Openminds Milano: corsi di preparazione al parto a domicilio

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Corsi a domicilio a Milano: preparazione al parto  

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Corsi preparto a Milano

Nonostante ormai tutti gli studi confermino la capitale importanza dell'allattamento materno esclusivo fino al sesto mese e in complemento con altri alimenti almeno fino all'anno di vita, non tutte le donne ricevono il giusto sostegno e le informazioni corrette per accompagnarle in questa delicata ed importantissima tappa del rapporto con i loro bambini.

Purtroppo, infatti, nonostante le molte campagne di informazione e sensibilizzazione, ancora molti operatori sanitari ignorano la fisiologia dell'allattamento; inoltre, la generazione delle nonne è stata la gnerazione che più di tutte è stata dissuasa dall'allattamento e quindi raramente può offrire un'esperienza personale di allattamento prolungato. Ne derivano informazioni e consigli spesso contraddittori e disorientanti per le giovani mamme, che sono spesso indotte a dubitare della propria capacità di produrre il nutrimento migliore per il proprio figlio, specie a mano a mano ch i primi mesi passano.

Esistono delle organizzazioni, volontarie e professionali, che mettono a disposizione delle puerpere una consulenza scientifica ed emotiva di altissimo livello. Giova segnalare anche qui il più noto gruppo di auto-aiuto, costituito in primis di mamme "che ci sono passate": la lega del latte , branca italiana di un'organizzazione attiva in moltissimi Paesi.


Noi riteniamo che, per difendersi dalla grande quantità di miti, informazioni sbagliate e suggerimenti, anche provenienti da sanitari, sbagliati e contraddittori, la cosa miglior sia conoscere la fisiologia della lattazione e comprendere perchè certi comportamenti portano ad un progressivo abbandono dell'allattamento.

Nelle pagine che seguono vedremo dunque:
- come funziona il nostro seno
- caratteristiche del latte materno
- quali sono le indicazioni dell'OMS , che incoraggia l'allattamento esclusivo fino al sesto mese del neonato e prolungato, in complemento con altri alimenti, fino al primo anno di vita;
- siti di auto-aiuto e sostegno all'allattamento, con indicazioni tanto per le madri quanto per gli operatori del setore materno d infantile.

FISIOLOGIA DELLA LATTAZIONE

Gli ormoni coinvolti direttamente nella lattazione sono prolattina ed ossitocina. Ma vi sono anche altri ormoni che hanno un effetto diretto sul seno, ovvero gli estrogeni ed in parte il progesterone , che inibiscono la produzione di latte. Durante la gravidanza le ghiandole si preparano (grazie alla crescente concentrazione dell'ormone prolattina), ma ciò nonostante il seno non secerne latte per via dell'alto livello di progesterone prima, e di estrogeni poi, che hanno un picco proprio nell'imminenza del parto.
Ci vogliono un paio di giorni dalla nascita perchè gli estrogeni calino (il calo naturale degli estrogeni è responsabile della "tristezza del puerperio ") e permettano alla prolattina di completare la maturazione del seno e dare il via alla produzione del latte. La montata lattea, che arriva fisiologicamenete a circa 48-72 ore dal parto, coincide con questo momento: il seno si presenta duro, gonfio, talvolta dolorante, tanto è pieno di latte. E' fondamentale svuotarlo: a questo serve soprattutto un altro ormone, che è stato il protagonista del parto e che tale restarà nel post-partum sia per i suoi influssi sulla sfera fisica che su quella emotiva: l'ossitocina. Abbiamo visto che l'ossitocina è in grado di fare contrarre la muscolatura liscia dell'utero: altrettanto è in grado di fare con quella del seno, facendo partire il meccanismo di trasporto che porta il latte dalle ghiandole al capezzolo.
L'ossitocina è fondametale nelle giornate che seguiono il parto: per fare tornar l'utero alle dimensioni precedenti alla gravidanza, com per permettere l'alimentazione del neonato e favorire il bonding . Come anche accadeva nel parto, la vita dell'ormine osssitocina è breve e si necessita di uni stimolo di tipo fisico perchè nuova ossitocina sia prodotta e il ciclo possa continuare. Nel caso dell'allattamento, ciò che scatena la produzione di ossitocina è la suzione del capezzolo. Quando il neonato si attacca, il latte fluisce nei dotti e affiora al seno, e contemporaneamente si dà all'ipofisi materna l'ordine di produrre ancora ossitocina.
E' ncessario pertanto che la stimolazione diretta del capezzolo sia sufficientemente regolare e prolungata perchè il corpo recepisca l'istruzione di secernere una quantità sufficiente di ormone per sostenere l'allattamento. Dato infatti che questo è per il corpo un processo assai complesso, se l"'interruttore" non viene azionato, esso si ferma automaticamente. Inoltre, il processo funziona con un sistema "in economia": quanto inferiore è la stimolazione ricevuta, tanto inferiore sarà la produzione. Se limitiamo il neonato nella suzione, non attaccandolo tanto spesso e tanto a lungo quanto lui sarebbe portato a fare, diamo al nostro corpo l'istruzione di produrre meno latte di quello in realtà necessario.
L'allattamento a richiesta, con suzioni prolungate (in ogni seno c'è latte anche quando appare sgonfio, vi basterà spremerlo dolcemente pe accertarvene), è ciò che fisiologicamente è necessario per accordare la produzione di latte e di ormoni (che permettono la futura continuazione del ciclo) agli effettivi bisogni del neonato. Diffidate di chiunque vi consigli di limitare il numero dei pasti e la durata delle poppate, a meno che non vi spieghi esaurientemente il perchè: non è infatti questo il trattamento che risponde alla fisiologia del seno, nè tantomeno all'adattamento del neonato.
Il latte umano è un latte leggero, a basso contenuto di grassi, che quindi non è fatto per saziare a lungo il bambino - a differenza del latte di altre specie, programmate per lasciar precocemente la prole per andare a cacciare.
La composizione leggera del nostro latte è viceversa compatibile con una vicinanza costante tra madre e cucciolo e suzioni frequenti, come accade in tutti i primati. La prossimità corporea veicola il desiderio del neonato di succhiare di più (poichè percepisce l'odore del latte) ed è senz'altro consigliabile, soprattutto nelle prime settimane, quando l'allattamento non è ancora stabilizzato.
Tenete comunque conto che non esiste un momento in cui l'alattamento è stabilizzato in modo defintivo, ogni poppata determina quella delle ore successive, relativamente alla quantità del latte prodotto e anche, parzialmente, alla composizione. Dare al bambino succhiotti o bevande con il biberon "svia" parte della suzione che invece è necessaria al seno per la continuazione del ciclo dell'allattamento (o in alternativa abitua il bambino ad avere sempre qualcosa in bocca ed esserne dipendente. Un bimbo tranquillo e soddisfatto anche se non è impegnato con la tetta o la tettarella è un bambino più autonomo, che distingue lo stimolo della fame dalla consolazione orale in un momento di noia: ciò naturalmente è lecito aspettarselo).

CARATTERISTICHE DEL LATTE MATERNIO E BENEFICI PER LA MAMMA ED IL BAMBINO

Il latte materno differisce da quello di formula per essere un prodotto "su misura". Non esistono due latti esattamente uguali, e ogni madre produce il miglior latte possibile per il proprio cucciolo in quel determinato momento.
Il primo latte è il colostro, che viene secreto nelle prime ore opo la nascita. In rispetto dell'impreparazione dell'intestino del neonato a processi digestivi, praticamente non contiene grassi. Viceversa, giacchè il neonato ha bisogno di liberarsi dal meconio , ha un aumentato potere lassativo, in modo da facilitarne l'espulsione. Il colostro è secreto per essere l'unico alimento del neonato nei suoi primi giorni, quindi associa alla leggerezza un grnde potere nutritivo, dato dalle proteine e dai carboidrati. E' molto cobcentrato, giacchè il neonato ha bisogno non di assorbire liquido bensì di espellerlo, e pertanto non averte lo stimolo della sete. Ma ciò che rende soprattutto speciale il colostro è l'altissima concentrazion di anticorpi, che proteggono il bambino in queste ore di grande vulnerabilità. Sostituire il colostro con altri liquidi somministrati con il biberon significa aumentare a dismisura la probabilità che il neonato sia colpito, in questo periodo delicatissimo, da virus intestinali.

Il latte maturo, che sgorga a partire dal secondo-terzo giorno ( a patto che il seno sia stato stimolato), ha una minore concentrazione anticorpale, ma la maggiore quantità prodotta comunque copre il neonato dalle infezioni. C'è più acqua, perchè ormai il neonato ha bisogno di bere, più grassi e zuccheri (il latte umano ha un'elevata percentuale di lattosio), per sostenere la crescita - il bambino allattato frequentemente al seno infatti recupera velocemente il peso perduto nei giorni precedenti.

La composizione del latte cambia a seconda della crescita del bambino e anche della sua suzione. Il seno infatti si comporta come un qualsiasi recipiante. Superficialmente, e quindi emesso per primo, si trova uno strato di latte particolaremente "leggero", a basso contenuto di grassi e molto acquoso e zuccherino. Mano a mano che il bambino succhia ulteriormente, trova latte più grasso e nutriente. E' importante che il bambino succhi entrambi i tipi di latte, giacchè il primo perlopiù disseta, il secondo contiene una serie di elementi importanti per la crescita. Per questo, la durata della poppata su ogn seno deve essere prolungata fino allo svuotamento effettivo.
Inoltre, un bambino che assuma anche il latte più "grasso" sarà sazio più a lungo e meno soggetto alle tipiche coliche, che originano proprio nella digestione del lattosio (che fermenta nell'intestino). La percentuale di latte grasso aumenta con i mesi, coerentemente con il fisiologico distanziamento delle poppate.

Fino al sesto mese, il latte materno è più che sufficente a garantire tanto l'idratazione del neonato quanto per l'apporto di elementi. Lo svezzamento dovrebbe iniziare a cavallo del sesto mese, senza eliminare il latte ma assecondando la curiosità del bambino per il cibo e le sue richieste.

RACCOMANDAZIONI DELL'OMS.

L'Oms si è riptutamente occupato di allattamento, raccomandandolo a tutte le madri. il comitato scientifico ha escluso che più del 2-3% delle donne non sia fisiologiamente in grado di allattare o sia meglio che lo eviti. In effetti, le reali controindiazioni riguardano solo alcune malattie infettive (HIV, epatite B), mentre la pressochè totalità dell donne ha latte sufficiente e sufficientemente nutritizio per il proprio bambino, a patto che sia rispettata un'adeguata stimolazione del seno. E' ormai riconosciuto ch la prima causa di malfunzionamento del seno risieda in una cattiva gestione dell'allattamento, per le posizioni errate o per l'insufficiente stimolazione.
Il primo consiglio per la corretta instaurazione dell'allattamento è cominciare subito e farlo nel modo più naturale possibile, ovvero in una situazione di calma e quiete e tenendo il bambino a contatto pelle-a-pelle. Nelle primissime ore dopo il parto, ciò contribuirà a proteggerlo in modo ottimale dal freddo e dalle infezioni e lo tranquilizzerà dopo il trauma della nascita.

L'altro suggerimento che ci sentiamo di dare alle mamme è chiedere espressamente al nido dell'ospedale di non somministrare al bambino la soluzione di glucosio o il latte artificiale. I bambini, nelle prime ore di vita, non piangono per fame ma per lo stress accumulato nel parto. Somministrare un altro tipo di bevanda, oltre ad esporli a possibili virus in un momento di eccezionale vulnerabilità, li distoglie dal seno materno e dal colostro, che invece ha una funzione protettiva. Lo stesso discorso vale per i ciucci e i biberon, che possono veicolare germi, e che, soprattutto in una fase in cui il bambino non è ancora abituato a ciucciare al seno, potrebbero confonderlo ed impigrirlo (la modalità di suzione è diversa e meno faticosa al biberon che non al seno), favorendo attacchi sbagliati.

Gli altri due consigli sono: scegliere un ospedale con il rooming in, possibilmente anche notturno, per stare il più possibile a contatto con il bambino dalle prime ore di vita, e adottare l'allattamento a richiesta, almeno per i primi mesi di vita. Anche se sono scelte più faticose per la madre, che dovrà necessariamente avere il sostegno della famiglia per poterle seguire, sono le modalità più rispettose dei bisogni del bambino e più coerenti con la fisiologia del puerperio e allattamento, e quindi protettive rispetto a possibili disagi quali la depressione post-partum e i problemi di ingorgo mammario e altre complicanze.

Raccomandazioni OMS
Raccomandazioni alle madri e agli operatori sanitari (elaborato AICPAM)