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Metodo CLIL

Didattica bilingue nella scuola

metodologia clil

 La metodologia CLIL è utilizzata come strategia educativa e ha evidenti connessioni con l'insegnamento comunicativo.

Gli insegnamenti CLIL a scuola dovrebbero essere proposti sotto forma di esperienze e progetti divertenti e stimolanti.

Le parole d'ordine per svolgere una buona lezione di inglese sono interattività, autonomia e coinvolgimento.

Il metodo CLIL stimola l'utilizzo di modalità di insegnamento alternative a quelle tradizionali e, in particolare, risulta strategico l'impiego della LIM e di presentazioni in PowerPoint con un ampio ricorso a immagini, filmati, diagrammi e mappe mentali; facilmente reperibili oggi nel web.

 

 

 

Storia del CLIL

La metodologia CLIL ha origine dagli studi sull'apprendimento tramite "full-immersion", ovvero valutazioni fatte in scuole nelle quali le materie venivano insegnate frontalmente in una lingua straniera per i ragazzi (ad esempio, in Canada: lezioni tenute in inglese a ragazzi francofoni). Contrariamente a quanto atteso, si è riscontrato che il livello di competenza dei ragazzi in lingua straniera non era migliorato in modo notevole, nonostante molte ore di esposizione.

Studi autorevoli successivi a queste osservazioni dichiarano che non basta immergere gli studenti nella lingua per ottenere un apprendimento efficace. Piuttosto è necessario adottare una strategia per cui gli alunni comprendano, registrino e memorizzino l’input ricevuto.

In altre parole, non impariamo una lingua solo perché abbiamo occasione di esserci esposti.

Impariamo una lingua solo se:

  • È rivolta a noi, in un contesto comunicativo efficace
  • Lo stimolo riesce comprensibile (non impariamo ciò che non comprendiamo, almeno in modo intuitivo ed implicito)
  • Lo stimolo è ripetuto in modo abbastanza strutturato e consistente
  • Lo stimolo viene attivato

La teoria del CLIL deriva proprio da questa consapevolezza e codifica una serie di accorgimenti che rendono l'immersione didatticamente efficace.

Essa è l'esito di anni di studi, condotti da pool internazionali, ma soprattutto capeggiati dall'Università di Helsinki. Non è un caso che il "metodo CLIL" (o per meglio dire l'approccio CLIL" debba molto all'esperienza nordica di fare  scuola.

L'eccellenza della scuola nordica, ed in particolare finlandese, si poggia sul fatto che punta moltissimo sulle competenze di base.

La vera misura dell'apprendimento dei ragazzi non è (e non può essere) la vastità del programma coperto, bensì quanto realmente e concretamente qui ragazzi sappiano manipolare i concetti appresi. L'obiettivo non è ne' l'esposizione né l'apprendimento mnemonico, bensì l'interiorizzazione e l'attivazione dei concetti.

In modo coerente con tutti quel che sappiamo di come funziona l'apprendimento, viene proposta una didattica che rifugge dalle vecchie pratiche frontali e verbali e accoglie modalità più coinvolgenti di fare lezione: la manualità, il gioco motorio, il problem solving, la capacità di ricercare dati e fare inferenze sono parte integrante della lezione e ne sono gli obiettivi, al pari dell'assimilazione del contenuto.

L'aspetto glottodidattico del CLIL

In linea con quanto abbiamo detto, la grande forza del CLIL sta nel proporre la lingua assieme ad una serie di attività interessanti, motivanti e diversificate.

Questo è in assoluto quanto di più vicino all'approccio comunicativo, che raccomanda di non basare l'insegnamento sulle regola astratte bensì su una grande esposizione verbale, che possa essere compresa grazia al fatto che lo studente la associa efficacemente con gli input forniti dai gesti, dai supporti iconici e multimediali,dalla comprensione intuitiva.

Fare CLIL permette di assorbire tantissimo input linguistico, perché l'intera lezione (e non solo frasi isolate) sono pronunciate in inglese. Inoltre, i moduli CLIL prevedono l'esposizione anche a casa tramite documenti redatti in inglese (video o da leggere) e richiede anche un certo lavoro di redazione (presentazioni o tesine scritte a seconda dell'età, come accade nelle scuole anglosassoni, dove la modalità piu comune di verifica non è l'interrogazione da parte del docente ma la scrittura di documenti e la loro esposizione). Questo richiede agli alunni di elaborare personalmente la lingua, che rappresenta un modo meraviglioso per fissare le nuove parole, espressioni e regole.

Apprendimento cooperativo

Il CLIL deriva nella sua teoria dagli studi condotti da vaste equipe pedagogiche, che hanno ben chiara l'importanza dell'inclusione. Il CLIL è una modalità di fare scuola più inclusiva rispetto alla lezione frontale, perché permette di esporre i ragazzi a stimoli diversificati (adeguati a diverse modalità di apprendimento e stili cognitivi), ed inoltre vede nel lavoro di squadra una grande risorsa.

Se dal punto di vista dello sviluppo linguistico possiamo dire che più incisiva delle tecniche riguarda l'enfasi sul lavoro di "produzione orale"(che si può ricavare sostituendo la lezione frontale con il lavoro a coppie o a gruppi), possiamo anche dire che non meno importante è l'impatto che queste tecniche hanno sulla visione della classe da parte dei singoli studenti. lavorare insieme promuove la comprensione reciproca e crea alleanze. Questo è uno dei risultati più strabilianti del lavoro CLIL.

La nostra scuola di inglese è fiera di proporre  corsi e interventi CLIL in linea con questo modello.

Enfasi sulla produzione orale

Nel corso dell’impostazione di una corretta didattica CLIL, è necessario prevedere degli spazi ampi per l’uso orale della lingua da parte degli studenti. I ragazzi non dovrebbero solo a domande dell’insegnante, ma assumere un ruolo pro-attivo. E’ questo l’obiettivo della metodologia CLIL: creare occasioni nelle quali gli studenti possano manipolare dei concetti usando la lingua inglese, per farli propri e per acquisire contenuti e competenze.

metodologia clil 2

Conslusioni

Il docente CLIL dovrebbe proporre ai ragazzi quello che comunemente si definisce un “TASK”, ovvero un compito di natura globale, che richiede agli studenti di operare a molteplici livelli.

Dal punto di vista della glottodidattica, la grande forza del metodo CLIL è quella di applicare a scuola la filosofia dell’imparare facendo (learning by doing); ovvero dare agli allievi la possibilità di apprendere in modo pratico e concreto la lingua inglese senza comunicazioni fittizie e prestabilite.

Con il CLIL, i ragazzi hanno finalmente l’opportunità di comprendere il vero scopo dell’inglese, importante strumento per comunicare, informarsi, esprimere e apprendere contenuti reali.

Da ciò scaturisce una maggiore MOTIVAZIONE, ovvero secondo la glottodidattica umanistico-affettiva, il primo motore dell’apprendimento (linguistico e non).



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