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Costruire un Visual Dictionary

Come aiutare i bambini a costruire un dizionario

E' naturale che i bambini e ragazzi imparino prima a comprendere l'inglese, e dopo a parlarlo. E naturale che la prima fase dell'acquisizione sia passiva, e dopo venga quella attiva: l'apprendimento delle lingue straniere segue il pattern dell'acquisizione della lingua materna.

Tuttavia, poiché normalmente lavoriamo con bambini grandini, è anche vero che si possono utilizzare delle strategie per aiutarli a controllare ed ingrandire il loro vocabolario attivo, usando strategie di memorizzazione consapevole.

Abbiamo visto la redazione autonoma di flashcards originali, a mio avviso una ottima strategia consapevole di memorizzazione che può essere applicata a svariati ambiti (sia lessicali che grammaticali, fonetici etc).Usando le medesime categorie, si può procedere alla creazione di un "Visual Dictionary", ovvero un vocabolario personalizzato nel quale i bambini scrivono (ed eventualmente illustrano) le parole che conoscono.

I criteri redazionali sono in assoluto la categoria più importante per creare un Visual Dictionary che sia utile ed efficace:

  • Quante parole per volta? Come per le lezioni, 5 è il numero target di nuove parole da iscrivere all'interno del vocabolario (o somministrare all'interno di una lezione). le oscillazioni possono andare da 4 a 10, a seconda delle caratteristiche del singolo alunno, ma arrischiarsi oltre le 10 parole per volta è sconsigliabile.
  • Come dividere le parole? Si potrebbe usare una rubrica telefonica che divide il vocabolario con il criterio delle lettere dell'alfabeto, ma a mio avviso è veramente sbagliato ed inefficace. In fondo, è sbagliato persino in italiano, dove per la lettera C abbiamo a disposizione i due suoni (duro CH e molle C), quanto fuorviante può essere con l'inglese dove a fronte di 26 lettere abbiamo la bellezza di 44 fonemi? Io propongo quindi di usare un quaderno ad anelli con una serie di divisori. Le immagini create dai bambini (ogni lemma è una sorta di flashcard creata dai bambini stessi) vengono inserite nel quaderno ad anelli nell'ordine opportuno. Comprate tanti divisori (a programma di literacy terminato ne avrete bisogno 44, uno per fonema) e mano a mano che i bambini costruiscono il loro vocabolario e la loro consapevolezza fonetica, sposterete le schede, creando un vocabolario completo, suddiviso per fonema.

    Ecco qui l'elenco dei fonemi

    Ecco qui una lista di parole, selezionando i criteri (fonema, anno di scolarizzazione) . C'è anche la registrazione della pronuncia.

Ecco qui le risorse del metodo Floppy Phonics, il più usato in UK. Ovviamente non si può fare tutto insieme, tutti i metodi finalizzati alla literacy scelgono di affrontare un gruppo di fonemi per volta, ecco l'ordine più comune, che potrebbe diventare anche il vostro:

  • S, A, T, P
  • I, N , M, D
  • G, O, C, K
  • CH, F, U, R
  • H, B, F, FF
  • J,V, W
  • X, Y, Z
  • ZZ, QU, CH
  • SH, TH, NG
  • DGE, VE, WH
  • CKS, TCH, NK

I phonics sono suddivisi secondo il criterio d trasparenza, e le parole presentate devono essere sottosposte ai bambini in ordine di facilità (prima i phonics che presentano una identità grafema-fonema, dopo i diagrammi, ovvero i suoni rappresentati da gruppi di 2 o più lettere) e frequenza (ricordate che avete a che fare con bambini non madrelingua, quindi con un vocabolario limitato).

I bambini possono rappresentare, mano a mano che le incontrano, le parole significative, che andranno a formare il loro vocabolario consapevole. Suddividerle per phonic iniziale nel proprio Visual Dictionary è un modo per ricordarle, riflettendo anche sul suono iniziale (ottima attività di consapevolezza fonologica).

Cosa ne pensi? hai provato a proporre in classe la creazione di un Visual Dictionary? Hai mai usato giochi che connettano esplicitamente immagine e parola, come ad esempio il Pictionary?

Come è andata?

 

Ti interessano le nostre risorse? Puoi usarle liberamente in classe e puoi condividerle sui social, mi raccomando ricordati di citare la fonte!

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