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Bilinguismo: l'esperienza di Giovanna di Italobimbi

Il bilinguismo raccontato da una mamma linguista: intervista con Giovanna Pandolfelli

 Ho incontrato il blog di Italobimbi per caso, mentre cercavo delle informazioni sul bilinguismo in vista della piccola diretta di domande e risposte che sto organizzando su FB (qui il link all'evento).

Il blog è talmente bello che ho voluto subito intervistare Giovanna, mamma e linguista, residente in Lussemburgo, che si occupa di corsi, eventi e informazioni per le famiglie che desiderano conservare e sviluppare il bilinguismo nei propri bambini .

Sul suo sito, descrive con precisione ma in modo divulgativo tanti fenomeni che mi affascinano sull'acquisizione linguistica e la maturazione del sistema linguistico nei soggetti bilingui.

Se state considerando l'affascinante avventura di crescere un bambino bilingue, vi consiglio senz'altro di leggere il suo blog!

Ma cominciamo l'intervista.

Chi c'è dietro al sito Italobimbi? Quale è la vostra storia ed esperienza? Quali sono le vostre attività?

Italobimbi è nato da una mia esigenza personale ovvero dare la possibilità ai miei figli bilingui scolarizzati in olandese di mantenere ed approfondire l’italiano, loro altra lingua.

Da linguista e traduttrice, avevo la fortuna di poter contare su una preparazione di base che mi ha permesso di ampliare le conoscenze nel campo del bilinguismo fino a conseguire un master. L’incontro con Daniela Maniscalco, con un background analogo al mio, ha reso possibile la realizzazione concreta del progetto in quanto lei è stata la prima docente e co-gestore di tutta l’iniziativa.

Abbiamo lavorato fianco a fianco sin dall’inizio, io piuttosto sull’aspetto teorico e lei sulla didattica. Oggi, a distanza di otto anni dal nostro primo corso, contiamo altre due insegnanti nel team e la nostra attività si rivolge a bambini dall’età prescolare fino alle scuole medie, scolarizzati in diverse lingue, ma tutti con una conoscenza dell’italiano e tanta voglia di approfondirla.

Le nostre lezioni vertono non solo sull’apprendimento linguistico, sia scritto che orale, ma anche su vari aspetti della cultura italiana, dalla storia, alla geografia, alle tradizioni, alla letteratura. Tutto condito con una buona dose di gioco e divertimento.

Quali sono i consigli che date alle famiglie che vogliono una educazione bilingue per i loro bambini?

Un’educazione bilingue è qualcosa che va pianificata in accordo con il partner e possibilmente con altri membri della famiglia. Non è possibile decidere una strategia fissa e rigida, va valutato in corso d’opera in base alle reazioni del bambino e degli altri familiari, tuttavia è importante prendere alcune decisioni iniziali e discutere di eventuali disagi.

Decidere per un’educazione bilingue in famiglia puo’ far emergere reazioni inconsce legate al rapporto che si ha con la propria lingua madre, con il proprio passato o con la cultura di accoglienza, per fare un esempio.

Il secondo passo è poi quello di decidere in concreto come affrontare questa educazione. Ci sono varie strategie possibili come l’OPOL (una persona una lingua) o altre possibilità da valutare in base alla situazione.

La scelta della scuola è un altro importante passo da non sottovalutare in quanto avrà un’influenza non solo sulla lingua ma anche sull’istruzione, sull’approccio didattico e tanti altri risvolti legati alla cultura rappresentata dalla lingua in questione.

In conclusione un’educazione bilingue richiede un impegno da parte di tutti, bambino e familiari compresi. Non bisogna pero’ pensare che cio’ rappresenti un carico per il bambino che invece crescerà considerando il bilinguismo la norma e ne trarrà vantaggi non solo prettamente linguistici ma anche a livello cognitivo, come dimostrano diversi studi.

Nel vostro Blog si approfondiscono le conclusioni delle neuroscienze circa l'apprendimento di più lingue contemporaneamente. Secondo te, queste consapevolezze sono arrivate nelle scuole e nelle famiglie? Hai notato cambiamenti negli anni alla glottodidattica e alla visione che le persone hanno del bilinguismo e plurilinguismo?

La consapevolezza di cio’ che comporta il bilinguismo è molto scarsa tra la gente comune, ma anche nelle scuole. Il bilinguismo è circondato da miti e pregiudizi che da diversi anni varie realtà cercano di sfatare.

In alcuni casi la ricerca accademica ha fatto dei passi per avvicinarsi alla gente e divulgare attraverso libri e iniziative i concetti basici intorno al bilinguismo. Con Italobimbi nel nostro piccolo abbiamo cercato di fare altrettanto. L’interesse per l’argomento sta crescendo seppure ci sia ancora parecchia approssimazione.

Personalmente, da scrittrice di narrativa, ho sentito l’esigenza di tramutare tanta teoria in racconti “dedicati a tutti i bilingui nell’anima”. Questo è il sottotitolo del mio libro “Guanti bianchi” (Edizioni Draw Up, 2016) una silloge di racconti, spesso ispirati alla realtà, a volte anche a situazioni immaginarie basate su esiti della ricerca nel settore, tutti con un filo conduttore relativo al bilinguismo nelle sue svariate forme, dall’adozione alla coppia mista, dalla migrazione alle seconde generazioni, compreso il bilinguismo dei sordi e il falso pregiudizio che lega il bilinguismo alla dislessia.

Insomma con questo libro ho voluto gettare un ponte tra la ricerca e la narrativa per raggiungere agevolmente i lettori interessati all’argomento.

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