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Il vantaggio bilingue

Il cervello dei bilingui è davvero diverso? E' erco che hanno dei vantaggi rispetto ai monolingui?

In occasione della Conferenza sul Bilinguismo che terremo il 1 marzo, volevo focalizzare alcuni punti a mio avviso importanti, inerenti al Bilinguismo e all'acquisizione linguistica.

In questi anni il Bilinguismo è diventato popolare sulla stampa, grazie a studi, condotti da università presigiose, che dimostrano come i bilingui abbiano vantaggi cognitivi rispetto ai monolingui, sia in età evolutiva e  in età adulta

Inoltre, un recente studio confronta le performances di anziani bilingui e monolingui, evidenziando che i bilingui hanno una minore incidenza di demenze senili.

"Vantaggio bilingue" è il modo in cui scientificamente si definisce la serie di benefici comportati dall'esposizione precoce a due lingue.

Sono anni che sui magazines destinati a genitori ed educatori si decantano i vantaggi del bilinguismo e la sua naturalezza e facilità. Io per carattere tendo sempre ad approfondire le notizie che mi entusiasmano (queste sono ovviamente notizie entusiasmanti), quindi vorrei portarvi la mia esperienza sia di mamma che di appassionata studiosa di questi fenomeni dal punto di vista didattico (poichè è lavoro tutti i giorni all'implementazione del bilinguismo nelle scuole).

Poichè l'argomento è estremamente complesso, non pretendo di coprirlo tutto, nè questa è la sede di una discussione accademica: andrò per punti esprimendo cia ciò che oggettivamente la scienza ci offre e anche il mio personale riscontro, con qualche spunto pratico per chi desidera intraprendere questa avventura.

  • I bambini imparano naturalmente più lingue: questo è sicuramente vero. Quando nasciamo siamo predisposti all'ascolto di tutti i suoni linguistici del mondo.

Noam Chomsky parla di LAD (Language Acquisition Device), una sorta di "programma", geneticamente determinato (perchè imparare a parlare fa parte della norma biologica del genere umano) che porta i bambini ad ascoltare da subito i suoni intorno a loro e acquisirli ed organizzarli in un sistema linguistico con grande efficienza e precocità.  Tuttavia, propro per la sua efficienza, il programma di acquisizione linguistica è selettivo. Siamo "programmati" per sintonizzarci precocemente sui suoni linguistici delle lingua che sentiamo sufficientemente frequantemente e costantemente, nonchè parlate da un "caregiver" (tipicamente la mamma) affettivamente significativo.

In altre parole, è vero che nasciamo con un software potentissimo per apprendere il linguaggio verbale e che potenzialmente i neonati possono apprendere ogni lingua del mondo, ma è anche vero che il software si sintonizza naturalmente sulla lingua madre. Se volete introdurre una seconda lingua dovete necessariameete organizzarvi in modo da offrire una quantità e qualità affettiva di stimolo paragonabile a quella della lingua madre.

Solo se parlarete/canterete/leggerete (ovvero esporrete il bimbo alla lingua, in tutte le forme appropriate per l'età) al bambino in due lingua, per lo stesso tempo (o comunque in un tempo significativo) e gli offrirete una interazione di qualità (affettivamente di qualità, non solo linguisticamente) anche nella seconda lingua, allora avrete come risultato un bilinguismo.

Non siamo programmati per imparare una lingua che sentiamo sporadicamente, nè una lingua che ascoltiamo "dalla radio". Solo una interazione significativa da tutti i punti di vista, e sufficientemente consistente  produce acquisizione linguistica.

Quindi da qui traiamo due conclusioni 1) il bilinguismo è possibile 2)il bilinguismo non è facile. Iniziare una educazione bilingue è un impegno, che andrà protatto per anni, e che richiederà sforzi notevoli.

Non arriverete al bilinguismo con qualche oretta di inglese, nè arriverete ad un BUON BILINGUISMO delegando interamente la faccenda ad altri.  L'educazione bilingue (come ogni altro aspetto squisitamente educativo) riguarda la relazione con i genitori e richiede amore, costanza e sacrificio per potere offrire le condizioni di una fioritura.

  • I bambini bilingui sono più intelligenti: questo è falso. Il bilinguismo dà effettivamente alcuni vantaggi di tipo cognitivo, che poi esamineremo, ma è bene sottolineare che il linguaggio e l'intelligenza sono due variabili interrelate, ma non in modo assoluto.

Considerate che il linguaggio fa parte delle funzioni cognitive "verticali" (o specifiche), come la lettura, il calcolo, le competenze metafonologiche.

L'intelligenza, l'attenzione, le funzioni di controllo sono invece funzioni cognitive trasversali, necessarie per tutte le operazioni specifiche. Pur essendo linguaggio e intelligenza connessi, non è vero che i bilingui siano più intelligenti dei monolingui, o viceversa.                    

E' vero che un BUON BILINGUISMO può influire positivamente su alcune funzioni (la capacità di controllo e inibizione e l'attenzione selettiva, soprattutto, ma anche in parte le capacità anticipatorie), migliorando alcune perfomance cognitive non verbali dei bilingui. Quindi è vero che i bilingui hanno dei vantaggi anche sull'intelligenza non verbale.

E' però da sottolineare che questi vantaggi si registrano solo se il bilinguismo non ha intaccato la competenza linguistica in lingua madre, ovvero è fondamentale monitorare adeguatamente la qualità (e non solo la quantità) delle lingue acquisite per avere un reale vantaggio cognitivo. Viceversa, è giusto segnalare un bilinguismo sottrattivo o comunque a scapito della qualità della lingua madre può portare svantaggi cognitivi.

Detto questo, credo che sia giusto approfondire concretamente quali sono i campi del vantaggio bilingue, e perchè ciò avvenga.

I bilingui simultanei (cioè i bambini che hanno ricevuto una esposizione paritetica in due lingue, e hanno cioè due lingue madri) si costruiscono precocemente un doppio sistema linguistico :semantico, morfologico, fonetico.

Tuttavia, come ogni altro essere umano, hanno un singolo sistema di memoria di lavoro e di memoria a lungo termine.

Il cervello del bambino bilingue deve lavorare molto di più per immagazzinare questo doppio carico di lavoro (il che spiega il periodo silente), ed infatti la neuroimaging mostra che i bilingui operano non solo nelle aree celebrali deputate alla lingua (emisfero sinistro), ma interessano anche l'emisfero destro.

Usano "più parti" del loro cervello perchè ogni volta che devono ascoltare o parlare sono costretti a controllare quale serbatoio di memoria utilizzare. Ciò li porta ad esercitarsi precocemente e costantemente nelle funzioni di

  • selezione
  • attenzione
  • inibizione

e sono queste le abilità in cui dimostrano di essere superiori ai monoligua anche in ambiti non verbali. ​Poichè queste sono funzioni cognitive trasversali, è ovvio che la accresciuta efficacia di queste funzioni ha un effetto positivo anche sulle altre funzioni specifiche, e quindi per questo motivo nei test scolastici spesso i bilingui hanno risulati complessivamente migliori dei monolingui.

Ripetiamo che questo vantaggio riguarda i bambini che hanno avuto la fortuna di un buon bilinguismo additivo, mentre non si può dire che i bambini che hanno bilinguismi passivi o incompleti o sottrattivi condividano questi vantaggi cognitivi.

Inoltre, ripetiamo che le funzioni trasversali sono in larga parte anche genetiche quindi ogni valutazione non può prescindere dal patrimonio personale di ognuno.

Una altra capacità che i bilingui dimostrano di avere vantaggiosamente superiore rispetto ai monilingui è quella che definiamo "anticipazione". Forse non tutti sanno che il nostro cervello è sempre attivo,ovvero lavora costantemente per anticipare ciò che accade, sulla base delle proprie pregresse esperienze e conoscenze.

Quando una persona ci parla, noi inconsciamente "anticipiamo" ciò che ci dirà, esattamente come anticipiamo il movimento di una macchina che ci viene incontro o avvertiamo "sensazioni" su quello che una certa situazione o persona avrà in serbo per noi. L'intuizione non è altro che un calcolo probabilistico che il nostro cervello opera costantemente sul presente.

Ecco, i bilingui, che attingono ad un doppio serbatorio di parole (ma anche di esperienze  edi pensieri, perchè due lingue modellano due schemi alternativi e diversi di pensiero), dimostrano di avere migliori capacità anticipatorie, sia in ambito verbale (immaginano più facilmente come finirà una frase) che non verbale (riescono a leggere la realà con migliore attendibilità).

Ecco questa è forse la più straordinaria delle "doti" dei bilingui, sempre naturalmente da commisurare alla dotazione personale.

Un altro non indifferente vantaggio è quello culturale: i bilingui hanno accesso a due lingue, con tutto il bagaglio di pensieri, modelli mentali e culturali che ne deriva. Hanno quindi a disposizione più strumenti culturali e immaginativi per rispondere alle sfide della vita.

Sottolineo ancora una volta che la QUALITA' del bilinguismo è veramente fondamentale. Un bilimguismo sottrattivo, ovvero un bimbo che sa più lingue ma nessuna bene, che non ha accesso a fonti culturali e linguistiche di qualità, che è minato nella sua identità linguistica e culturale, non è un individuo avantaggiato rispetto ad un coetaneo monolingue, bensì svantaggiato.

La lingua plasma il pensiero oltre che codificarlo, quindi offrire una buona lingua e una buona interazione è fondamentale per dare ai bambini buoni strumenti cognitivi.

Ti interessa il nostro articolo? Vuoi venire alla conferenza sul bilinguismo? Siamo felici se trovi interessanti i nostri spunti e se vuoi condividerli, mi raccomando ricordati di citare la fonte quando usi le risorse che ti mettiamo a disposizione.

 

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