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Il
bambino è programmato per imparere le lingue, perchè sarà dalla sua
capacità di comunicazione con la madre, prima, e con il mondo, poi,
che dipenderà la sua sopravvivenza.
Del resto, le madri sono
programmate per insegnare la lingua giacchè il modo in cui esse
interagiscono istintivamnete con il proprio bambino è il miglior
modo possibile per trasmettergli la conoscenza del linguaggio: suoni
brevi, cantilenati, ripetuti, accompagnati da gesti e per spiegare
ogni movimento, inserendo il tutto in una cornice affettiva e
piacevole.
Fino all'ottavo mese di vita, l'apprendimento del
linguaggio interessa le medesime aree celebrali dele percezioni, ed
infatti il suono è inscindibile dal contesto.
Dall'ottavo
mese in poi, l'apprendimento del linguaggio si organizza in un'area
specializzata, deputata all'acquisizione della lingua (un'area che
si chide definitivamente a 7 anni: quando impariamo una lingua dopo
questa età la immagazziniamo in una diversa parte del cervelllo
deputata all'apprendimento, dove con acquisizione
intendiamo che la lingua è imparata "per sempre", mentre per
apprendimento che la lingua è imparata "per un
lasso di tempo").
Caratteristica dell'acquisizione è la
non-intenzionalità con cui avviene l'apprendimento. Il bambino,
non a caso, apprende meglio durante il gioco, quendo non sa di
apprendere e lo fa esclusivamente lasciandosi andare al piacere di
esso. Ne abbiamo decine di esempi lampanti guardando i nostri
bambini: imparano a memoria i film preferiti, senza fare il benchè
minimo sforzo e senza sapere di farlo, noi stessi da grandi ci
ritroviamo stupiti a cantare le canzoni dei cartoni mandati a
memoria decenni prima, mentre a fatica ricordiamo qualche cosa
ascoltato ieri.
Tipici di questa forma di apprendimento sono
la casualità (ovvero le nozioni possono essere presentate senza un
forma organizzata), la stetta relazione con l'ambiente, il fatto che
il piccolo apprende senza saperlo e lo fa in modo tanto più efficace
quanto più si "lascia andare" al gioco, senza applicare l'attensione
direttamnete sulla nozione da apprendere ma sul contesto (ad
esempio, in un gioco in inglese, l'attenzione non è puntata
sull'inglese ma sul gioco: ed è così che vengono apprese le parole
inglesi legate a questa situazione: tanto più il bambino sarà preso
dal gioco, tanto meglio apprenderà l'inglese)
I bambi
modificano le proprie strategie cognitive mano a mano che procede
l'organizzazione delle proprie facoltà e dell'apprendimento. Sette
anni sono detti età della ragione perchè giunge a maturazione la
trategia consapevole di apprendimento. Il bambino padroneggia ormai
le strategie di apprendimento ad un livello sufficiente per decidere
di imparare (o decidere di non imparare).
In questo stadio,
le modalità dell'insegnamento diventano assolutamente fondamentali.
Se fintantochè il bambino imparava implicitamente
(involontariamente) era sufficente presentare e ripetere
coinvolgendo il bambino, dopo questa soglia la qualità
dell'insegnamento può significare il successo nell'apprendimento di
un certo sapere e pregiudicare l'apprendimento di un altro.
Quando il bambino decide di imparare, sa attuare le strategie
adeguate: punta l'attenzione sulle parole, si concentra sui
particoli e li analizza, crea similitudini e paragoni che lo aiutino
a ricordare ciò che vuole ricordare. Queste strategie
portano ad un efficace apprendimento.
Tuttavia, se vogliamo
riprodurre le condizioni perchè scatti la possibilità di acqusire e
non solo di apprendere, dobbiamo ricordarci del nostro apprendimento
primitivo e instaurare nuovamente le condizioni che lo rendono
possibili, ovvero:
- rimuovere il filtro affettivo: si acqusisce quando si è in un
contesto piacevole e rilassato
- attivare la memoria implicita, ovvero quella inconsapevole che
ci permette di ricordare per sempre i dettagli marginali di una
scena. In un appassionante gioco in inglese, i dettagli possono
essere le parole inglesi
Cerchiamo di ricordarci di questo in tutte le
nostre lezioni. Si impara attraverso il piacere di farlo, e si
imparara meglio creando un rapporto affettuoso e attività divertenti
e appassionanti, che creino motivazione ed il contesto che
meglio possa veicolare la trasmissione, consapevole e
inconsapevole, dell'inglese.
Per approdondire: L'acquisizione
del linguaggio di C. Pierantozzi Alla
scoperta del bambino che apprende di M.Daloiso
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