Blog

Intervista alla Maestra di Inglese Valeria Sacco

25/09/2017

La passione per insegnare: come è nata e come si sviluppa?

Anche questo lunedì ho il grande piacere di ospitare sul blog una intervista ad una insegnante di inglese che ha fatto del proprio mestiere non solo l'occasione per insegnare la lingua, ma anche di comunicare la passione e la cultura per la glottodidattica.

Sono molto contenta perchè tramite queste interviste spero di potere offrire ai colleghi una interessante panoramica del tanto che il mondo della scuola ha da offrire sulla riflessione sulla glottiodidattica innovativa, che anche noi cerchiamo di portare costantemente nei nostri corsi di inglese.

Ma cominciamo con le domande

1) Chi è Valeria Sacco? Dimmi qualche cosa su di te e su come è nata la tua passione per l'inglese

Sono docente di Lingua Inglese ed esperta in metodologia CLIL. Collaboro da anni con associazioni linguistiche e con case editrici come consulente redazionale, nella supervisione di libri scolastici in lingua inglese e nella scrittura di recensioni in lingua Inglese per libri, riviste, Hotel.

Gestisco inoltre la mia pagina Facebook “ Teacher Valeria Sacco “ rivolta inizialmente ai miei alunni e ai genitori dei mei alunni, che seguono con entusiasmo le nostre attività.

Poi col passare del tempo, la pagina ha acquisito sempre più followers, soprattutto ha visto l’attenzione di colleghi ed autori di testi da ogni parte del mondo. Sapere che la pagina sta avendo un riscontro internazionale mi fa veramente molto piacere.

Amante dell’insegnamento e della ricerca di nuovi metodi, ho fatto della mia professione, la mia principale ragione di vita. Nata a Roma e vissuta a Caserta, insegno da circa 20 anni . Per esaudire il mio sogno , cioè diventare insegnante, fatto anche da tante rinunce, ho fatto le valigie e sono partita alla volta del Nord Italia, prima nel Comasco, poi a Lecco ed infine nella provincia di Mantova, dove ho vissuto per molti anni. Poi mi sono trasferita nel centro Italia, esattamente a Roma ed attualmente lavoro in Campania.

La passione e l’amore per il mondo British , la lingua Inglese e l’insegnamento, sono andati sempre di pari passo. Da piccola invitavo i miei compagni a casa, con la scusa di giocare in giardino, ma preparavo quaderni, penne e matite colorate e li mettevo al lavoro, facendo io da Maestra. Alle Superiori invece durante la pausa, andavo alla lavagna a spiegare qualche lezione, se qualche compagna era in difficoltà o non aveva ben capito qualche argomento. La passione per l’insegnamento è nata con me, ho sempre sentito forte dentro me, la voglia di trasmettere quello che sapevo.

L’amore per la lingua Inglese, perché veramente di amore e dedizione trattasi, è nata con la Musica. La mia prima canzone ascoltata in Inglese “ On my own” di Nikka Costa e che ascolto sempre emozionandomi, mi aprì verso un nuovo mondo. Avevo scoperto l’esistenza della Lingua Inglese e da lì in poi quella passione, che coltivo ancora oggi, è andata sempre più crescendo.

2) Quali sono i capisaldi di una moderna didattica dell'inglese?

Credo fortemente nell’aggiornamento continuo dei docenti. Non si può far insegnare la lingua inglese a chiunque. Mi dispiace dirlo, ma la scuola italiana dovrebbe dare la possibilità di far insegnare la lingua Inglese a chi è stato “formato” per farlo, dove per formato non intendo corsi di poche ore.

Si parla spesso di livelli di competenze linguistiche, oltre le “ reali” competenze linguistiche, quello che manca oggi nelle scuole, purtroppo è una vera metodologia didattica di insegnamento.

Quindi posso dire che la domanda ha centrato in pieno con uno degli obiettivi che mi prefiggo, ovvero organizzare in un immediato futuro, corsi di Didattica delle Lingue ai Docenti. La mia didattica moderna non esula dai metodi più antichi di insegnamento, amo far sposare un metodo più antico con uno moderno.

Capisaldi? Premesso che l’aggiornamento è una delle mie passioni, idem lo studio, spesso mi sento dire che studio sempre, ma studiare per me non è un peso, né una meta di arrivo. Attraverso lo studio, la ricerca e la sperimentazione, ho cercato negli anni di creare un metodo didattico mio, che vada ad essere semplice, fruibile e coinvolgente per tutti gli studenti.

La moderna didattica deve partire dai bisogni dei ragazzi e non dai metodi. Il metodo più adatto lo si costruisce step by step, rispettando esigenze e tempi di apprendimento delle singole classi. Uso molto la LIM, ma anche la vecchia lavagna di ardesia può creare magia. Non deve mancare l’ascolto, che reputo di fondamentale importanza, anche far percepire che anche in inglese esistono diversi slang, come per i nostri tanti dialetti. Reputo al di là delle tecniche di insegnamento, di fondamentale importanza il coinvolgimento. Se si riesce a rendere partecipi i ragazzi, è fatta, è la carta vincente. Non c’è tecnica didattica moderna che tenga !!!

 3) L'insegnamento dell'inglese sta cambiando molto: quali sono le cose che ritieni essere più interessanti nel panorama attuale? (clil, nuovi materiali didattici, uso generalizzato dl multimedia tramite la lim, etc)

Oggi viviamo in un’epoca dove le barriere territoriali sono state abbattute dalla volontà individuale e collettiva di sentirsi cittadini della terra.

Uno degli ostacoli da superare con accuratezza è quello della diversità delle lingue, per questo motivo le nazioni cercano di superare l’ostacolo, introducendo l’insegnamento delle lingue straniere nella scuola.

La conoscenza della lingua ha un alto valore culturale, come arricchimento del proprio bagaglio intellettuale. I giovani di oggi dovrebbero essere spinti dallo studio della lingua straniera, considerandolo come un valore aggiunto nello formazione, nel mondo del lavoro, della società. Come precedentemente menzionato, non parto da quello che piace, soddisfa o interessa me, ma da quello che piace ai miei ragazzi, cerco di mettermi per dirla in inglese in “ Their Shoes” nei loro panni, chiedendomi spesso, prima di progettare una lezione, cosa possa piacere o meno a loro.

Premesso che credo, che i miei alunni siano i miei primi giudici, il più delle volte, faccio questionari di Customer Satisfaction ovvero di soddisfazione del cliente, in questo caso dello studente, come si fa per le grosse aziende . Mi fa piacere essere a conoscenza di ciò che a loro piace e cosa no, quale lezione preferiscono e se la spiegazione è stata più o meno chiara, altrimenti in itinere modifico sicuramente qualcosa.

Dallo studio dei nostri grafici, lo scorso anno emerse che l’attività preferita dai miei ragazzi fosse il CLIL( Content and Language Integrated Learning), ovvero l’apprendimento integrato di contenuti disciplinari in una lingua veicolare, nel nostro caso la lingua Inglese. Abbiamo affrontato temi storici, geografici ed artistici.

Chi segue la mia pagina ha potuto vedere i nostri lavori, pubblicati di volta in volta. Quest’anno ne ho pensati di nuovi, magari che abbraccino discipline come la Musica e lo Sport, da sempre cari ai ragazzi.

4)Che consigli daresti ai tuoi colleghi più giovani che stanno iniziando la professione di docente di inglese?

Premesso che mi sento sempre una docente con lo spirito giovane, il primo suggerimento è quello di non sentirsi mai arrivati. Il mio motto ? Chi si ferma è perduto. Quindi mi raccomando “Mai fermarsi”.

Porsi sempre degli obiettivi e delle mete, ma raggiunti quelli ripartire con altri e così ancora. Sembra ieri quando ho iniziato con la mia prima supplenza!!! Cosa feci? Lo rifaccio ogni anno quando mi presento in una nuova scuola, sposto la cattedra, prendo una sedia a misura di bambino e mi siedo in mezzo ai miei alunni. Il rapporto umano con i ragazzi è fondamentale, da lì parte tutto. Una mia alunna si è sposata qualche settimana fa e tanti altri si sono laureati in Università prestigiose, altri studiano o lavorano all’estero, ma credetemi tutti o quasi tutti non dimenticano la “Teacher” e lo dico non per farmene un vanto, ma con l’affetto di una madre verso i propri figli.

Attraverso il mio lavoro di insegnante cerco di garantire un apprendimento della lingua Inglese ad un livello avanzato, offrendo ai miei allievi l’opportunità di superare ogni tipo di certificazione e di avere un approccio al mondo del lavoro senza alcun tipo di difficolta'.

Il mio lavoro di docente e la mia recente professione di consulente redazionale mi portano spesso a compiere numerosi viaggi all'estero, dove ho la possibilità di perfezionare l'uso della lingua inglese, cosa che consiglio vivamente a tutti.

Secondo consiglio ed obiettivo che un nuovo docente si debba porre è la formazione, molto aggiornamento non fa mai male. Sempre più diffusi sono infatti i corsi di lingua inglese frequentati da giovani, adulti e bambini.

Queste iniziative hanno successo, perché finalmente le famiglie stanno iniziando a capire il valore della conoscenza dell'inglese e per questo lotto quotidianamente affinche' anche i piu' restii attraverso il mio lavoro e l'impegno enorme che metto, ne capiscano il valore, piu' che altro in un'ottica lavorativa futura dei loro figli.

Terzo ed ultimo consiglio : “ISPIRARE” sempre i più giovani, far sentire e trasmettere loro tutta la passione che si ha dentro per questo mestiere che reputo da sempre una, la “MIA” missione!

 

...grazie Valeria per questa intervista, secondo me sono stati toccati punti veramente importanti! Ed è bello constatare ancora uan volta quanto valore scaturisca dalla passione per il proprio mestiere, e quanto sia importante scegliere nella vita una disciplina che si ama con tutto il cuore!

Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti per monitorare la frequentazione del sito web e migliorare l'esperienza dell'utente sul sito.
Per avere ulteriori informazioni, consulta la nostra Cookie Policy. Il proseguimento della navigazione implica un consenso all'utilizzo dei cookie. > leggi Cookie Policy.