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Insegnamento inclusivo dell’inglese: 10 consigli

Strumenti ed accorgimenti per coinvolgere tutti i bambini nella lezione di inglese

Oggigiorno nessuno può fare a meno dell’inglese, perché il nostro mondo è effettivamente orientato verso il bilinguismo (l'inglese è lingua franca tra le culture, in ambito accademico, lavorativo, politico e sociale).

Per questo, è necessario trovare delle modalità efficaci ed inclusive per introdurre tutti i bambini all’inglese. Ciò che è necessario per insegnare l’inglese ai bambini con problematiche dell’apprendimento è strutturare la esposizione della lingua basandosi sulla consapevolezza di come funziona l’apprendimento linguistico.

Ecco dieci consigli che sono utili per tutta la classe, ma particolarmente necessari per le persone con dislessia e altri DSA

  1. Massimizzare l’esposizione: per imparare una lingua straniera è indispensabile esporsi in modo massiccio alla lingua. Non si dà acquisizione senza una sufficiente quantità di input linguistico quindi è necessario individuare un modo, gradito, per fare entrare l’inglese regolarmente nella vita quotidiana (cartoni animati, musica, giochi , letture…)
  2. Motivare: è indispensabile creare un sentiment positivo circa l’inglese. Se la lingua sarà al centro di esperienze gratificanti e il bambino avrà una positiva opinione della sua capacità di impararla, qualsiasi tipo di azione sarà più efficace.
  3. Strutturare la comprensione: le ricerche hanno dimostrato che non si impara ciò che non si capisce. I bambini memorizzano e ritengono le informazioni che comprendono. Attenzione: ciò non significa tradurre. Al contrario, la traduzione non è una buona pratica (ne parliamo sotto). Significa offrire stimoli aggiuntivi che possano permettere ai bambini di interpretare il significato delle frasi e delle parole a cui è esposto
  4. Dare modelli: perché il bambino possa velocemente avere una chiave di interpretazione del linguaggio e anche produzione autonoma di esso, è buona regola fornire dei modelli. Ad esempio, frasi strutturalmente sempre uguali, ripetute frequentemente in situazioni tipo, che aiutino il bimbo ad abbinare cosa (evento)-parola. Balboni lo definisce linguaggio prefabbricato, ovvero formulaico.
  5. Rispettare la Multisensorialità: la stessa informazione può essere veicolata in molti modi, ed i sensi sono integrati tra loro. Fate caso al fatto che la medesima parola può essere illustrata, mimata, cantata. Se associo questi diversi modi di presentare le parole e le espressioni, il bambino le imparerà meglio.
  6. Narrare: la narrazione è molto importante, perché da un contesto significativo e motivante nel quale permette di inquadrare le nuove informazioni.
  7. Non tradurre: comprendere e tradurre sono abilità diverse. Comprendere significa associare il suono della parola con il significato della parola, comprendere è la decifrazione implicita di un simbolo ed è l’esito di una serie di processi inconsci! Tradurre significa associare consapevolmente un simbolo ad un altro simbolo, ovvero collegare il suono (o la manifestazione scritta) che rappresenta una cosa in una lingua al suono (o alla manifestazione scritta) che rappresenta la stessa cosa in una altra lingua. E’ una operazione complessa, specie per un bambino, anche perché si può tradurre senza capire (conoscere la parola in ambo le lingue ma non avere capito il senso della frase). Attenzione a chiedere la traduzione e a insegnare con la traduzione.
  8. Interrogare: se chiedete ad un bambino di tradurvi o spiegarvi una data cosa, state chiedendo di rendere in termini espliciti e dichiarativi una conoscenza che può essere valida, ma implicita. Il linguaggio è basato su moltissime operazioni implicite e anche inconsce, quindi è perfettamente possibile che un bambino abbia afferrato un concetto globalmente ma non sia in grado di tradurlo oppure di ridirlo. Con una richiesta precoce di spiegazione esplicito, potete mettere in difficoltà un bambino, ove magari c’era stato un inizio positivo di interazione della lingua. Si può verificare la comprensione con modalità piu indirette di controllo (per esempio, un listening comprehension con un matching di figure è più implicito di un listening comprehension con una fillling the gap! Attenzione a rispettare la fase evolutiva e linguistica in cui si trova il bambino, senza metterlo di fronte a richieste eccessive.
  9. Consapevolezza fonologica: giocate tanto con la forma delle parole, senza limitarvi ad assodare il contenuto. Le parole sono forme fonetiche, che possono essere manipolate (scomposte, composte, rimate), cosi come lo sono i singoli suoni (individuare suono iniziale, finale, centrale, cercare suoni simili). Più lavorerete con il significante delle parole, meglio il bambino percepirà i singoli suoni di cui sono composte e saràin grado di acquisire la consapevolezza dei fonemi necessaria per avviare un’efficiente lettura.
  10. Non abbiate fretta: ognuno ha i suoi tempi. Siate consapevoli inoltre del periodo silente, ovvero sia del fatto che esiste un periodo di tempo (piu o meno lungo a seconda della intensità della esposizione, delle caratteristiche del bambino, della diversità tra la lingua madre e la lingua target….) nel quale il bambino incamera, ma non parla. La unica maniera per accelerare il momento dell’esordio del linguaggio è essere costanti e consistenti nella esposizione, ma non si può forzare questa fase individuale. Questi accorgimenti sono utili per ogni bambino, ma hanno un particolare carattere inclusivo perché aiuteranno soprattutto i bambini con difficoltà.

Per approfondire:

 

In aggiunta ad essi, ricordiamo anche alcune consapevolezze che gli insegnanti devono avere relativamente alle necessità dei bambini con DSA:

  • Possono avere problemi con la memoria di lavoro: la memoria di lavoro è quella che permette di manipolare i concetti a breve termine, per ritenerli e memorizzarli. La comprensione delle frasi verbali può essere inficiata da una cattiva memoria di lavoro, perchè letteralmente il bambino non ritiene per un tempo sufficente le parole per capirle. Nella lingua straniera, ciò influenza anche la produzione. sarebbe bene aiutare i bambini a potenziare la memoria di lavoro. In ogni caso, se sapete di avere in classe bambini con funzioni esecutive compromesse, lo potete aiutare i con spiegazioni molto strutturate, anche ripetendo molte volte e aiutandoli con con strategie diverse (ancore mnemoniche, associazioni..). 
  • Possono avere problemi nel richiamare le parole in modo veloce (effetto “ce lo ho sulla punta della lingua”): non siate impazienti. Date loro strategie per aiutare il recupero delle informazioni.Garantite loro la calma (se si agitano è peggio). Siate gentili e comprensivi.
  • Possono avere problemi nel mantenere l’attenzione prolungata: offrite loro la possibilità di muoversi ed alzarsi ogni tanto, in modo che possano avere una pausa.
  • Possono avere difficoltà nella strutturazione sequenziale: aiutateli con strumenti (ancore alla comprensione e memoria) per gestire la sequenzialità temporale e causale delle informazioni.

 

Accanto alle possibili debolezze, però diamo anche dei consigli per individuare e usare i punti di forza che questi bambini possono avere ed il fatto di averli in classe può offrire:

  • Individuate i loro talenti. Facciamo un esempio: se un bambino sa disegnare molto ben, probabilmente sarà motivato a disegnare (perché ne è gratificato) e sarà anche in grado tramite il disegno di processare e strutturare le informazioni grazie al disegno. Perché non chiedergli di disegnare la storia che ha ascoltato o rappresentare graficamente le nuove parole che gli insegniamo? Sfruttate la creatività dei bambini, interpellateli nella definizione di strategie che vadano bene per loro. Insieme arriverete alla metacognizione e alla soluzione delle difficoltà.
  • Sfruttate le loro caratteristiche per costruire lezioni alternative per la classe. Spesso trovare delle soluzioni ci porta “off the beaten path”, con grandi ed inattesi risultati. Cosa motiva e rende piu’ chiaro l’insegnamento per i miei bambini con DSA? Partendo da questo si può provare a costruire la lezione “per la classe”. Probabilmente sarà una lezione creativa e chiara, che farà bene a tutti. Provate a partire dal loro punto di vista, non a fare “cose a parte per loro”. E’ anche un risparmio di lavoro extra.
  • Create dei gruppi cooperativi stabili, delle alleanze, nei quali i bambini siano motivati a fare bene, ognuno nel proprio ruolo. Non è un vantaggio solo per i bambini in difficoltà, p un vantaggio anche per i bambini che acquisiranno il ruolo di tutor, e per tutta la classe nel suo complesso, che troverà così un modo diverso e positivo di relazionarsi.

Per approfondire: idee per un training alla memoria di lavoro (si può fare anche in inglese)

Formazione: Inglese inclusivo e multimediale - previene l'insorgenza di disturbi scolastici, potenziando le abilità di base ed i prerequisiti, lavorando sulla memoria visiva e sul benssere fisico a scuola (postura, impugnatura, seduta). In modalità CLIL si può fare questo percorso educativo insegnando i termini di base (numeri, colori, direzioni, parti del corpo) in inglese

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