioni senza tradurle.

C’è uno studio accurato dietro ogni parola negli interventi di CLIL: per evitare l’approccio traduttivo, l’insegnante deve avere in mente una mappa precisa dei saperi degli alunni e deve offrire loro supporti multimediali tali da rendere comprensibili gli input dati in modo associativo ed intuitivo (nel CLIL si fa ampio ricorso ai supporti visivi, in particolare Mind Maps e Video).

Rendere l’input comprensibile, infatti, previene il problema dea dispersione, evidenziato dall'insigne linguista Krashen (1987), che sottolinea che in una lezione di L2 l’insegnante debba massimizzare (grazie ad una serie di accorgimenti gestuali, iconici etc) la quantità di input comprensibili

Krashen, infatti, stabilisce il legame inscindibile tra input comprensibile e acquisizione della L2: per potere comprendere ed imparare, lo studente deve potere fare una connessione tra la nuova parola/funzione comunicativa e il concetto ad esso connesso (in altre parole: capire dal contesto a nuova parola/frase).

Questa connessione può anche essere inconscia, ma non è automatica o casuale: perché avvenga, l’insegnante deve avere cura di calibrare la difficoltà delle informazioni e avere la cura di presentarle con strategie comunicative adeguate (eloquio lento, body language e gestualità, ripetizione, supporti multisensoriali)

Solo se lo studente riesce a percepire con la necessaria finezza, anche grammaticale, gli input dati, può arrivare a produrre in L2 con l’accuratezza che è lecito ed auspicabile aspettarsi in una scuola secondaria di secondo grado (il livello ottimale da cui fare partire il CLIL è il B1).


Metodo: innovativo: Reseach based learning


clil scuola superioreLa lezione frontale tipicamente determina uno scarso “spazio” nel quale lo studente si possa esercitare.
Le modalità  del CLIL pertanto esulano dalla lezione frontale e tipicamente sono:

•    Lezione partecipata: l’insegnante interagisce con i ragazzi individualmente (presentazioni, dimostrazioni individuali)

•    Attività di coppia: l’insegnante dà attività da svolgersi in coppia, il dialogo è tra i due studenti

•    Attività in gruppo: l’insegnante dà attività da svolgersi in gruppo (anche progetti): gli studenti devono interagire tra di loro per portare avanti il compito assegnato, prendendo decisioni, ricercando materiali ed assemblandoli ecc

Naturalmente, in tutte queste attività, ci sono momenti in cui i ragazzi sono solo ascoltatori: durante una dimostrazione singola, i compagni sono passivi; nelle attività di coppia o di gruppo, un partecipante può primeggiare e un altro restare in silenzio.

Nell’impostare una corretta didattica CLIL,è necessario prevedere degli spazi ampi per l’uso orale della lingua da parte dei ragazzi (non solo rispondendo a domande dell’insegnante, ma assumendo un ruolo pro-attivo), creando occasioni nelle quali i discenti possano manipolare dei concetti (attraverso la lingua) per farli propri e per acquisire le competenze, rispetto al contenuto, previste dagli obiettivi per l'anno in questione.

Le competenze acquisite con il CLIL riguarderanno la capacità dello studente di applicare le conoscenze, di trasformare informazioni da una forma all’altra, di interpretare e valutare problemi o questioni utilizzando il contenuto; riguarderà la capacità dello studente di ‘pensare’ e di lavorare con il contenuto presentatogli.

Il docente CLIL dovrebbe proporre ai discenti quello che comunemente si definisce un “TASK”, ovvero un compito di natura globale, che richiede allo studente di operare a molteplici livelli, sia linguistici (orale e scritto) che cognitivi, simultaneamente.

Il fine della lezione non è solo quello di imparare i contenuti proposti, ma imparare un metodo di ricerca e sviluppare le doti di problem solving e organizzazione necessarie per portare a termine il compito proposto.

Conclusioni

Dal punto di vista della glottodidattica, la grande forza del CLIL è quello di applicare a scuola la filosofia dell”imparare facendo”, ovvero di dare agli allievi la possibilità di apprendere in modo pratico e concreto la lingua.

Con il CLIL, i ragazzi hanno finalmente l’opportunità di veder l’inglese per ciò che è: uno strumento per comunicare, informarsi, esprimere e apprendere contenuti reali. Da ciò dovrebbe scaturire una maggiore MOTIVAZIONE, ovvero secondo la glottodidattica umanistico-affettiva, il primo motore dell’apprendimento (linguistico e non).
Crediamo immensamente nella bontà di questi interventi, e siamo a disposizione degli istituti, con i nostri docenti di madrelingua, per lavorare concretamente su di essi per garantirne la migliore riuscita possibile.

 Scuole superiori presso Cui abbiamo attivato i CLIL:

  • Istituto Marcelline Milano: Liceo Linguistico
  • Istituto Marcelline Milano: Liceo Scientifico
  • Istituto Omnicomprensivo  Musicale G. Verdi Milano: Liceo Musicale
  • Istituto Comprensivo P.Della Francesca San Donato: Perito Amministrazione Finanza e Marketing, Perito Sistemi Informativi Aziendali, Perito Costruzioni Ambiente Territorio, Professionale Socio Sanitario.

Volete portare il CLIL con docente madrelingua nella vostra scuola? Costa molto meno di ciò che pensate! Abbiamo calacolato che, in una classe di 25 studenti, un progetto CLIL di 15 ore, costa 25 euro a studente! Il prezzo include anche l'approntamento di materiali multimediali ad hoc! Chiedeteci una dimostrazione o info usando il box qui a lato.

 


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